ESAU (EBR. ÈFAW)

ESAU (ebr. Èfaw). - Primogenito di Isacco e di Rebecca.

La Bibbia spiega questo nome, il cui significato etimologico scientifico ci sfugge, con una caratteristica fisiologica del personaggio, che nacque ricoperto di peli rossi. Allo stesso modo è interpretato l'altro suo nome «Edom» (Gen. 25, 30), che in ebraico ('édhōn) vuol dire precisamente «rossiccio» (= 'adhnōn).

I due gemelli - E. Giacobbe (v.) - già prima della loro nascita vengono assunti a simbolo di due nazioni in ostilità fra di loro (ibid., 25, 23). Difatti subito si palesano i loro caratteri diversi; mentre Giacobbe è presentato come «placido e casalingo», E. è descritto come instabile ed avventuroso. Egli

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ESAU - Scene relativo a E. e Giacobbe. Pannello della Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti (1425-52) - Firenze, Battistero.
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Esau - Isacco benedice E. e Giacobbe. Particolare di sarcolago (sec. IV) - Pacini, Louvre.
(in B'ityri, Sarcologi, Iar. 1B, 1)
era « cacciatore ed uomo di campagna » (ibid., 25, 27). Con molta leggerezza E. baratta il suo diritto di primogenito con il proprio fratello. A quanto sembra ciò avvenne all'insaputa di Isacco, il quale, però, lo conferma con la sua benedizione, estorta in modo poco leale da Giacobbe d'accordo con la madre (ibid., 27, 1 agg.). Tale fatto aumenta l'odio fra i fratelli.

E. formula il proposito di un fratricidio (ibid., 27, 41), ma la sagacia di Rebecca ne impedisce l'esecuzione. Con la primogenitura e secondo i disegni divini Giacobbe, di cui « descrive ampiamente la storia, diventa l'erede delle promesse patriarcali. E. è costretto ad una vita grama di cacciatore (ibid., 27, 39). In seguito i due fratelli si rappacificano; ma per evitare possibili dissensi si separano. E. si ritira fra i monti e le steppe di Seir, antico nome dell'Idumea; Giacobbe, invece, si reca a Siciliani in Samaria. E., perciò, è considerato come caposipite degli Edomati, disprezzati dagli Ebrei come discendenti da un personaggio che aveva perduto i suoi diritti patriarcali e da donne cananee (ibid., 36, 1 agg.).

E. così scomparve dalla storia ebraica per divenire il simbolo di un popolo perverso e riprovato da Dio (cf. Ibid. 1, 2, 30; Rom. 9, 11) e come tale rimane il protagonista di numerose leggende rabbiniche.

Bist.: E. bin Gorion - M. Katten, a. V. ENOCH. Iud., VI, pp. 261-65. Angelo Penna

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“ESAU (EBR. ÈFAW).” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 340. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/esau-ebr-efaw.