EPIFANIO di SALAMINA. - N. dopo il 310 in
un paesetto vicino ad Eleuteropoli, in Palestina,
forse da genitori giudaici (v. Cronaca di Seer:
PO 5, 301). Visse parecchi anni fra gli asceti in
Egitto. Nel 367 fu eletto vescovo di Costanza in Cipro.
Predicò più tardi (390 o 392) contro Origene a Ge-
rusalemme e riuscì a distaccare s. Girolamo dal suo
maestro. Nel 400 si fece aizzare da Teofilo d'Ales-
sandria contro Crisostomo, ma, scoperti i moventi
di Teofilo, distrì prima della chiusura il Sinodo della
Quercia e morì durante il viaggio di ritorno (403).
Scrisse: 1) Ancoretus, compendio di dogmatica;
nell'appendice due professioni di fede. 2) Il Panarien
(Cassetta di medicazione) contro tutte le eresie, composto
fra il 374-77, ampia opera che combatte 50 cresce. Im-
portante per l'uso di scritti anteriori perduti, ma confusa
nella trattazione. La conclusione è nota sotto il titolo
Expositio fidei. 3) Un estratto da questa grande opera
è la Recapitulatio (Ἀνεκεφαλαιώσις) forse non dalla
mano di E. stesso. 4) De mensuris et ponderibus, una
specie di enciclopedia biblica (elenco dei libri e delle
traduzioni del Vecchio Testamento); pesì e misure citate
nella S. Scrittura; geografia della Terra Santa; è conservata
solo parzialmente in lingua greca; il testo intero in lingua
siriaca è stato pubblicato da P. Lagarda in Symmetta II
(Gottinga 1886, p. 149 sgg.). 5) De duodectus geminis, spie-
gazione allegorica delle dodici pietre nell'abito del gran
sacerdote giudaico. Il testo intero si è conservato in una
traduzione georgiana. Frammenti in greco, copto ed
etimpico ed una lunga parte in latino si trovano nella Cal-
lectio Avellana (Reccolta di lettere di papi dalla seconda
merà del sec. vi). Delle epistole sono conosciuti solo ai-
cuni frammenti: a) epistola ai presbiteri di Pisidia sulla
Pascha (Severo Anticchene, Liber contro impium Gramma-
ticum), in lingua siriaca. Cf. il frammento greco pubbli-
cato da K. Holl in Gesammelte Aufsätze zur Kirchenges-
schichte, II, Tubinga 1928, p. 204 sg.; b) epistola ad
Basilianum (anche in Severo); c) epistola ad Blagnum,
Antiochica presbyterum (la stessa fonte); d) epistola ai
clerici d'Egitto riguardo ad un certo Dorosso (nel Flor-
ilogium Edessenum); e) due lettere rimaste in latino.