ESTONIA

ESTONIA. - Costituisce dal 3 nov. 1940 una delle repubbliche federate dell'Unione Sovietica; già dominio danese, polacco, svedese (1629) e russo (1721), s'era resa indipendente nel 1918.

I. GEOGRAFIA

Il territorio (46.200 kmq.; due volte la Lombardia) è un lembo del bassopiano sarmatico (la penisoleta chiusa tra i golfi di Riga e di Finlandia, che nell'interno giunge al lago Peipus), paneggiante o collinoso. Nella popolazione (1,2 milioni di ab., 26 a kmq.) prevalgono (80 %) gli Estoni, di stirpe ugro-finnica, professanti il interanesimo. L'economia si basa sull'agricoltura e l'allevamento (burro a carne), con modesto sviluppo industriale (tessili, cellulosa). La capitale Tallinn (Reval, 15m mila ab.) è porto sul golfo di Finlandia; nell'interno è Tartu (Dorpat, 60 mila ab.) centro intellettuale (Università).
BIBL.: E. Migliorini, Finlandia a Stati Baltici, Roma 1937; J. Jenkins, R., Londra 1941; E. G. Woods, The Baltic Region, ivi 1945. Giuseppe Caraci

II. STORIA ECCLESIASTICA

Si ritiene che gli Estoni, che prima insieme con gli altri ugro-finnici vivevano fra il Volga e gli Urali, all'inizio dell'era volgare già occupassero il territorio dell'E. odierne. I primi tentativi di cristianizzare l'E. da parte degli Slavi e dei Danesi risalgono al sec. XI, ma non ebbero successo. Gli Estoni, attaccati alla loro tradizione animistica, guerrieri e pirati arditi, rendevano malsicuro il commercio in tutto il mar Baltico, estendendo le loro scorrerie fino alle città della Svezia e della Danimarca. Alla fine del sec. XII non vi erano ancora città in E., né si era formato un ordinamento statale centralizzato. I capi (canemad) delle piccole regioni univano le loro forze solo in caso di guerra.

Il papa Alessandro III affidò verso il 1180 all'arcivescovato di Lund, a quindi alla Danimarca, l'evangelizzazione dell'E. Nessuna decisione invece era presa per la Livonia e la Curlandia, che in seguito diventarono centro per la cristianizzazione dei paesi baltici. I commercianti tedeschi diretti alle città russe per il fiume lettone Dvina portarono seco il monaco agostiniano Meinhard di Segeberg. Oriundo della Germania, egli fu consacrato primo vescovo di Livonia dal vescovo di Amburgo-Brema nel 1186 con un territorio dai confini non esattamente stabiliti soggetto al metropolita di Amburgo-Brema. Dopo la lotta di papa Alessandro III contro Federico Barbarossa era naturale il desiderio dei suoi successori che la missione nel Baltico fosse considerata puramente pontificia. Figli dell'età loro credevano però che chi abbandonava la fede cristiana fosse gravemente colpevole non solo davanti a Dio, ma anche davanti agli uomini ed erano persuasi che costui doveri essere costretto con la forza a restar fedele e parimenti protetto contro i pagani. Il successore del pacifico Meinhard (1186-96), l'abate cistercense Berthold di Lekkum (1196-98), arrivò con una schiera di crociati, ma cadde in battaglia. Il terzo vescovo, Alberto di Riga (v.), fondò l'ordine dei cavalieri Portaspada e il centro fortificato di Riga (1201). Poco dopo (1207) Alberto abbandonò la linea direttiva del Papa e prestò giuramento di vassallaggio al re tedesco Filippo di Svezia; l'Impero germanico prendendo la forma di Stato puramente ecclesiastico in terra di missione, vi iniziò la sua politica di espansione.

Appena convertiti i Livoni e i Lettoni, i Portaspada cominciarono (1207) la sottomissione dell'E., ma per la tenacissima resistenza vinsero la battaglia decisiva solo nel 1217. In seguito si vedono costretti a chiedere l'aiuto dei Danesi che arrivano nel 1219 sotto la guida di Waldemar II nell'E. del nord, ove fondano la fortezza di Reval, l'attuale Tallinn. Nel 1224 il paese è praticamente sottomesso; per conquistare la maggior isola Saaremaa (tedesco Üsel) occorre una crociata speciale nel 1227.

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ESTONIA - 1) Confini di Stato; 2) Ferrovie.
Si creano 3 diocesi: Reval (1219), Dorpat (estone Tartu, 1224) e Ösel (1227). Con il tempo sorgono i monasteri dei Francescani, Domenicani, Cistercensi, Brigidini, già 22 nel sec. XVI. Anche dopo battezzati moltissimi Estoni rimasero praticamente pagani, poiché il clero parrocchiale esigendo il compimento dei riti esterni non adoperava nell'istruzione religiosa la difficile lingua dei neoconvertiti. Inoltre gli Estoni già liberi, ricchi e padroni del mar Baltico, dai nuovi dominatori ben presto erano stati ridotti alla schiavitù della gleba, nella quale rimasero per più di 600 anni. I crociati divennero grandi proprietari feudali e così l'arma creata per propagare la fede non servì al suo scopo. Già nel 1213 Innocenzo III ammonisce i crociati di restare nei limiti del loro compito; nel 1225 Roma è MODERATI (v.) quale legato speciale per risolvere le querelle territoriali tra i Danesi e i Tedeschi. Nel 1343 scoppiò nell'E. del nord una sanguinea rivolta soffocata con grande crudeltà dai Danesi, i quali, dopo questo fatto, vendettero il loro dominio all'Ordine teutonico (v. al quale s'erano incorporati gl'indeboliti Portaspada già nel 1237), ciò che non mutò la situazione degli indigeni. Di fronte a questo il clero non rimase inerte: l'arcivescovo H. Scharfenberg (1424-48) di Riga si lamenta che l'Ordine teutonico impedisse le visite sinodali; lo statuto sinodale di Riga del 1428 scomunica quelli che costringono i contadini a lavorare la domenica e sottolinea la necessità delle visite sinodali. Gli energici vescovi di Ösel Giovanni III Orgas (1491-1515) e Giovanni IV Kievel (1515-1527) preparano e fanno stampare il primo catechismo «approvato» in estone. Finalmente il Sinodo di Ronneburg (1521) decide di fondare a Dorpat o Pernau (in estone Pärnu) un seminario per sacerdoti estoni per far fronte alla «congiura dei vassalli». La riforma luterana impedisce l'esecuzione del progetto; già nel 1523 Lutero scrive «ai cristiani a Riga, Reval e Dorpat». Le corporazioni commerciali tedesche di Reval accettano il «Vangelo» nel 1524; seguono delle distruzioni di immagini sacre e l'espulsione degli ordini religiosi (1525).

Nella guerra livonica iniziatasi nel 1558 lo zar russo Ivan IV il Terribile vinse l'Ordine teutonico; i Tedeschi accettano ora le dominazioni politiche degli Svedesi (i quali sotto Gustavo Adolfo introducono l'ordinamento ecclesiastico protestante svedese), dei Polacchi (1562-1629) che iniziano la ricattolicizzazione e dei Danesi rimasti nelle isole. Si hanno notizia delle visite di diversi «vescovi» protestanti svedesi (1585-1700) i quali resistono alla pretesa dei baroni di partecipare al Sinodo. Dal 1692-

al 1694 è in vigore l'ordinamento ecclesiastico svedese del 1686, riveduto solo nel 1832.

Nel 1710 l'E. venne conquistata da Pietro il Grande (definitivamente con il trattato di Nystedt del 1721). La situazione dei superstiti contadini estoni si aggravò per le concessioni fatte dai Russi ai baroni locali. Solo dopo un decreto imperiale per l'E. (1816) si abolì la servitù della gleba. La nobiltà ottiene dal Senato russo la direzione del concistore protestante estone e conserva tale privilegio durante tutta la dominazione russa. Dal 1730 in poi fece molti prosciiti tra i

contadini la setta protestante dei Vennastebogaftured (in tedesco Herrnhuter). Dal 1830 al 1848 oltre 75.000 Estoni e Lattoni della Livonia, sperando così di liberarsi dai grandi possidenti passarono alla Chiesa di Stato. Portodossia russa. Questo movimento fu incoraggiato e talvolta spinto soprattutto dal vescovo di Riga Filarele Gumilevskii (1831-48).

Favorita dalle circostanze politiche, l'E. si dichiarò indipendente nel 1918 e vinse una dura lotta contro la Russia bolscevica e le armate tedesche organizzate dai baroni. Nel 1925 venne legalmente definita la separazione tra Chiesa e Stato. Vi erano in E. (1934) il 78,6% di protestanti; il 19% di ortodossi (autocefali), dei quali l'8,2% di Estoni; l'1,5% di altre sette cristiane; lo 0,4% di Ebrei; lo 0,3% senza confessione. I cattolici, ca. 2500 ossia lo 0,2%, erano divisi in 6 parrocchie (Tallinn, Tartu, Narvi, Valga, Pärnu, Kuressaare), appartenenti prima all'arcidiocesi di Mohilev, dal 1918 alla diocesi di Riga. Nel 1924 venne ripristinato il vescovato di Tallinn, già soppresso dalla cosiddetta riforma, retto da un amministratore apostolico.

Nel 1940 l'E. venne occupata ed incorporata nell'Unione Sovietica; dal 1941-44 subì l'occupazione tedesca; in seguito venne riconquistata dall'U.R.S.S. che vi estese la sua legislazione anticristiana.

BIBL.: E. Winkelmann, Bibliotheca Livoniae historica, 2ª ed., Berlino 1878; Enrico di Livonia, Chronicon Livoniae, ed. Pertz, Hannover 1879; L. Arbusow, Grundriss der Geschichte Liv., Est- und Kurland, 4ª ed., Riga 1918; id., Einführung der Reformation in Liv., Est- und Kurland, Lipsia 1921; Eesti Entsüklopeedia, 8 voll., Tartu 1928-38; H. Moora, Die Verzeit Estland, ivi 1932; H. Kruus, Grundriss der Geschichte des estnischen Volkes, ivi 1932 (tradotto in francese); Eesti apjaga («Storia dell'E.»), n. 1, H. Kruus, 3 voll., ivi 1935-39; A. M. Ammann, Kirchenpolitische Wandlungen in Ostbaltikum bis zum Tode Alexander Nenishis, Roma 1936; Eesti valma ajalugu («Storia del popolo estone.»), Tolm. J. Libe jr., 3 voll., Tartu 1932-1937; O. Sild, Eesti kirikulugu («Storia della Chiesa estone.»), ivi 1938; J. Leppik ed altri, E., Roma 1943 (con bibl.); H. Perlitz, The Fate of Religion and Church under Soviet Rule in E., Nuova York 1944; A. Oras, Baltic Eelipos, Londra 1948; R. Indreko, Origin and Area of Settlement of the Fenno-Ugrian Peoples, Heidelberg 1948; Eesti (opera informativa), 4 voll., Groningen 1949; O. Loorita, Grundzüge des estnischen Volksglaubens, I. Lund 1949. Vello Salo

III. LETTERATURA

I primi libri in lingua estone (un ramo della famiglia ugro-finnica) sono alcuni

manuali religiosi cattolici del vescovo Giovanni IV Kievel e dei gesuiti Th. Busilus, J. A. Weltherus, W. Buccius (fino a noi è pervenuta la sola Agenda Parca del 16aa) e protestanti del secc. XVI-XVII; seguono manuali religiosi e pratici dei protestanti (Nuovo Testamento 1715, Bibbia 1739). Il folklore estone che ha assimilato molti elementi germanici è ricchissimo ed è stato raccolto dopo l'impulso dato da J. Hurt alla fine del sec. XIX. La lingua della classe colta rimanea lungo il tedesco; solo dopo il 1850 appaiono vere opere letterarie estoni.

Dopo libri di ispirazione pictistica (specialmente degli Herrnhuter) all'inizio del sec. XVIII nasce, sotto l'influsso dell'illuminismo, la letteratura laica popolare. Diede una caratteristica impronta alla cultura nascente una corrente romantica di colorito storico (diventura col tempo sempre più nazionale). Sullo sfondo della Società erudita estone (fondata nel 1838). F. R. Kreutzwald creò il Kalevipaeg (1861) epopea imitante la poesia popolare. Questa opera influenzò molto il risveglio nazionale e tutta quanta la letteratura risorgimentale, culminante nella lirica patriottica di Lydia Koidula. Alla fine del secolo si distinsero i «lirici puri» Julian Liiv ed Anna Hauva, mentre nella prosa si affermava il realismo di E. Wilde, E. Peterson-Sargava, A. Kitzberg. Attorno al 1905 i lirici G. Suits e V. Ridala ed il novellista e critico F. Tu-

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ESTONIA - Chiesa di S. Olav di Tallinn (sec. XIII).
(da E. Migliorini, La città dell'E., in La via d'Italia, giugno 1933, p. 137)
glas, corifei del movimento letterario-culturale Noor Eesti (Giovane Estonia), nonché il poeta E. Enno impostarono la cultura estone sul piano della cultura europea, con un distacco deciso da orientamenti contenutistici. Dopo il 1917 nuovi indirizzi vengono affermati dai lirici M. Under e H. Visnapuu, dallo scrittore A. Gallit e da altri facenti capo al dinamico movimento Siuru.

L'indipendenza conseguita nel 1918 crea condizioni favorevoli allo sviluppo di una cultura nazionale. Dopo un periodo di dominio di una lirica influenzata dall'Occidente, prevalse il realismo ed il naturalismo di A. Kivikas, H. Raudsepp, O. Luts, A. Jakobson, M. Messenuck e del notevole A. H. Tammsaare; i due ultimi trattano spesso soggetti religiosi. Altri prosatori degni di nota sono K. A. Hindrey, K. Ristikivi, A. Mälk e la scrittrice finnico-estone Aino Kallas. Si citano inoltre, fra i poeti, B. Alber, A. Talvik, B. Kangro.

L'arte figurativa e la musica estoni nel senso proprio ebbero inizio con il risveglio nazionale del sec. XIX e sono rappresentate dai pittori J. Köler, A. Laipman-Laikmaa, P. Burman, K. Raud, N. Tnik, K. Mägi, A. Wabbe, E. Ole, E. Wiralt, dagli scultori A. L. Weizenberg, A. Adamson, J. Koort, V. Melnik-Mellik, F. Sannamees, A. Starkopf-Rea e dai compositori A. Kapp, R. Tobias, M. Saar, J. Aavik, C. Kreek, H. Eller, E. Aav, E. Tubin.

Con l'annessione all'U.R.S.S. la vita culturale dell'E. è stata sottoposta all'ideologia marxista, mentre numerosi intellettuali continuano nell'emigrazione le tradizioni culturali dell'E. libera. In E. numerosi intellettuali sono stati deportati.

BIBL.: F. J. Wiedemann, Grammatik der estnischen Sprache, Pietroburgo 1875; Eesti Kirjandus (rivista filologico-storica), Tartu 1906 agg.; G. Suits, Die estnische Literatur, in Die Kultur der Gegenwart I, IX, Berlino-Lipsia 1908; Looming (rivista letteraria), Tartu 1923 agg.; O. Loomis, Etnische Volksdichtung und Mythologie, ivi 1932; A. Saareste, Die estnische Sprache, ivi 1932; E. Arto, Geschichte der estnischen Musik, I, ivi 1933; R. Paris, L'art estonien, ivi 1935; M. Kampmaa, Eesti kirjanduspo penjooned («Lineamenti della letteratura estone») 4 voll., 1ª ed., ivi 1933-38; L. Salvini, Sommario di storia letteraria dell'E., Roma 1940; G. Suits, Estnik Literatur, in Europas litteraturhistoria 1918-39, redatto da A. Lundkvist, Scoccolma 1946; E. Howard Harris, Literature in E., 2ª ed., Londra 1947; Id., Estonian literature in Exile, ivi 1949. Storia culturale: Verhandlungen der Gelehrten Estnischen Gesellschaft, Dorpat 1840 agg.; I. Manninen, Die Sachkultur Estlands, 2 voll., Tartu 1932; R. V. ENGELHARDT, ZEPHYRIN, Die deutsche Universität Dorpat in ihrer geistesgeschichtlichen Bedeutung, Monaco 1933; Acta & Commentationes Universitatis Tartuensis, 1921-40.

Otto A. Webermann

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“ESTONIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 399. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/estonia.