ESTORIA ECCLESIASTICA

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ESTORIA ECCLESIASTICA. - Si ritiene che gli Estoni, che prima insieme con gli altri agro-finici vivevano fra il Volga e gli Urali, all'inizio dell'era vol-gare già occupassero il territorio dell'E. odierna. I primi tentativi di cristianizzare l'E. da parte degli Slavi e dei Danesi risalgono al sec. XI, ma non ebbero successo. Gli Estoni, attaccati alla loro tradizione animistica, guerrieri e pirati arditi, rendevano mal-sicuro il commercio in tutto il mar Baltico, estendendo le loro scorrerie fino alle città della Svezia e della Danimarca. Alla fine del sec. XII non vi erano ancora città in E., né si era formato un ordinamento statale centralizzato. I capi (vannemad) delle piccole regioni univano le loro forze solo in caso di guerra.

Il papa Alessandro III affidò verso il 1180 all'arcive-scovato di Lund, i quindi alla Danimarca, l'evangelizza-zione dell'E. Nessuna decisione invece era presa per la Livonia e in Curlandia, che in seguito diventarono centro per la cristianizzazione dei paesi baltici. I commercianti tedeschi diretti alle città russe per il fiume lettone Divina partono seco il monaco agostiniano Meinhard di Segeborg. Orlando della Germania, egli fu consacrato primo vescovo di Livonia dal vescovo di Amburgo-Bremo nel 1180 con un territorio dai confini non esattamente stabiliti soggetto al metropolita di Amburgo-Bremo. Dopo la lotta di papa Alessandro III contro Federico Barbarossa era naturale il desiderio dei suoi successori che la missione nel Baltico fosse considerata puramente pontificale. Figli dell'età loro credevano però che chi abbandonava la fede cristiana fosse gravemente colpevole non solo davanti ai Dio, ma anche davanti agli uomini ed erano persuasi che costui doveva essere costretto con la forza di restare fedele e parimenti protetto contro i pagani. Il successore del pacifico Micinhard (1186-96), l'abate cistercense Berthold di Lokkum (1196-98), arrivò con una schiera di crociati, ma cadde in battaglia. Il terzo vescovo, Alberto di Riga (v.), fondò l'ordine dei cavalieri Portaspa da il centro fortificato di Riga (1201). Poco dopo (1207) Alberto abbandonò la linea direttiva del Papa e prestò giuramento di vassallaggio al re tedesco Filippo di Svezia; l'Impero germanico prendendo la forma di Stato puramente ecclesiastico in terra di missione, vi iniziò la sua politica di espansione.

Appena convertiti i Livoni e i Lettoni, i Portaspa da conti-canarono (1207) la sottomissione dell'E., ma per la tenacissima resistenza vinsero la battaglia decisiva solo nel 1217. In seguito si vedono costretti a chiedere l'aiuto dei Danesi che arrivano nel 1219 sotto la guida di Wal-dernart II nell'E. del nord, ove fondano la fortezza di Reval, l'attuale Tallinn. Nel 1224 il paese è praticamente sottomesso; per conquistare la maggior isola Saaremaa (tedesco Osel) occorre una crociata speciale nel 1227.

ESTONIA

Si creano 3 diocesi: Reval (1219), Dorpat (estone Tartu, 1224) e Ösel (1227). Con il tempo sorgono i monasteri dei Francescani, Domenicani, Cistercensi, Bricidini, già 22 nel sec. XVI. Anche dopo battezzati moltissimi Estoni rimasero praticamente pagani, poiché il clero parrocchiale esigendo il compimento dei riti esterni non adoperava nell'istruzione religiosa la difficile lingua dei neoconvertiti. Inoltre gli Estoni già liberi, ricchi e padroni del mar Baltico, dai nuovi dominatori ben presto erano stati ridotti alla schiavitù della gleba, nella quale rimasero per più di 600 anni. I crociati diventarono grandi proprietari feudali e così l'arma creata per propagare la fede non servì al suo scopo. Già nel 1213 Innocenzo III ammonisce i crociati di restare nei limiti del loro compito; nel 1225 Roma è Mendoza (v.) quale legato speciale per risolvere le querele territoriali tra i Danesi e i Tedeschi. Nel 1343 scoppiò nell'E. del nord una sanguinosa rivolta soffocata con grande crudeltà dai Danesi, i quali, dopo questo fatto, vendettero il loro dominio all'Ordine teutonico (v. al quale s'erano incorporati gli indeboliti Portaspa da già nel 1237), ciò che non mutò la situazione degli indigeni. Di fronte a questo il clero non rimase inerte: l'arcivescovo H. Scharfenberg (1424-48) di Riga si lamenta che l'Ordinare teutonico impedisse le visite sinodali; lo statuto si fondò dal Riga del 1428 scomunica quelli che costringono i contadini a lavorare la domenica e sottolinea la necessità delle visite sinodali. Gli energici vescovi di Ösel Gio- vanni III Orgas (1451-1515) e Giovanni IV Kievev (1515-1527) preparano e fanno stampare il primo catechismo «approvato» in estone. Finalmente il Sinodo di Rome-burg (1521) decide di fondare a Dorpat o Pernau (in estone Pärnu) un seminario per sacerdoti estoni per far fronte alla «congiura dei vassalli». La riforma luterana impedisce l'esecuzione del progetto; già nel 1523 Lutero scrive «ai cristiani» Riga, Reval e Dorpat. Le corporazioni «commerciali tedesche di Reval accettano il «Vangelo» nel 1524; seguono delle distruzioni di immagini sacre e l'espulsione degli ordini religiosi (1525).

Nella guerra livonica iniziati nel 1558 lo zar russo Ivan IV il Terribile vince l'Ordine teutonico; i Tedeschi accettano ora le dominazioni politiche degli Svedesi (i quali sotto Gustavo Adolfo introducono l'ordinamento ecclesiastico protestante svedese), dei Polacchi (1562-1629) che iniziano la ricattolizzazione e dei Danesi rimasti nelle isole. Si hanno notizie delle visite di diversi vescovi protestanti svedesi (1585-1700) i quali resistono alla pretesa dei baroni di partecipare al Sinodo. Dal 1692-1694 i 1694 è in vigore l'ordinamento ecclesiastico svedese del 1686, riveduto solo nel 1832.

Nel 1710 l'E. venne conquistata da Pietro il Grande (definitivamente con il trattato di Nystadt del 1721). La situazione dei superstiti contadini esoni si aggravò per le concessioni fatte dai Russi ai baroni locali. Solo dopo un decreto imperiale per l'E. (1816) si abolirà la servitù della gleba. La nobiltà ottiene dal Senato russo la direzione del concistoro protestante estone e conserva tale privilegio durante tutta la dominazione russa. Dal 1730 in poi fece molti proseliti tra i Tedeschi (vedi 1730-1735).

Il 1730 in poi fece molti proseliti tra i Tedeschi (vedi 1730-1735).

Il Proseliti Tra i Tedesch (vedi, 1735-1736).

Il Proseliti Tra i TEDESCH (vedi, 1736-1736).

Il Proseliti Tra i TEDESCh (vedi,

manuali religiosi cattolici del vescovo Giovanni IV Kievele e dei gesuiti Th. Busius, J. A. Weltherus, W. Buccius (fino a noi è pervenuta la sola Agena da Parca del 1622) e protestanti dei secti XVI-XVII; seguono manuali religiosi e pratici dei protestanti (Nuovo Testamento 1715, Bibbia 1739). Il folklore estone che ha assimilato molti elementi germanici è ricchissimo ed è stato raccolto dopo l'impulso dato da J. Hurt alla fine del sec. XIX. La lingua della classe colta rimane a lungo il tedesco; solo dopo il 1850 appaiono vere opere letterarie estoni.

Dopo libri di ispirazione pietistica (speculante degli Herrnhuter) all'inizio del sec. XVII nasce, sotto l'influsso dell'illuminismo, la letteratura laica popolare. Diede una caratteristica impronta alla cultura manierata una corrente romantica di colorito storico (divenuta col tempo sempre più nazionale). Sullo sfondo della Società erudita estone (fondata nel 1835), F. R. Kreutzwald creò il Kaleidoscope (1861) e opera imitante la poesia popolare. Questa opera influenzò molto il risveglio nazionale e tutta quanta la letteratura risorgimentale, culminante nella lirica patriotica di Lydia Koidula. Alla fine del secolo si distinsero i libri puri: Julian Livy ed Anna Havva, mentre nella prosa si affermava il realismo di E. Wilde, E. Peterson-Sárgava, A. Kitzberg. Attorno al 1905 i libri G. Suits e V. Ridala ed il novellista e critico F. Tu

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(da E. Migliorini, Le vita dell'E., in L. di "Italia, giugno 1933, p. 482)

Estonia - Chiesa di S. Olav di Tallinn (sec. XIII).

glas, corifei del movimento letterario-culturale Noor Eesti (Giovane Estonia), nonché il poeta E. Enno impostarono la cultura estone sul piano della cultura europea, con un distacco deciso da orientamenti connotatistici. Dopo il 1917 nuovi indirizzi vengono affermati dai lirici M. Linder e H. Visnapuu, dallo scrittore A. Gailit e da altri facenti capo al dinamico movimento Sturu.

L'indipendenza conseguita nel 1918 crea condizioni favorevoli allo sviluppo di una cultura nazionale. Dopo un periodo di dominio di una lirica influenzata dall'Occidente, prevalse il realismo ed il naturalismo di A. Kivikas, H. Raudsepp, O. Luts, A. Jakobson, M. Metsamurke e del notevole A. H. Tammasure; i due ultimi trattano spesso soggetti religiosi. Altri prossimi degni di nota sono K. A. Hindrey, K. Ristikivi, A. Mälk e la scrittrice finimo-estone Aino Kallas. Si citano inoltre, fra i poeti, B. Alber, A. Talvik, B. Kangro.

L'arte figurativa e la musica estoni nel senso proprio ebbero inizio con il risveglio nazionale del sec. XIX - sono rappresentate dai pittori J. Köler, A. Laipman-Laikmaa, P. Burman, K. Raud, N. Triik, K. Mägli, A. Wabbe, E. Ole, E. Wärlat, dagli scultori A. L. Weizenberg, A. Adamson, J. Koort, V. Melnik-Mellik, F. Sannaræes, A. Stankopf-Rea e dai compositori A. Kapp, R. Tobias, M. Saar, J. Aavik, C. Kreek, H. Eller, E. Aav, E. Tubin.

Con l'annessione all'U.R.S.S. la vita culturale dell'E. è stata sottoposta all'ideologia marxista, mentre numerosi intellettuali continuano nell'emigrazione le tradizioni culturali dell'E. libera. In E. numerosi intellettuali sono stati deportati.