KÜLPE, Oswald. - Psicologo e filosofo, n. a. Candau il 3 ag. 1862, m. a Monaco il 30 dic. 1915. Dopo esser stato assistente di W. Wundt (1887-94), fu professore a Würzburg (1894), poi a Bonn (1909), infine a Monaco (1913). K. seppe reagire sia alla tendenza naturalistica, che allora dominava in psicologia sperimentale, sia all'indirizzo idealistico.
Fondamentale il suo contributo alla psicologia sperimentale. Benché allievo del Wundt, si staccò netta mente dall'idea di questo (che riteneva totalmente fallace l'introspezione). K. non trattò più la psicologia sperimentale come un semplice capitolo delle scienze naturali e si dedicò allo studio del mondo soggettivo, fondando nel 1893 la scuola di Würzburg (che fu anche detta scuola di Parigi). Ideò l'introspezione sistematica («introspezione provocata») ; sostenne che l'introspezione è il mezzo per conoscere quanto avviene nella vita interiore e anzi esagerò ritenendola l'unico mezzo per studiare i processi psicologici. Esaminò il processo d'astrazione e ricorse al metodo associativo (di G. E. Müller), per studiare il giudizio. Per il K. l'intelligenza non è soltanto processo di «associare» e «dissociare» le sensazioni, e occorre ammettere l'esistenza di una facoltà capace di astrarre e di riconoscere l'identità formale. Ritenne, contro Kant, che la metafisica sia non solo possibile ma necessaria.
Fra i problemi filosofici più discussi dal K. è il problema della realtà; egli vi dedica la sua più importante opera (Die Realisierung, I, 1912; II e III pubblicati postumi da A. Messer, 1920). Criticato e rifiutato il coscienza (che riduce la realtà a semplice oggetto di coscienza) K. esamina vari argomenti in favore del realismo e li suddivide in argomenti empirici, razionali e misti, riconoscendo validità solo a questi ultimi. In merito al problema religioso, non fu affatto ostile al teismo, ma non riuscì a vedere una chiara dimostrabilità dell'esistenza di Dio, e ritenne la religione un «completamento della mentalità».
Altre opere principali: Grundris der Psychologie (Lipsia 1893); Einleitung in die Philos. (vii 1895; 9a ed. 1919); Die Philosophie der Gegenwart (7a ed., vii 1920); La Kant (3a ed., vii 1921); Erkenntnislehre u. Naturwissenschaft (vii 1910); Psychologie u. Medizin (vii 1912); Die Ethik u. der Krieg (vii 1915); Vorlesungen über Psychologie (vii 1920, pubblicata da K. Bühler); Grundlagen der Ästhetik (pubblicata da S. Behn, vii 1921).
La varia attività di K. apre alla scienza lo studio sperimentale della psicologia del pensiero (Denkspsychologie) e dà inizio alla corrente «neorealistica».
BML: M. Grabmann, Der kritische Realismus O. K. s. u. der Standpunkt der aristotelisch-scholastischen Philosophie, in Philos. Jahrb., 29 (1916), pp. 323-69; Überweg, IV, pp. 314, 569-71, 721; W. Ziegenfuss, Philosophie-Lexikon, Berlino 1949, pp. 695-98 (bibl.).