ESPLORATORI CATTOLICI. - Movimento per l'educazione fisica e la formazione morale del carattere, creato da Roberto Baden-Powell e perfezionato, adattandolo al pensiero educativo cattolico.
I. LA CREAZIONE DI R. BADEN-POWELL. - 1. Origine. - R. Baden-Powell, considerando da un lato la proprie esperienze fatte durante la guerra coloniale del Transvaal, dove aveva ammirato l'energia e la forza d'animo dei piccoli liberi, che riuscivano a dare grande aiuto ai genitori nelle operazioni di guerra, e dall'altro l'insufficienza dell'opera formativa della famiglia e della scuola nei quartieri bassi di Londra, ideò un movimento che raccogliesse e addestrasse i ragazzi e li educasse facendo leva sul senso di iniziativa e di responsabilità, che ciascuno deve avere. Donde il suo boy scout movement, in cui il termine scout (esploratore), sta ad indicare che ogni ragazzo o giovane del movimento deve possedere tutte le qualità dell'esploratore.
2. Principi e metodo. - Lo «scoutismo» vuole sviluppare nei giovani: il carattere e l'intelligenza; il lavoro manuale e la destrezza; la salute e la forza; l'aiuto del prossimo. I «mezzi tecnici» per raggiungere questo scopo non sono elencati in una ordinata esposizione, perché Baden-Powell, uomo per eccellenza pratico, non li ha escogitato a involtone, ma li ha sperimentati intuendoli ed applicandoli, man mano che se ne presentava l'opportunità.
La tecnica «scout», con l'infondere piena fiducia all'educando e chiamarlo a superare concrete difficoltà, proporzionate alla sua età e alle sue capacità, contribuisce all'educazione del giudizio e dell'intelligenza. La vita all'aria aperta e la costante cura che ogni ragazzo deve

(fot. New York Times)
3. La promessa e la legge. - All'atto della sua aggregazione ufficiale, l'esploratore pronuncia la seguente formula: «Prometto sul mio onore di fare tutto il mio meglio: 1° per compiere il mio dovere verso Dio e verso il Re; 2° per aiutare gli altri in ogni occasione; 3° per osservare la legge dell'esploratore.
La quale legge, che contiene i germi della educazione morale propria del movimento, è formata da dieci articoli: 1) «L'esploratore pone il suo onore nel meritare fiducia; 2) l'esploratore è leale; 3) l'esploratore è sempre pronto a servire il prossimo; 4) l'esploratore è amico di tutti e fratello di ogni altro esploratore; 5) l'esploratore è cortese e cavalleresco; 6) l'esploratore vede Dio nella natura, rispetta le piante e gli animali; 7) l'esploratore obbedisce agli ordini; 8) l'esploratore sorride a canta nelle difficoltà; 9) l'esploratore è laborioso ed economo; 10) l'esploratore è puro di pensiero, di parola e di azioni». A lui inoltre incombe il dovere della cosiddetta buona azione quotidiana; egli, cioè, non deve lasciar passare giorno senza che abbia coscienza di avere compiuto un'opera buona o verso di sé, o verso gli altri o verso le bestie.
Lo «scoutismo» è pertanto un sistema di vita, che va congiunto con una tecnica e una didattica formativa, la quale mira a far conquistare un senso di responsabilità, un tono di virilità, uno spirito di iniziativa e di inventiva, una disciplina ferma e forte nel dominio di sé; e questo non per insegnamento di precetti, o teoria; ma per virtù
e coscienza di sforzo personale. Formazione, tuttavia, parziale, di non troppo alta perfezione spirituale; la si potrebbe anzi chiamare semplicemente naturalistica, per quanto permeata da un senso di calda umanità e paternità. Tuttavia, qualora venisse osservata, eleverebbe di già per molti il tono del vivere civile.
II. IL MOVIMENTO DEGLI E. C. - La novità dell'istituzione, l'aspetto militare è disciplinato che presenta, per quanto non sia affatto ordinata a formare dei soldatini, il carattere eminentemente pratico, lo scopo di risanamento e di miglioramento della gioventù, attrassero l'attenzione e il favore di tutte le classi, e naturalmente dei giovani e dei ragazzi, che sentono l'istinto dinamico del soldato a massime del soldato volontario, per gioco, per divertimento, a conobbero un meraviglioso successo. Anche i ragazzi cattolici vi si sentirono presi; ma in campo cattolico sorsero anche giuste diffidenze per un metodo che da troppi elementi prescindeva, che pure son considerati di importanza capitale nel concetto educativo cattolico. Di qui nacquero i gruppi e le associazioni di soli e. c., in cui si ebbe cura di permeare la manchevole legge di Baden-Powell, con l'elemento soprannaturale, che conserva alla vita il senso di servizio; servizio, però, che consiste nel conoscere, amare, servire Dio in un clima di Grazia soprannaturale. Ciò avvenne assai presto in Inghilterra, in Belgio, in Francia, in Germania, e anche in Italia.
III. IL MOVIMENTO DEGLI E. C. IN ITALIA. - A Genova, nel 1905, il prof. Mario Mazza aveva costituito un'associazione di giovani cui si diede il nome di «Iuventus iuvat» perché nella loro idea essere giovani significava sapere e voler giovare al prossimo; ogni gruppo si chiamava «Gioiosa» e la prima fu aperta nell'oratorio semiabbandonato di S. Nicolosio. Comparsa la notizia (nov. 1910) intorno al movimento degli e., si fondò lo stesso anno la R. E. I. (Ragazzi Esploratori Italiani), dove i primi iscritti furono i membri delle varie «gioiose». Accortisi che alcuni elementi compromettevano l'apolicità dell'opera, i «gioiosi» tornarono alla loro istituzione primitiva (1912). Intanto nel 1911 si fondava dal prof. Carlo Colombo la G. E. I. (Corpo nazionale dei Giovani Esploratori Italiani) sotto l'alta protezione del governo e di vari ministeri. Ma la G. E. I. non fece altro che aggiungere al naturalismo, proprio della istituzione protestante, il laicismo, che allora si professava in Italia; due elementi che nuocevano alla vera educazione e che i cattolici non potevano approvare. Donde la neces-
sità di formare un'associazione a parte di e. c., che salvaguardasse i giovani da ogni pericolo contro la loro fede e le loro pratiche di pietà e impedisse un pericoloso e ingiusto accaparramento da parte della G. E. I. Nacque così, il 28 genn. 1916, l'Associazione Scoutistica Cattolica Italiana (A.S.C.I.), in cui vengono tutelati e difesi gli indefettibili principi cattolici, e alla promessa e alle leggi dell'e. c. soprattutto al
sentimento di onore, viene dato il suo intero significato cristiano soprannaturale, che è coscienza della nobiltà e grandezza, che deriva all'anima dallo stato di grazia e dalla perfezione intrinseca della virtù, dal pensiero che ogni servizio prestato agli altri è un servizio prestato a Dio e ogni anche più umile «dovere» compiuto è un atto della più squisita devozione. Il senso cristiano del sentimento dell'onore è anche chiaramente indicato dal patrono scelto, s. Giorgio, patrono degli antichi cavalieri senza macchia a senza paura. I principi cattolici, poi,

(fot. Pastini, Roma)
L'A.S.C.I. continuò e accrebba la sua vita fiorente e rigogliosa fino al 1927, in cui il fascismo dichiarò sciolti tutti i reparti esistenti nelle città inferiori ai 20.000 ab. L'anno seguente, per una serie di incidenti politici assolutamente estranei all'Associazione, avrebbero dovuto essere sciolti anche tutti gli altri reparti, ancora esistenti; ma a prevenire l'azione del decreto dittatoriale il Commissariato centrale invitò tutti gli e. c. a sospendere ogni attività. Alcuni reparti continuarono una limitata attività clandestina. Il movimento riprese il 7 marzo 1944, e l'8 dic. si fondò pure la sezione femminile, con il nome anche di «Guide Cattoliche Italiane». Nel 1945 uscì il primo numero dell'Esploratore, rivista accotistica italiana.
IV. ORGANIZZAZIONE DEGLI E. C. - Il metodo vuole che si segua lo sviluppo del ragazzo, formando per ogni suo periodo un «ambiente» adatto. Così per il fanciullo dagli otto ai dodici anni, vivente il dorato mondo dei sogni, vi è la «vita di branco» imperniata sul gioco fantasioso; per il ragazzo dai dodici al diciassette anni, tutto proteso verso l'avventura, la vita di reparto sarà un giuoco «avventuroso» che terminerà con imprese segnanti le prime realizzazioni dell'adolescente; mentre per il giovane diciottenne, la salita al «clan» segnerà il contatto con la vita e la preparazione al focolare.
Le unità «scouts» sono quindi: il branco, diviso in «sestiglie» di sei ragazzi con un caposestiglio che deve essere di esempio agli altri; il reparto, di 4 «squadriglie» composte di un numero da sei a nove ragazzi e dirette
da un caposquadriglio che ne ha la responsabilità effettiva;
il « clan », formato di a o più pattuglie composte di un
numero da 4 a 6 rover. E formano, riunite insieme, il
« gruppo », che rappresenta l'unità completa per tutto il
ciclo educativo. Branco, reparto, clan vivono però, come
è facile a capirsi, una loro vita propria, diretta dal capo-
branco, nel primo caso, dalla corte d'onore composta dai
capi del reparto e dai caposquadrighi, nel secondo, dal
« capitolo del clan » nel terzo. I gruppi residenti in una lo-
calità fanno capo ad un commissariato di settore, e questi
con altri di una medesima diocesi o provincia, ad un com-
missariato di zona. I commissariati di zona di una me-
desima regione sono seguiti dal rispettivo commissariato
regionale. In campo nazionale vi è un « commissariato
centrale » formato da 12 commissari eletti biennalmente
dai commissari e assistenti regionali. - Vedi tav. XLII.