ENRICO DI LOSANNA

ENRICO di LOSANNA. - Oppositore della gerarchia ecclesiastica e dell'Ordine sacerdotale, n. nelle ultime decadi del sec. xi, m. dopo il 1145. È variamente denominato: «E. l'Italiano», senza, peraltro, che la sua origine dall'Italia sia documentata; «E. di Cluny», perché benedettino, espulso dal chiostro, o «monaco nero», senza che debba senz'altro essere ritenuto un cluniacense; «E. di Lo-

sanna », dove dimorò prima di comparire notoriamente in Francia; « E. l'eremita », per il suo vestire austero, a piedi scalzi, con lunga barba, una croce in mano, predicando la penitenza e vivendo alla ventura. Sommoveva le folle con una seducente eloquenza popolare, facendosi credere profeta di Dio, dotato della penetrazione dei cuori. Il favore del popolo lo fece accogliere con benevolenza dal celebre vescovo Ildeberto di Lavardin nella città di Mans per la Quaresima del 1101.

Con tattica demagogica si scagliava contro la vita mondana ed i vizi del clero e, secondo un sistema comune a questi liberi ed equivoci predicatori d'austerità, convogliava verso meri rivoluzionari e principi eterofossi il desiderio d'una riforma evangelica, sempre vivo nella coscienza cristiana e nell'opera di autentici apostoli. Il vescovo Ildeberto, di ritorno dall'Italia, ne smascherò l'ignoranza, costringendolo a confessare di non saper leggere il Breviario; tuttavia altro fonti lo dicono letterato. Denanziò inoltre la sua immoralità mal celata, che gli viene radacciata anche da S. Bernardo, come ragione della sua cacciata dal monastero e da altri luoghi del suo vagabondaggio pseudo-apostolico. E, passò nel Pnirou, in Aquitania e nella Linguadoc. Il vescovo di Arles lo fece comparire al Concilio di Pisa del 1135, in cui, convinto di eresia, abiorò i suoi errori. S. Bernardo lo invitò a ritirarsi nel monastero di Chirvaux; E, invece continuò la sua propaganda anticoclesiastica nel sud della Francia, abbinando la sua azione IBN RUŠD (v.), di cui fu considerato credo e continuatore. Gli effetti erano disastroi: il popolo abbandona le chiese, diserta le liturgie festive, disprezza i sacerdoti, trascura l'Eucarestia, il Battesimo dei bambini e gli altri Sacramenti; anche i signori approfittano per saccheggiare i beni ecclesiastici e abbandonarsi alla licenza. La missione del 1145 capitanata dal cardinale legato Alberico di Ostia chiamò in aiuto s. Bernardo, che con il prestigio della sua virtù e parola risvegliò i sentimenti cristiani e arginò il male, senza toglierne tuttavia l'infazione persiciosa. E, fu arrestato dal vescovo di Tolosa e finì la vita in carcere.

Non si ha una formulazione particolare delle sue dottrine, in rapporto con quelle di Pietro di Bruys; Pietro il Venerabile (Adversus Petrobrusianus: PL 180, 723) lo considera un peggioratore degli errori del suddetto e ci informa dell'esistenza di un volume che conteneva la predicazione di E. II c. 23 del II Concilio Lateranense del 1130 condanna quegli ipocriti spirituali che rigettavano l'Eucaristia, il Battesimo dei bambini, il sacerdozio e gli Ordini ecclesiastici, le legittime nozze. Nel manoscritto n. 3 (R. 18) della Biblioteca cittadina di Nizza si conserva un trattatello del sec. XIII (fl. 136b-145b) di Guillelmus monachus contra Henricum seismaticum et hereticum, in cui si discute sul diritto dei vescovi e sacerdoti di essere onorati e di avere denaro, sul loro potere di sciogliere a legare, sui precetti evangelici, sul matrimonio, sull'applicazione dei meriti ai defunti. E., con una libera interpretazione delle Scritture, dovette accentuare l'opposizione al magistero dogmatico e morale dalla gerarchia e all'ordinamento sacerdotale, sacramentale a liturgico della vita cristiana, arrivando conseguentemente alla contestazione delle verità dogmatiche connesse, senza costruire un sistema dottrinale ordinato. Sul terreno storico, gli enriciani prepararono gli animi ad accogliere le catari (v.), detti anche alligesi (v.), che invasero nella metà del 1100 le suddette regioni.

BIBL.: E. Vacandard, Vie de St Bernard, II, Parigi 1927, pp. 242-44; F. Vernet, Henri, in D'ThC, VI, coll. 2178-83; Habib-Lederck, V, pp. 710-13, 731-32; J. Guiraud, Histoire de l'Inquisition au moyen-âge, I, Parigi 1935, pp. 3-10 e 11-13 (dove narrando i fatti di Mans, ch'egli pone nel 1116, data abbandonata dagli storici, pasta de l'hermite Henri come se si trattasse di un altro personaggio); M. Esposito, Sur quelques écrits concernant les héritiers et les héritiers aux XIIe et XIIIe siècles, in Revue d'hist. ecclés., 36 (1940), pp. 143-44. - Ilarino da Milano

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“ENRICO DI LOSANNA.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 254. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/enrico-di-losanna.