ESERCIZI SPIRITUALI

ESERCIZI SPIRITUALI. - Espressione che in un senso generale si applica all'insieme delle pratiche spirituali che tendono alla santificazione per-sonale, ed in un senso più particolare, unico di considerato, al ritiro praticato durante diversi giorni per dedicarsi alle cose dello spirito.

L'esempio di Gesù nel deserto e degli Apostoli nel cenacolo (Act. 1, 13) spinse nell'antichità gruppi scelti di cristiani a ritirarsi nella Quaresima in luoghi deserti. Soprattutto dopo s. Eutimio (m. nel 473), uno dei più ardenti promotori di questi ritiri, il loro uso si estese talmente, che il p. Viller pensa sia stato generale lungo i secc. vi-VIII. Nel medioevo molti monasteri avevano apposite camere e talvolta degli «eremi» per questi ospiti. La decadenza della vita monastica portò seco anche la progressiva spirazione di queste vacanze spirituali.

Come reazione alla convulsione religiosa del Quattrocento, si vedono degli uomini, bramosi di riforma, accostarsi durante qualche settimana (esempio classico quello di Gerardo Groot), ai fuochi di rigenerazione nuovamente sorti soprattutto nell'ambiente della «Devozione moderna». S. Ignazio di Lodi, seppe in modo provvidenziale sistemare tale uso, assegnandogli un compito ben determinato, organizzando un processo graduale e metodico, mettendo tutto il lavoro ascetico sotto la guida di un direttore.

Ecco in sintesi lo sviluppo della «tattica» di s. Ignazio. In un primo stadio, ossia nella cosiddetta prima settimana, dopo aver mostrato con il «principio» y fundamento la norma ed il criterio secondo i quali si devono conformare tutte le azioni, va suscitando nell'esercitante una profonda avversione al peccato ed a tutti i disordini ed affezioni che impediscono il servizio di Dio. Parta questa «purgazione» dell'anima, s. Ignazio presenta Gesù Cristo come modello del servizio divino ed in atto di chiamare alla sua sequela, disponendo simultaneamente l'anima perché, a imitazione di Lui, ordini tutte le sue potenze e la propria vita. Nella terza e quarta settimana l'autore degli e. s. cerca di indurre ad una più intima compenetrazione e trasformazione dell'anima con il

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(per cortesia di p. Sparranguire S. I)

ESERCIZI SPIRITUALI - Pagina del manoscritto degli Esercizi di s. Ignazio con aggiunte autografa - Roma, Istituto storico della Compagnia di Gesù.

Signore, mediante una interna crocifissione e quasi identificazione con i criteri ed i sentimenti di Gesù Cristo. Solo così avverrà la perfetta ordinazione dell'amore, come egli insegna nella contemplazione per ottenere l'amore e potrà l'anima servire ed amare Dio in tutte le cose.

Il libro degli e. s. è stato composto da s. Ignazio in ordine e come sussidio a questo scopo. Non è dunque un libro di lettura, e ancor meno l'esposizione teorica di un sistema. La struttura del libro fu abbozzata a Manresa (1522), ed è frutto di una «chiara illustrazione» nella quale il Signore si degnò a aprire gli occhi dell'intelletto... e fargli conoscere le cose di maniera così esima che gli sembravano nuove (Autobiogr., n. 30). Profitto il Santo delle nuove esperienze e di ulteriori letture per perfezionare il suo abbozzo. Rimaneggiò anche la forma, convertendo così i primitivi appunti di uso personale in una guida utile per altri direttori. In queste aggiunte si può notare l'influsso del De imitatione Christi, della Vita Christi di Ludolfo di Sassonia e della Legenda aurea di Jacopo da Varazze, nonché di manuali come i libri delle ore diurne ed i Confessionali. Il tanto discusso influsso del Ejercitatorio di Cisneros, non è stato propriamente un influsso letterale, ma psicologico. Per mezzo suo, s. Ignazio potè mettersi in relazione con l'orazione metodica e con diversi esercizi e pratiche allora conosciute.

Il 31 luglio 1548 il libro ignaziano venne solennemente approvato da Paolo III, con il breve Pastorali officii, primo anello di più che 600 testimonianze fatte a favore del libro da 35 sommi pontefici, in quattro secoli fino ad oggi. Pio XI pubblicò l'apposita encicl. Mens nostra (20 dic. 1929) e già prima nella cost. apost. Summarium Ponificium (25 luglio 1922), attendendo

alle richieste di 672 tra cardinali, arcivescovi e vescovi, aveva costituito s. Ignazio di Loyola celeste patrono di tutti gli e. m. e degli enti che li promuovono, con termini, secondo il card. Enrico Pla y Deniel, analoghi a quelli usati da Leone XIII quando dichiarò s. Tommaso d'Aquino patrono delle scuole cattoliche, sicché se ne potrebbe dedurre una preferenza per s. Ignazio nel campo spirituale simile a quella data dalla Chiesa per il «dotto comune e universale» nel campo delle scienze ecclesiastiche. Così anche si spiega l'eccezionale affermazione di Pio XI, quando nell'encycl. Mens nostra chiama gli e. s. ignaziani «il più sapiente ed universale codice di governo spirituale delle anime...», guida sicurissima alla conversione ed alla più alta spiritualità», e quella di Pio XII «gli e. di s. Ignazio saranno sempre uno dei mezzi più efficaci per la rigenerazione spirituale del mondo per il suo retto ordinamento, ma a patto che continuino ad essere naturalmente ignaziani» (24 ott. 1948).

L'originale spagnolo degli e. è andata perduto. Si conserva però una copia adoperata e ritoccata dal Santo stesso di sua mano, che vien chiamata «autografo». Le edizioni fatte del libro in 24 lingue sono ca. 300. Ad esse si debbono aggiungere quelle incluse nei vari commenti agli e. fatti da oltre 800 autori. Così si arriva, secondo calcoli approssimativi, ad una media di una edizione mensile durante quattro secoli ed un minimo di 4 o 5 milioni di copie.

All'inizio gli e. s. si davano individualmente. I colleghi dei Cesuiti nel Seicento avevano delle camere apposite per gli esercitanti. Ma vi erano anche delle case costruite esclusivamente per e. m. La prima di tutte, che durò soltanto qualche mese, fu una villa locata a Siena nel 1538. Nel 1553 si edificò in modo stabile una casa di e. ad Alcalá. Seguirono altre a Colonia (1561), a Lovainio (1569), a Val de Rosal (1570). Famoso, ed appositamente fatto per mute, fu l'«Ascetarium» sorto a Milano per opera di s. Carlo Borromeo (1579), che fece del metodo ignaziano l'animale della sua riforma. Già nel Seicento si estesero gli e. s. in molte nazioni d'Europa, in America, India e Giappone. Tra gli esercitanti si trovavano cardinali, vescovi, diplomatici, professori di università, uomini influenti, ma soprattutto molti sacerdoti religiosi anche degli Ordini più antichi come Benedictini, Domenicani, Francescani, Camaldolesi, Agostiniani.

Gli e. s. a gruppi, iniziati nel Seicento con religiosi e sacerdoti, presero nel Settecento uno sviluppo mirabile, essendone fautori i grandi apostoli del santo credono: Pietro de Bérulle, s. Francesco di Sales, J. J. Olier, s. Vincenzo de' Paoli, che ne diede personalmente a più di 20.000 persone. Il principio del movimento in grande stile degli e. s. per i laici è costituito dalla fondazione della casa di Vannes (1659) grazie alla generosità del vescovo, mons. Kerlivo. Il p. V. Huby, animatore dell'opera, dava ogni anno e. s. a ca. 2500 uomini. Accanto a quella, Caterina de Francheville fondò un'altra casa per donne con 330 camere.

Altri grandi apostoli degli e. s. furono, ancora in Francia, i pp. Maunoir (m. nel 1683), Jégou (m. nel 1701), Renaudet (m. nel 1743), Mayet (m. nel 1761) Claude Teresa de Kermeno; in Italia i pp. Pavone (m. nel 1637), Segneri (m. nel 1694), Cattaneo (m. nel 1705), de Mattheis (m. nel 1779), Lentini (m. nel 1795), con i pp. Manuilo (m. nel 1742) Vassallo (m. nel 1775) fondatori delle case di e. s. di Napoli e Cagliari; in Spagna i pp. Peguera (m. nel 1769) e Bertran (m. nel 1774) fondatori delle case di Gerona e Barcellona e il p. Calatayud (m. nel 1773); nel Brusle e Portogallo, il p. Malagrida (m. nel 1761); nell'America i pp. Serra (m. nel 1697), Márquez (m. nel 1768), Moncada (m. nel 1768); nella Cina i pp. de Chavagnac (m. nel 1777) e Benoist (m. nel 1774), nell'India il p. Lavernhe (m. nel 1735), Bertoldi (m. nel 1740), Beschi (m. nel 1747). Nei paesi germanici e slavi spiccarono, più che le persone, i centri ben organizzati come Colonia, Olmutz, Praga, Dillingen, Friburgo ecc.

Nel Settecento la pratica dei ritiri divenne una delle più usate tra le persone spirituali, grazie soprattutto alle fervide raccomandazioni dei Papi, principalmente Clemente XI, Clemente XII e Benedetto XIV. L'estinzione della Compagnia di Gesù (1773), fu per i ritiri un gravissimo colpo. Ciò nonostante rimasero dei centri isolati, come a Buenos Aires, dove Maria Antonia de la Paz (m. nel 1799) riuscì ad organizzare e. s. per 25.000 persone; in Italia per opera di s. Alfonso M. de Liguori e dei Redentoristi, a Ratisbona con il concorso di mons. Sailer, in Francia con Victoria de S. Luc (m. nel 1794) e con Maria Charlotte de Marigoo (m. nel 1819).

Nell'Ottocento il p. Roothaan (m. nel 1853) fu il vero restauratore della teoria e della pratica. Si distinsero inoltre in Francia il p. de Ravignan (m. nel 1858) e principalmente il p. H. Wirtigant (m. nel 1926) dapprima, fino al 1887, come instauratore e direttore della casa di Château-Blanc e, dopo con la sua biblioteca di e. s. stabilita a Enghien (Belgio) e i suoi numerosi studi di orientamento e volgarizzazione.

Oggi gli e. s. hanno preso uno sviluppo non mai conosciuto precedentemente nella storia. Essi sono divenuti obbligatori per i sacerdoti (almeno una volta ogni tre anni) e per i religiosi (almeno una volta l'anno; CIC, eann. 126, 595), e per coloro che stanno per ricevere la prima tondra o gli Ordini (can. 1001 § 1); e moltissimi altri li fanno. Secondo calcoli statistici, almeno due milioni di persone praticano ogni anno gli e. s. chiusi. Soltanto i Gesuiti, nell'anno 1948, li diedero a ca. 850.000 persone.

L'influsso degli e. s. si compie ancora con molti altri mezzi: esercizi «aperti», missioni popolari, letteratura e direzione spirituale basata sui principi nazionali, e soprattutto con l'inflorazione di molti degli elementi della sua spiritualità non solo nel CIC, ma in organi, istituzioni e pratiche spirituali della Chiesa.

BIBL.: Fonti: F. Cervós, Exercitia et directoria, Madrid 1919; Marin, Spirituale esercitia secundum Romanorum Pontificum domum, Barcellona 1941, Suppl. e in generale: Collection de la bibliothèque des exercices, Enghien 1966-1967 (100 quaderni, sotto direzione del p. H. Wirtigant); E. Béninghaus, Die Anse der Ignatianischen Exerzitien, Friburgo in Br. 1927, Sulla genesi degli e. s.: A. Codina, Los orígenes de los ejercicios, Barcellona 1926; P. de Leturia, Genesi de los ejercicios, in Archiv. hist. S. I. 10 (1941), pp. 16-59; H. Picard de la Boullaye, Les étapes de l'éducation des exercices, Paris 1941; H. Rainer, Ignatius vives, Lyon 1941; Les origines de la spiritualité, Paris 1941; Les origines de la spiritualité, Paris 1941; Les origines de la spiritualité, Paris 1941.

V. Sulla teoria degli e. s. tra gli antichi autori i principali sono Gagliardi, L. La Palma, F. Suárez (De Religione, Tract. X. lib. IX, cap. 5-7); tra i moderni, V. MERCIER, DÉSIRÉ, F. Hummelauer, E. Przywara, G. Calveras, H. Pinard de la Boullaye, L. Ambruszi, A. Valensini, Sviluppano gli e. s. gli autori italiani: G. Bucceroni, F. Calcagno, O. Marchetti, P. Orsini, L. Rosa, G. Porta, Altri autori: I. Casanovas, A. Denis, H. Gabriel, H. Longhaye, M. Mecheler, A. Orsini, G. Ovecka, F. Rickaby, W. Sier, Soria degli e. s.: H. Bernard, Essai historique sur les exercices, Lovanio 1926; I. Parraguirre, Historia de la práctica de los ejercicios, I. Bilbao-Roma 1946; B. Ratz von Freitz, Exercitium-Bibliothéca, Friburgo 1946. La rivista Manresa (Barcellona) pubblica sistematicamente un bollettino bibliografico degli articoli ed opere apparsi entro l'anno sopra gli e. s.

Ignacio Iparraguirre