Sotto l’infusso del Biran e del Ravaisson, L. svolse l’idealismo trascendentale kantiano nel senso di un rea-lismo spiritualistico. La vera, profonda e organica unità nel mondo dei fenomeni non è data dalle leggi puramente matematiche, bensì dalla legge di finalità, per cui la natura si pone come un insieme di sistemi teleologici unitari. Il pensiero è pertanto immanente alla natura (forza e movimento), tendente finalisticamente alla sua piena espressione nella coscienza. Questa spiegazione teleo-logica fa posto alla libertà e suggerisce quale conclusione religiosa l’esistenza di un superiore Principio del pen-siero e della realtà, come esigenza del «passaggio dal l’assoluto formale all’assoluto reale e vivente, dall’idea di Dio a Dio». L’essenza ultima del pensiero, non raggiunta dalla pura analisi psicologica, si rivela così, con tendenza verso il superamento del panteismo, nella metafisica.
L. influì, fra altri, su Boutroux e Bergson.
Opere principali: De natura syllogismi (Parigi 1871); 2ª ed., ivi 1935; Du fondement de l’induction (tesi di laurea, ivi 1871; 9ª ed., 1907); Psychologie et métaphysique (due saggi in Rev. philos., 19 [1885], riediti nella 2ª ed. di Du fondement de l’induction, ivi 1896); Études sur le syllo-gisme (ivi 1907).