LACHIS

LACHIS. - Importante città della Palestina meridionale, che fu, nei vari periodi, luogo strategico e piazzaforte. La S. Scrittura riferisce che L., abitata dai Cananei e governata da un re, fu presa da Giosuè (Jos. 10, 3.31 sgg.; 12, 11; cf. 15, 21). Roboam, figlio di Salomone, la fortificò come altre città della Giudea verso il 920 a. C. (II Par. 11, 9). L. vide morire il re Amasia (189 a. C.) sotto i colpi dei suoi assassini (II Reg. 18, 19; II Par. 25, 27). Nel tempo di Isaia, sotto Ezechia, nel 702, il re assiro Sennacherib la assediò (II Reg. 14, 19; II Par. 32, 9; cf. Mich. 1, 13) e di là inviò messaggeri a Gerusalemme per esigere la resa (II Reg. 18, 17; 19, 18; Is. 36, 2; 37, 8). Un secolo più tardi Nabuchodonosor assediò L. (Ier. 34, 7) e la prese nel 589-588 a. C. Dopo l'esilio babilonese L. fu abitata di nuovo da Giudei (Neh. 11, 30).

Il nome della città, scritto La-ki-Ia, occorre più volte nelle lettere (1410-1360 a. C.) di el-'Amärnah, le quali rivelano la collusione di L. e dei suoi principi con gli invasori chiamati Habiru (v. [cf. J. Knudtzon, Die El-Amarna-Tafeln, Lipsia 1907-15, nn. 287 sg., 328 sg., 331, 335]). Una immagine viva della città assediata dagli Assiri danno i rilievi contemporanei trovati nelle porte del palazzo di Sennacherib a Ninive (H. Gressmann, Altorientalische Bilder, 2ª ed., Lipsia 1927, nn. 137-41; cf. inoltre DB, IV, coll. 15, 23-26).

Queste notizie bibliche ed estrabibliche suscitano naturalmente il desiderio di conoscere anche la posizione esatta di L., e di trarne informazioni archeologiche. Dopo un primo tentativo di identificare L. con Tell el-Hes, si accetta oggi generalmente l'identificazione di L. con Tell ed-Duwejr, presso el-Qubejbeh, 25 km. a ovest di Hebron, nelle colline fra la pianura filistea e i monti di Giuda. Tell ed-Duwejr è una delle più importanti colline di rovine della Palestina e corrisponde perfettamente all'importanza che L. aveva nella storia.

Nel periodo 1932-38 vi furono fatti scavi sotto l'eccellente direzione di J. L. Starkey. Questi scavi hanno rivelato che le origini della città risalgono al III millennio a. C. I primi abitanti si stabilirono nelle caverne naturali che si trovano nel declivio ad occidente del tell. Quando poi la popolazione si trasportò sul sito dell'attuale tell, continuarono per secoli a seppellire i loro morti in quelle caverne; i numerosi sepolcri fornirono abbondante materiale archeologico. Nel periodo del bronzo medio (2000-1600) la città ricevette le sue prime mura di difesa. Nel bronzo recente (1600-1200) essa godette grande prosperità, estendendo i suoi sobborghi fin dentro l'antica fossa di difesa, allora già parzialmente riempita. È notevole che in questa fossa, piuttosto che nell'interno della città, durante questo periodo fosse costruito un tempietto. Tale fosse tempio, come gli scavatori lo chiamarono, fornì preziosi contributi alla conoscenza di questa epoca archeologica, fra gli altri un mesciacqua con un'iscrizione

alfabetica del tipo protosinaitico. La fioritura di questa epoca cananea giunse alla fine con l'incendio della città nel sec. XIII a. C.; esso è forse da mettere in relazione con la invasione israelitica (cf. Jos. 10, 3,31 sgg.). Nel tempo della monarchia, gli Israeliti si misero a fortificare la città efficacemente contro qualsiasi aggressione, circondandola di un doppio muro e difendendo la rampa di accesso e l'ingresso all'angolo sud-ovest con una doppia porta, una esterna ed una interna, con torri e forti bastioni. I chieti segni di distruzione, però, mostrano che la città non poté resistere né agli Assiri né ai Babilonesi.

Proprio in uno strato di macerie e ceneri di quest'ultima epoca giudaica (ca. 589-588 a. C.), in un andito della porta esterna, fu fatta nel 1935 la scoperta più brillante, assolutamente unica, di 18 ostraka (v.), sui quali erano scritte con mano ferma ed esperta alcune parole ebraiche nell'alfabeto antico. Nel 1938 furono trovati altri tre ostraca. La maggior parte di questi documenti è costituita da lettere, dirette al difensore di L., e in parte perfettamente leggibili. Sono i primi documenti personali preesilici trovati in Palestina. Essi riflettono la vita sociale e politica del tempo di Geremia e del barcollante regno di Giuda, parlano di profeti, del re, di un ministro del re, di Gerusalemme, di un viaggio in Egitto, ecc. Rispecchiano la lingua parlata allora in Giudea: la stessa lingua ebraica, perfettamente classica, che si trova nelle edizioni delle Leggi e dei Profeti. Gli ostraca illustrano inoltre la maniera in cui il testo biblico era scritto in quel tempo.

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Hanno dunque importanza paleografica, filologica, storica e biblica. - Vedi tav. XLIX.
(da O. Tufnell - C. H. Inge - L. Harding, Lachish II, Londra 1936, tav. 1) LACHIS - Veduta generale da sud-est.
BIBL.: J. L. Starkey, Palestine exploration fund. Quarterly statement, 1933-38; H. Torczyner, Lachish, I: The Lachish Letters, Oxford 1938; O. Tufnell - C. H. Inge - L. Harding, Lachish, II: The false temple, ivi 1940; U. Cassuto, I primi quattro ostraca di Lahl, in Rivista degli studi orientali, 16 (1936), pp. 163-177; E. Vogt, Epistulae ultimi temporis regni Iuda in Lahl incertae, in Verbum Domini, 17 (1937), pp. 180-85; L. Hennequin, in DBs, III (1938), coll. 350-64; A. Vaccari, Le lettere di L., in Biblica, 20 (1939), pp. 180-99; id., Lettere dell'antica Palestina in margine alla Bibbia, in Civ. Catt., 1939, II, pp. 121-21, 224-32; ulteriore bibl. in Biblica, 20 (1939), p. 180; 28 (1947), p. 90; 29 (1948), p. 100; 31 (1950), p. 124*; Bulletin of American Schools of Oriental research, 82 (1941), p. 18, n. 1; Palestine exploration quarterly, 80 (1948), p. 131, n. 1. Ernesto Vogt

Cite this article

“LACHIS.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 488. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lachis.