e. teso, al di là della logica e della morale corrente, in
esasperate affermazioni sovrumane. Wagner e Nietzsche
si attraggono e si respingono come si attraggono e si
respingono il lato solare e il lato notturno del loro e.
Il dramma intrinseco all'e., in tutte le sue espres-
sioni storiche, controlla la sconnessione d'una vita
che non rispetta la giusta proporzione tra i valori
umani del vero, del bene e del bello.
BBL.: M. Praz, La carne, la morte e il diavolo nella lettera-
tura romantica. Milano-Roma 1930, 3° ed., Firenze 1940.
Lalo, L'expression de la vie dans l'art, Parigi 1933; U. Spiro,
La vita come arte, Firenze 1941; L. Stefanini, La vita come
arte, in Arte e critica, Milano-Messina 1942, pp. 125-75; G. M.
Bertin, L'ideale estetico, Varese-Milano 1949.
ESTIENNE (Stephanus), FAMIGLIA. - Tipografi
che esercitarono la loro attività a Parigi e a Ginevra
nel sec. XVI, a partire dal 1502.
Capostipite è HENTR I (n. fra il 1465 e il 1475,
m. nel 1526), di cui è famosa l'edizione di un Sal-
terio su 5 colonne (1509). Il suo secondogenito fu
ROBERT I, n. a Parigi nel 1499, m. a Ginevra il 7
sett. 1559. « Vir ad promovendas bonas litteras quasi
natus » (Thesaurus, I, ed. 1740, p. 12), versatissimo
in latino, greco, ebraico, già dal 1526 curò nella sua
propria tipografia, con zelo instancabile, l'edizione
critica e la diffusione di classici latini, di scrittori
ecclesiastici greci ed un utilissimo Thesaurus latinae
linguae (4 voll., Parigi 1531; 2a ed. ivi 536;
3a ed. ivi 1543; poi edizioni a Lione 1573, Londra
1735, Basilea 1740-43), meritandosi il titolo di
imprimemur du roi (1539) e di lexicographorum princeps.
Però la sua attività, chiaramente distinta in un pe-
riodo cattolico a Parigi (fino al 1551) ed un altro pro-
testante a Ginevra (1551-59), già dal 1523 fu parti-
colarmente dedicata alla S. Scrittura.
Così curò più volte l'edizione del Nuovo Testamento
in latino (1523), della Bibbia intera in latino o Volgata
(1528), della Bibbia ebraica (4 voll., 1539-44), del Nuovo
Testamento in greco (1546), del Nuovo Testamento in fran-
cese (1553). Nel 1555 fece seguire Concordantiae Biblio-
rum utriusque Testamenti, Veteris et Novi, novae integrae,
quas revera maiores appellare possis, prima opera del genere.
Nelle varie edizioni della Volgata (1528-57), E. tenò
di ristabilire criticamente il testo autentico di s. Giro-
lamo e « s'est acquis une place de premier ordre dans
l'histoire de la Vulgate » (H. Quentin, Mémoire sur l'eta-
blissement du texte de la Vulgate, Rom. 1522, pp. 104-20).
Nella 4a ed. del Nuovo Testamento greco-latino (Gine-
vra 1551) introdusse quella divisione del testo sacro in
capitoli e versetti numerati che egli aveva escogitato inter
equidem dum tra Parigi e Lione, divisione non sempre
buono, ma ancor oggi in uso. Le sue edizioni bibliche, spe-
cialmente per le sue annotazioni, erano viste di mal occhio
dalla Sorbona, cosicché nel 1551 si trasferì a Ginevra
e passò al protestantesimo, mettendo a disposizione dei
« riformatori » la sua casa editrice ginevrina. Vedasi la
sua Responsio ad censuras theologorum Parisiensium, quibus
Biblia a Roberto Stephano, typographo regio, exessa ca-
luminoze notarum (Ginevra 1552, contemporaneamente
anche in francese).
Altre pregevoli opere su temi biblici sono un thesau-
rus della lingua ebraica e delle glossae in Siontici, ossia:
Nomina hebraea, chaldaea, graeca et latina virorum, mi-
larium, populum, idolorum, urbium, fruciorum, montium
caeterorumque locorum quae in Biblis leguntur, restitua...
(Parigi 1537); Phrase hebraicae, seu loquendi genera he-
braica quae in Vetori Testamento passim leguntur... the-
sauri linguae hebraicae altèva pars (ivi 1538); in Evan-
gelium secundum Matthaeum, Maxium et Lucam commen-
tari ex ecclesiasticis scriptoribus collectae, novae glossae
ordinariae spectem (Ginevra 1553).
Suo figlio HENRI II (n. nel 1521, m. a Lione nel 1598)
portò alla decadenza la casa tipografica, ma come ellenista
raggiunse alta risonanza per l'edizione di Anacronie
(1554) e ancor più con il Thesaurus graeca linguae (1572),
che, riveduto e rielaborato (Parigi 1831-65), è ancor oggi
il più vasto repertorio lessicografico greco.
BBL.: A. A. Renouard, Annales de l'imprimerie des Estiennes
ou histoire de la famille des Estiennes et de leurs éditions, 2a ed.
Parigi 1843; G. A. Crapellet, R. E. imprimerie royal, et le roi
François I, ivi 1830; L. Feugère, Essai sur la vie et les ouvrages
de Henri (II) E., ivi 1853; A. Firmin Didot, Les E., ivi 1856.
B. Heurtubize, s. V. in DB, II, coll. 1982-84; W. Kolbe, Die
Druckerfamilie der E., in Zeitschrift für Bucherfreunde, 1905-1906,
p. 179 sqq.; G. Avanzi, s. v., in Enc. Ital. XIV (1932), pp. 409-
410; K. Schottenloher, Stephanus R., in Lexikon des gesamten
Buchwesens, III, p. 336. Lavori recenti sull'argomento non ce
ne sono: bisogna ricorrere ai manuali di bibliologia, fra cui sempre
utile A. Claudin, Histoire de l'imprimerie en France au XIVe et
XVVe siècle, I, Parigi 1900.
Adalberto Metzinger-Alessandro Praesci