KLEUTGEN, JOSEPH. - Teologo e filosofo gesuita, n. il 9 apr. 1811 a Dortmund (Vestfalia), m. il 13 genn. 1883 a S. Antonio di Caldaro (Alto Adige). Dopo l'insegnamento dell'etica e della retorica per un triennio, fu chiamato nel 1843 a Roma alla Curia generalizia dell'Ordine, del quale fu pure per 3 anni segretario. Sospeso il Concilio Vaticano, al quale aveva collaborato come teologo privato del vescovo di Paderborn, prendendo parte alla sistemazione definitiva della costituzione De fide catholica, si ritirò nel Tirolo. Ne fu richiamato nel 1878 da Leone XIII, che gli affidò la prefettura degli studi e la cattedra di dogmatica nell'Università Gregoriana; pare che gli si debba il primo abbozzo dell'encycl. Aeterni Patris. Ma, poco dopo, un attacco apopletico lo costrinse a ritornare nel Tirolo. Continuò tuttavia a lavorare intorno ad una grande opera teologica, concepita in 8 voll., dei quali uscì solo il primo: Institutiones theologicae: De ipso Deo (Ratisbona 1881).
Il K., per le opere che scrisse e l'influsso che esercitò, ha un posto eminente tra gli scolastici del sec. XIX, e può dirsi il più efficace restauratore della filosofia scolastica in Germania. La speculazione kantiana vi aveva infatti prodotto un disorientamento fra i teologi cattolici e una sottovalutazione da parte di essi della tradizione scolastica. Il K. volle provare a Hermes, Günther e Hirscher che tutti gli errori della loro nuova teologia riprovati da Roma derivavano appunto dal rifiuto dei principi filosofico-teologici tradizionali. A ciò mirano le sue due opere fondamentali: Die Theologie der Vorzeit vertheidigt (3 voll., Münster 1853-60; 2a ed., 5 voll., ivi 1867-74) e Die Philosophie der Vorzeit vertheidigt (2 voll., ivi 1860-63; 2a ed. Innsbruck 1878), con i tre opuscoli integrativi: Die Verurteilung des Ontologismus (Münster 1867); Vom Intellectus agens u. d. angeborenen Ideen (ivi 1875); Zur Lehre vom Glauben (ivi 1875). Acutizza di argomenti,
ampia erudizione, moderazione, precisione e chiarezza caratterizzano particolarmente Die Philosophie der Vorzeit. Nonostante che vi si dicesse «difesa», la filosofia (a fondamentale indirizzo tomistico, ma con apporti di altri scolastici, particolarmente suarezziani) vi era ancor più «esposta» (e ciò fu messo in evidenza nel titolo della versione italiana, curata dal card. Reisch, e dal p. Curci: 5 voll., Roma-Torino 1866-68). Va ricordato come merito particolare del K. la presentazione approfondita del problema della conoscenza e la discussione delle sentenze sui rapporti tra scienza e fede.
Altre opere del K.: biografica, lettere da Roma, prediche ecc., in Kleinewe Werke (5 voll., Münster 1869-74; Ratisbona 1880-85); nel III vol. la dissertazione Über die alte und neue Schule (1a ed. 1846; trad. lat., 1889), in difesa della vecchia scuola; ritenuta classica è l'Ars dicendi... (1a ed., Roma 1874; 21a ed. Torino 1928).