ESERCITO DELLA SALVEZZA (SALVATION ARMY)

ESERCITO DELLA SALVEZZA (Salvation Army). - Organizzazione di tipo militare, ordinata a scopi religiosi e sociali. Fu fondata nel 1878 da Guglielmo Booth (1829-1912), ex ministro della chiesa metodista inglese, per sostituire la « Missione cristiana » fondata dallo stesso Booth nel 1865. Il Booth con il titolo di « generale » diresse la sua opera fino al 1912. Alla sua morte gli successe nel generalato suo figlio Guglielmo Bramwell Booth fino al 1929, quando fu sostituito da E. J. Higgins, a cui nel 1934 successe la figlia del fondatore Evangeline Booth; dal 1939 è generale G. Lyndon Carpenter.

Il grande sviluppo che l'E. della s. ha avuto la sua propagazione a più di 80 nazioni, con le istituzioni sociali e filantropiche per ogni sorta di derelitti e bisognosi, con le sue scuole, con i suoi giornali quasi tutti con il nome di « Il grido di guerra », dimostrano la solida organizzazione e lo spirito di filantropia e di sacrificio del quale sono animati molti dei suoi soci. È da notare però che il maggior incremento si ebbe nei paesi protestanti a di missioni, dove si sentiva gran bisogno delle opere da esso promosse. Nei paesi cattolici, le istituzioni di carità sostenute da religiosi di ambedue i sessi o da laici, sotto la direzione della Chiesa, hanno reso a rendono tuttora inutili, o quasi, tutti gli sforzi dei salutisti, ai quali inoltre si oppone lo spirito cattolico, che non capisce quelle specie di filantropia religiosa senza Sacramenti a senza sacerdoti. Quanto alla dottrina, i salutisti professano alcune delle verità fondamentali del cristianesimo, come la Trinità, la divinità di Gesù Cristo, il peccato originale, l'immortalità dell'anima, ecc.; e sono concordi con i protestanti nel riconoscere la Bibbia come unica regola di fede. Insistono specialmente sulla conversione manifestata per mezzo della confessione pubblica di essere peccatori. A questo fine hanno introdotto un costume, che può essere considerato la caratteristica delle loro riunioni pubbliche, il « banco dei penitenti » o « banco di misericordia » (Mercy Seat). In dette riunioni i primi banchi, detti dei penitenti, sono lasciati vuoti; dopo un po' di canto e di musica, un ufficiale racconta dallo scenario la sua conversione, mostrando pentimento dei falli passati e lodando la misericordia di Dio, e invita gli uditori a penitenti dei loro peccati. Se qualcuno si sente mosso a fare lo stesso e a parlare, è invitato allo scenario, dove fa la sua confessione, che è poi commentata dall'ufficiale. Frattanto altri ufficiali sparsi tra l'uditorio osservano se qualcuno dà segni di emozione, e allora s'inginocchiano accanto a lui, e se lo vedono disposto lo invitano a passare al banco dei penitenti, quale segno pubblico di riconoscersi peccatore. Hanno poi cura di visitarlo con frequenza e di aiutarlo nei suoi propositi. Sulla giustificazione partecipano della dottrina metodista, che il Booth aveva da principio professata. Tra le altre cose ammettono che l'uomo può evitare tutti i peccati, ed è il 7ª degli « articoli di guerra ». In quanto si Sacramenti, nel loro manuale di dottrina, dopo aver detto che la parola Sacramento

non si trova nella S. Scrittura, e che i cattolici romani ne hanno sette, due i protestanti, nessuno i quaccheri o amici, aggiungono: «L'E. della s. non ne ammette nessuno a professare con la maggior parte degli altri cristiani che i Sacramenti non sono necessari per la salvezza». L'organizzazione o disciplina dei salutisti è militare, ed i nomi ecclesiastici sono sostituiti da termini presi dalla milizia. Il capo supremo e assoluto è il generale. Solo nel 1929 fu temperato il suo potere, tra le altre cose sottraendogli l'amministrazione diretta di tutti i beni e proprietà dell'E. Sotto il generale vi è un capo di stato maggiore, dal quale dipendono i luogotenenti commissari che hanno giurisdizione ordinariamente su varie nazioni, i luogotenenti colonnelli che sono a capo di una sola nazione, e via dicendo, sempre con minore giurisdizione, i brigadieri, i maggiori, capitani e soldati. Anche fuori della gerarchia usano termini militari, i convertiti sono «prigionieri», la morte è «promozione alla gloria», le buste con qualche offerta sono «cartucce», il dire amen tutti insieme è «sparare una salve» (to fire a volley). Tutto il governo sta in mano di laici, uomini e donne indistintamente: l'autorità suprema è quella del generale. I salutisti si sono resi famosi per la predicazione nelle piazze e per le strade a suon di tamburo e di trombette e senza rispetti umani. In Italia si stabilirono nel 1887, ma non hanno potuto fare grandi progressi.

BIRL.: C. Crivelli, I protestanti in Italia, II, Isola del Liri 1935, pp. 207-751; Handbook of Salvation Army Doctrine, Nuova York 1923; An Outline of Salvation Army History, Londra 1932; G. Swarts, Le Base des Pénitents. Etude psychologique sur l'œuvre de la conversion à l'Armée du Salut, Parigi 1931; The Salvation Army Yearbook, Londra, dal 1930 al 1940.

Camillo Crivelli

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“ESERCITO DELLA SALVEZZA (SALVATION ARMY).” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 359. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/esercito-della-salvezza-salvation-army.