ESORCISTA, ESORCISTATO. - Esorcista, nell'attuale prassi della Chiesa latina, è chi ha rice- vuto l'Ordine minore (v. GIORDINI) dell'esorcistato, che conferisce il potere di cacciare i demoni, ossia di compiere gli esorcismi (v.).
Con la parola ἐξορκισμός si designa colui che fa gli spergiri (cf. Act. 19, 13; Giuseppe Flavio, Antiq. lud., 8, 2, 5). Nel primi tempi della Chiesa ogni fedele, quasi per un dono carismatico, aveva il potere di cacciare i demoni (cf. Giustino, Apol., II, 6, 6; Irenèo, Epideivis, 96, 97; Tertulliano, Apolog., 23). Alla metà del sec. II compaiono a Roma gli esorcisti, come una classe speciale di fedeli (Cornelio papa, Ep. ad Fabianum Antioch., p. PL 3, 768), della cui esistenza ci informano anche altri documenti. Secondo s. Paolino di Nola il martire Felice, dopo essere stato lettore, era divenuto esorcista. L'api- tuffo di Flavio Latino, vescovo di Brescia (m. alla fine del sec. II) dice che questi fu esorcista per 12 anni. Pietro, che subì il martirio insieme al prete Marcellino (a. 302), è ricordato come esorcista da s. Damaso (Martyr. Hieronymianum, p. 292); s. Martino di Tours fu ordinato esorcista da s. Ilario, come riferisce Sulpizio Severo (Vita S. Martini, cap. 5). In una piccola comunità come quella di ad decimum l'esorcistato e il lettorato erano uniti nella stessa persona: Proficius lector et exorcista, in H. Leclercq, Gratiaferrata, in DACL, VI, coll. 1838.
Sulla loro istituzione e sui rispettivi uffici non ci dovette essere uniformità assoluta in tutte le Chiese: p. es., il De septem ordinibus (PL 30, 148-62), falsamente attribuito a s. Girolamo, non ricorda né i lettori né gli esorcisti, ma i fossori, come il grado infimo degli ordini minori.
L'ordinazione degli esorcisti, secondo gli Statuta Ec- clesiae antiqua (del sec. VI; d'origine arelantes), è costi- tuita dalla consegna, da parte del vescovo, del libro degli esorcismi, accompagnata dalle parole: «Accipe et com- menda memoriae et habe potestatem im- ponendi manus su- per energumenos si- ve baptizatos sive cathecumenos». Que- sta cerimonia è con- servata nel Ponifi- cale Romano, che ol- tre una benedizione finale, ha aggiunto una admonitio prete- eia: «Exorcistam oportet abiicere dae- mones et dicere po- pulo ut quin non com- municat det locum et aquam in ministe- rio fundere».
(Ital. Estr. Cat.)
Sono in queste parole indicate le funzioni degli esor- cisti: a) cacciare i demoni; questo ufficio fu as- solto soprattutto quando fuori il catecumenato (sec. IV- V); gli esorcisti compivano allora la rituale manus impositio per cacciare i demoni dai candidati al Bat- tesimo. Con il tramonto del catecumenato declinò anche l'importanza degli esorcisti, perché, sebbene teoricamente fosse loro assegnato anche l'ufficio di esorcizzare i fedeli, tuttavia tale funzione fin da principio cominciò ad essere riservata ai sacerdoti, che secondo il diritto vigente la esercitano con pru- denza e dietro esplicita autorizzazione del vescovo (can. 1121); b) congedare i non comunicandi; origi- naramente era ufficio dei diaconi; nell'Ordo Romanus del sec. X viene attribuito agli esorcisti, ma ben presto cade in disuso; c) porgere l'acqua ai ministri durante la Messa; era questo inizialmente ufficio dei suddiaconi, che il sec. X passò agli esorcisti.
In Oriente, nel sec. IV, vengono ricordati gli esorcisti nel Concilio di Antiochia (341) e di Laodicea (318); non facevano però parte del clero né venivano ordinati, come attestano espressamente le Costituzioni Apostoliche (VIII, 26, 1, 2): «exorcistae non ordinantur». Il potere di cacciare i demoni era ritenuto un carisma largito diretta- nante da Dio a qualche anima privilegiata, come rile- vano le stesse Costituzioni Apostoliche: «Haec enim cer- taminis laus pendet a libera et bona voluntate et a Gratia Dei per Christum... qui enim accepit charisma sanatio- num per revelationem a Deo declaratur» (ibid.). Sull'in- dole sacramento dell'esorcistato V. ORDINE.
ESORCISTA, ESORCISTATO
Bibl.: F. Wieland, Die genetische Entstehung der sog. ordines minores in den drei ersten Jahrhunderts, Friburgo in Br. 1897; J. Forget, Exorciste, in DTHC, V, coll. 1786-86; H. Leclercq, Exorcisme- exorciste, in DACL, V, coll. 965-75; P. De Pumier, Le Pontifical Romanum, I, Lovanio 1930, pp. 147-49; A. Villien, Les Sacrements. Histoire et liturgie, 2a ed., Parigi 1931, pp. 285-91; I. Ticero, L'Ordine e le ordinazioni, trad. it., Brescia 1939, pp. 92-93; B. Kurtsched, Historia Iuris canonici, I, Roma 1941, pp. 47-48; P. Alfonso, I ritiri della Chiesa, III, 11,