MERCIER, DÉSIRÉ. - Filosofo, fondatore dell'Istituto di filosofia dell'Università di Lovanio, cardinale e primate del Belgio, n. a Braine l'Alleud, nel Brabante vallone, il 21 nov. 1851, m. a Malines il 23 genn. 1926. Ordinato sacerdote il 5 apr. 1874 dal nunzio apostolico mons. Cattani, si iscrisse alla Facoltà di filosofia e lettere dell'Università di Lovanio.
Il contatto diretto con le correnti filosofiche moderne e con le scienze, le aperte discussioni con i professori e soprattutto l'interno travaglio della riflessione personale venivano man mano orientando il suo pensiero. Subì, a quanto sembra, il primo decisivo influsso dall'insegnamento di A. KLEUTGEN, JOSEPH (v.) TONGIORGI, SALVATORE (v.). Alla fine del curriculum universitario egli aveva maturato sostanzialmente le sue convinzioni. Conseguita la laurea, passò al Petit Séminaire, come professore di logica e metafisica. Era l'anno 1877, due anni prima della Aeterni Patris, e si sa che l'insegnamento del M. era già in linea con la futura enciclica. Così, quando Leone XIII domandò all'episcopato belga di isti-

Al corso iniziato nell'anno accademico 1882-83 gli universitari affluivano sempre più numerosi, e con gli universitari gli stessi professori. Così l'opera del M. si delineò fin dai primi anni come un autentico successo. Il piano, concordato con Leone XIII, si realizzava progressivamente. « Formare degli uomini, nel maggior numero possibile, che si dedichino alla scienza per se stessa, e che lavorino di prima mano...; crearsi le risorse che questo lavoro richiede, ecco il doppio scopo di quelli che si preoccupano del prestigio della Chiesa nel mondo » (Relazione sugli studi super. di filos., presentata al Congresso di Malines il 9 sett. 1891). Non contento dei contatti universitari, M. apriva il suo Bureau de Rue des Flamands. In quei colloqui e in quelle riunioni si venne formando intorno a lui un gruppo di amici e di discepoli fedelissimi. Leone XIII seguiva e sollecitava ulteriori sviluppi. Un breve del 7 luglio 1888 auspicava un aumento di cattedre e la fondazione di un Istituto di filosofia; un altro breve dell'8 nov. 1889 ne approvava l'inizio. Finalmente il breve del 7 marzo 1894 determinava la posizione giuridica dell'Istituto in seno all'Università e accennava a un sussidio pontificio di 150.000 franchi.
Nello stesso anno aveva inizio la Revue néoscolastique de philosophie pubblicata dalla Société philosophique de Louvain. La organizzazione dell'Istituto non rallentava
la produzione filosofica del suo presidente. M. lavorava alacremente per il Cours de philosophie sistematicamente ispirato al tomismo e aperto ai problemi filosofici e scientifici del tempo. Di esso uscirono la Logique, che ebbe forma definitiva nel 1897; la Psychologie (1892); la Critériologie générale ou Théorie générale de la certitude (1899); la Métaphysique générale ou Ontologie (1902). Della Cosmologie esiste un sommario litografato, perché questo trattato fu in seguito affidato a D. Nys; esistono pure litografie di Théodicée e di Philosophie morale et droit naturel. La Critériologie générale (quella spéciale non fu mai pubblicata) è la più celebre delle opere del M., anche per le discussioni suscitate circa la interpretazione mercieriana del coscetto di verità, e circa lo stato iniziale ed il passaggio metodico dall'ideale al reale. Sarebbe fare torto a questo grande pensatore tomista se si volesse vedere il suo pensiero solo in queste due o tre tesi: giacché il merito principale della Critériologie fu di aver suscitato un efficace risveglio di studi critici negli ambienti neo-scolastici, mostrando come la gnoseologia realistica sappia reggere al confronto delle correnti positivistiche e neo-kantiane. Un altro importante lavoro del M. è Les origines de la psychologie contemporaine (1ª ed. 1897). Tutte queste opere hanno avuto diverse edizioni e traduzioni in molte lingue.
Se il M. non poté portare a compimento il suo Cours de philosophie, fu perché da caposcuola doveva diventare capo spirituale del suo popolo. Pio X, che già precedentemente gli aveva fatto pervenire la sua approvazione per l'attività dell'Istituto, essendo rimasta vacante nel 1906 la sede arcivescovile di Malines, lo creava cardinale e primate del Belgio. Così la scelta del Papa metteva il M. nell'occasione di diventare una delle più eminenti figure ecclesiastiche della prima metà del nostro secolo. M. poté anzitutto vedere la generazione da lui formata avviarsi e arrivare alla conquista del potere. Al tempo della guerra 1914-18 la figura del cardinale ingiganti. La fiera difesa dei diritti del suo popolo durante il tempo della occupazione germanica è passata alla storia, e i biografi l'hanno ampiamente documentata. Qui basti rilevare che essa si concluse da parte del M. senza traccia di rancore e da parte dei suoi ex-avversari con un leale riconoscimento.
M. aveva un'anima profondamente pia, come si può vedere nelle opere A mes séminaristes (1908-26) e Retraite pastorale (1910-26) rivolte al suo clero (alcuni spunti di esse diedero occasione a una controversia, recentemente conclusa da un discorso del s. Padre, l'8 dic. 1950, alla fine del Congresso per l'aggiornamento dei religiosi). M. da giovane seminarista passava le vacanze in mezzo agli operai cristiani. Non poteva quindi non accettare con entusiasmo l'iniziativa di una «Unione internazionale di studi sociali», offertagli nel 1921. Raccolse nel suo Palazzo arcivescovile sociologi di tutte le principali nazioni d'Europa e li sostenne con il suo appoggio durante la compilazione del Codice sociale di Malines edito un anno dopo la sua morte. Altro avvenimento legato al nome del M. sono le Conversazioni di Malines (inizistesi il 6-8 dic. 1921) che videro vicini il Cardinale e Lord Halifax per uno studio privato sulla possibile unione degli anglicani con la Chiesa romana. La morte colse il M. mentre era imminente un quinto incontro (v. MALINES, conversazioni di).
(1939), p. 303 seg.; J. Lenzlinger, El concepto católico de la vida según el card. M., 2ª ed., Madrid 1941; J. J. Harnett, D. M. and the Neocolastic Revival, in The New Scholasticism, 18 (1944), pp. 303-39; J. de Bivort de la Saudée, Anglicane et catholiques, Parigi 1949, passim; id., Documents sur le problème de l'union anglo-romaine, ivi 1949, passim. Altre indicazioni in G. A. De Brie, Bibliographia philosophica 1934-45, I, Utrecht 1950, p. 535; Reu. philos. de Louvain, 1951, fasc. 4, dedicato al M.; L. De Raeymaker, Le cardinal M., Louvain 1952. Francesco Morandini