ECUADOR

ECUADOR. -

I. GEOGRAFIA

Il più piccolo degli Stati andini, cosiddetto perché attraversato

dall'Equatore. La sua superficie, dopo che fu chiusa con il trattato del 28 genn. 1942 la lunga contesa con il Perù, che interessava oltre 400 mila kmq. di territorio, si è ridotta a 256.074 kmq. Essa comprende un tratto delle Ande con inclusa una serie di elevati bacini, a fra questi l'altopiano di Quito (½ ca. del paese), una zona costiera (¼ del paese), in parte bassa e malsana, ed un lembo della pianura orientale, solcata da grandi affluenti dell'Amazzoni a rivestita da imponenti foreste. Appartiene all'E. l'arcipelago della Galápagos.

La popolazione ammontava nel 1948 a 3,4 milioni di ab. (13 per kmq.), costituita in maggioranza di indiani (48 %) e di meticci (30 %). Europei e creoli ne rappresentano appena l'8 %, e altrettanto i negri; i mulatti il 6 %. Gli Italiani sono ca. 2000.

L'E. è potenzialmente assai ricco, ma ancora poco valorizzato. I prodotti principali sono il cacao (di cui il paese è uno dei maggiori esportatori mondiali), il caffè, la canna da zucchero e il cotone; tra i minerali il primo posto è tenuto dal petrolio, anch'esso esportato.

Tolte poche tribù pagane viventi nel bassopiano ama-

zonico, la stragrande maggioranza della popolazione è cattolica. La lingua ufficiale è lo spagnolo.

L'E. è una repubblica parlamentare (bicamerale) unitaria; amministrativamente divisa in 16 province ed 1 territorio (regione orientale). Due sole le città importanti; la capitale Quito (260 mila ab.), che sorge sull'altipiano a 2850 m. s. m. e Guayaquil (216 mila ab.), che ne costruisce lo sbocco sul Pacifico.

BIBL.: T. Wolf, Geografía y geología del E., Lipsia 1892; R. Riccardi, E. Condizioni naturali ed economiche, Roma 1924; S. E. Izurieta - Merchán, Die wirtschaftliche Entwicklung. E't von 1900 bis zur Gegenwart, Lipsia 1939; A. B. Franklin, E.: Portrait of a people, Nuova York 1943. Giuseppe Caraci

II. EVANGELIZZAZIONE

Con Sebastiano de Belalcazar Francescani e Domenicani arrivarono in Quito. Le tribù indiane del paese dal sec. XV avevano fatto parte del regno degli Incas. Sotto il dominio spagnolo Quito formò dal 1563 una audiencia (provincia) del viceregno del Perù e dal 1739 del viceregno della Nuova Granada. Già nel 1545 fu eretta la diocesi di Quito. I Francescani e Domenicani eressero

doctrinas tra gli indiani della Sierra. Nel sec. XVII l'azione missionaria si estese verso l'est dell'audiencia. Gli Jivaros del sud-est, che avevano distrutto verso la fine del sec. XVI le colonie spagnole di Zamora, rimasero refrattari alla religione cristiana. I Domenicani però riuscirono a stabilirsi in Canelos e i Francescani dal 1632 intrapresero parecchie spedizioni missionarie verso est. I Gesuiti, andati nel 1586 a Quito, dal 1637 fondarono la missione dei Mainas lungo i fiumi Napo, Pastaza e Marañon e riunirono in 35 riduzioni 14.236 indiani cristiani (a. 1762). Dopo la loro espulsione i Francescani e Domenicani li sostituirono in parte. Purtroppo le missioni dell'est di Quito verso la fine del sec. XVIII cominciarono a declinare, per sparire, poi, quasi completamente durante le lotte d'indipendenza, ad eccezione della missione di Canelos.

Costituitasi la Repubblica dell'E., i governi impedirono lo sviluppo della Chiesa. Nel 1848 Quito fu elevata ad arcidiocesi con le suffraganee di Cuenca, erette nel 1786, e Guayaquil, eretta nel 1838. Sotto il presidente García Moreno (1861-65, 1869-75) nuove diocesi furono erette, nel 1862 Ibarra, nel 1863 Riobamba, nel 1866 Loja, nel 1871 Puerto Viejo. Nel 1863 fu concluso un concordato con la S. Sede. Nel 1869 i Gesuiti furono invitati a riprendere la loro attività missionaria nell'est dell'E. e nel 1871 fu eretto il vicariato apostolico di Napo. Furono ricondotti alla fede cattolica ca. 10.000 indiani. Nel 1886 la missione di Canelos fu riaffidata ai Domenicani dalla quale erano stati cacciati nel 1867. Trattative con la S. Sede condussero nel 1893 all'erezione dei vicariati di Napo per i Gesuiti, di Zamora per i Francescani, di Mendez y Gualaquiza per i Salesiani e della prefettura di Canelos y Macas per i Domenicani. Ma nel 1896 Gesuiti e Francescani furono di nuovo espulsi dalle loro missioni dal governo del presi-

dente Alfaro. Nel 1904 fu proclamata la separazione tra Chiesa e Stato e dal 1906 la religione cattolica non è più riconosciuta come religione dello Stato. I Domenicani e Salesiani poterono rimanere nelle loro missioni di Canelos e Mendez y Gualaquiza e fondarono parecchi centri di missione; i Francescani invece riuscirono soltanto nel 1921 a riprendere la missione di Zamora e nel medesimo anno il vicariato apostolico di Napo fu affidato alla Pia società di s. Giuseppe di Torino. Nel 1924 la parte settentrionale di Napo fu eretta a prefettura apostolica di S. Miguel de Sucumbios e affidata ai Carmelitani Scalzi; a loro pure fu affidata la prefettura apostolica di Esmeraldas eretta nel 1945 lungo l'Oceano Pacifico. Nel 1948 si eresse la diocesi di Amabato e il vicariato apostolico di Los Rios, affidato all'istituto spagnolo di S. Francesco Saverio per le missioni estere.

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(Ist. Dipartimento del Turismo - Ecuador) ECUADOR - Monte Turgurahua (m. 5087).
BIBL.: J. Chastre y Herrera, Historia de las misiones de la Compañía de Jesús en el Marañon Español 1617-1767, Madrid 1901; J. M. Vargas, Historia de la provincia de S. Catalina virgen y morir de Quito de la Orden de Predicadores, Quito 1942; J. Joussen, Historia de la Compañía de Jesús en la antigua provincia de Quito, 1370-1774, 2 voll., IV. 1941-1943; G. Arcila Robledo, La Orden franciscana en la América meridional, Roma 1948, pp. 71-108. Giovanni Rommerskirchen

III. STORIA MODERNA

Gli indiani di Quito, che avevano la loro sede nelle vicinanze dell'odierna capitale, vennero sottomessi verso il sec. X da una popolazione guerriera, i cui capi avevano il nome di Seyris. Questi ultimi a loro volta dovettero riconoscere la sovranità degli Incas. Diviso alla morte dell'Inca Huayna-Capac l'Impero tra i figli Atahualpa e Huascar, di cui il primo ottenne il regno di Quito ed il secondo Cuzco e l'impero meridionale, si ebbe ben presto un conflitto tra i fratelli, conflitto scoppiato nell'imminenza dell'arrivo degli Spagnoli di Francesco Pizarro.

La guerra fratricida facilitò grandemente la conquista spagnola e Quito cadde nelle mani di un luogotenente del Pizarro, il capitano Belalcázar. Nel 1563, a richiesta del consiglio municipale il quale lamentava la debolezza del governo reale in quella lontana provincia e gli abusi di giustizia ai quali questa circostanza dava luogo, fu creata l'audiencia di Quito: dal punto di vista amministrativo essa dipendeva dal viceré del Perù. L'estensione territoriale dell'audiencia era ben superiore a quella dell'E. odierno. Nel 1718 casa fu soppressa ed annessa al vicername della Nuova Granata, ma, ricostruita quattro anni dopo, fu nuovamente posta alle dipendenze di Lima, finché nel 1740 ritornò sotto la giurisdizione della Nuova Granata, e tale rimase fino alla proclamazione dell'indipendenza.

BIBL.: F. González Suárez, Hist. general de la República del E., 7 voll., Quito 1890-93; C. Pereyra, Hist. de la América española, VI, Madrid 1927, passim; C. Alcázar Molina, Los virreinos en el siglo XVIII, Barcelona-Buenos Aires 1945, passim; C. H. Harring, The Spanish Empire in America, Nuova York 1947, passim.

IV. STORIA CONTEMPORANEA

Tra la Nuova Granata e l'E. si iniziò subito, per questioni territoriali, una guerra che terminò con la sconfitta dell'E. a con l'annea-

sione alla Nuova Granata dei territori contestati. Primo presidente dell'E. fu il generale Flores. Nel 1835 gli successe Rocafuerte. Durante il mandato quadriennale di quest'ultimo, furono fatti approcci presso la S. Sede per il riconoscimento del nuovo Stato. Sebbene già nel 1827, con la provvista mota proprio alle sedi episcopali di Quito e di Cuenca, vi fosse stato un riconoscimento de facto del tramonto della sovranità spagnola in quelle terre, mancava tuttavia un riconoscimento ufficiale dell'indipendenza ecuadoriana; esso fu notificato nell'ag. 1838 dal card. Lambruschini, segretario di stato di Gregorio XVI, al ministro degli Esteri ecuadoriano. Nella politica interna della repubblica predominò la corrente radicale ed anticattolica fino alla presidenza di García Moreno. Salito quest'ultimo al potere, la religione cattolica godette di una posizione di privilegio. Furono fondate scuole, ospedali, ed altre opere assistenziali ed educative, che furono affidate ai Gesuiti, alle Dante del S. Cuore, alle Suore della Carità. In seguito il nuovo presidente inviò a Roma un plenipotenziario per trattare la conclusione di un concordato che fu firmato il 26 sett. 1862. La religione cattolica fu dichiarata religione dello Stato, l'istruzione e l'insegnamento dovevano esserci conformi alle dottrine cattoliche, i vescovi potevano liberamente comunicare con Roma e non dovevano incontrare alcun ostacolo nell'amministrazione delle loro diocesi. Nel 1865 García Moreno dovette lasciare la presidenza, e gli avversari ne approfittarono per dichiarare decaduto il concordato e per confiscare i beni ecclesiastici. Ritornato 4 anni dopo al potere, la Chiesa cattolica fu restituita nella sua posizione di privilegio, e l'E. per opera del suo presidente fu l'unico paese che protestò vivamente contro l'occupazione di Roma nel 1870, e contro l'illegittima situazione

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ECUADOR - Convento di S. Francesco a chiostro (sec. XVII) - Quito.
(fot. Dipartimento del Turismo - Ecuador)
così imposta alla S. Sede. Neppure dopo l'assassinio di García Moreno (1875) la Chiesa ebbe troppo a soffrire, sebbene le correnti anticattoliche di tanto in tanto riuscissero ad avere il sopravvento.

Il 2 maggio 1881, sotto la presidenza del generale Veintemilla, si procedette a Quito, da parte del delegato apostolico Mocenni e del ministro degli Esteri Vernaza, alla firma di un nuovo concordato, in complesso quasi identico a quello del 1862, salvo modificazioni introdotte all'articolo riguardante il foro ecclesiastico sul trasferimento ai tribunali civili delle cause non canoniche. L'8 nov. 1890 fu concluso un trattato sulla sostituzione delle decime. All'inizio del nuovo secolo le correnti radicali ottennero nel 1904 la denuncia del concordato e la separazione della Chiesa dallo Stato. La religione cattolica non è più considerata religione dello Stato, ed è semplicemente riconosciuta e tollerata alla pari di qualsiasi altro culto. Nel 1927 furono emanati alcuni decreti con cui si vieta a qualsiasi ecclesiastico straniero il soggiorno nella repubblica. Nel 1942, dopo una controversia durata oltre un secolo, l'E. ha definito i suoi confini con il Perù.

BIBL.: Una particolareggiata storia dell'E. è quella in 8 voll. di F. González Suárez, Historia general de la republica del E., 2 voll., Quito 1890-1904. Solle relazioni con la S. Sede e sulle condizioni della Chiesa cf. J. Schmidlin, Papstgeschichte der neuesten Zeit, 4 voll., Monaco di Baviera 1933-39, passim. Sul riconoscimento della repubblica da parte di Gregorio XVI cf. P. Leturia, Gregorio XVI y la emancipación de la América española, in Gregorio XVI. Miscellanea commemorativa, II, Roma 1948, pp. 205-252. Su García Moreno un breve profilo in F. Meda, Statisti cattolici, Napoli 1926, pp. 47-80, e la relativa voce. Il testo dei concordati trovasi nella Raccolta di concordati su materie ecclesiastiche tra la S. Sede e le autorità civili, a cura di Angelo Mercati, Roma 1919, pp. 983-99. 1001-13, 1079-88.

Silvio Furlani

V. ORDINAMENTO SCOLASTICO DELL'E

Dal 1914 si cominciarono da parte delle autorità scolastiche dei tentativi di dare alla scuola dell'E. la caratteristica di una educazione moderna secondo gli esempi all'estero. Dal 1914 al 1919 e dal 1921 al 1924 si segue l'istruzione tedesca e si formano escaletas del trabajo, pur risentendo anche l'influsso francese che si mescola alle tradizioni spagnole.

La fondazione dell'Istituto superiore di Pedagogia e Lettere a Guayaquil ha aperto le porte alle dottrine pedagogiche di Dewey, Kilpatrick, Washburn e Kandel che hanno contribuito alla riforma della istruzione del 1947 che ha per scopo un rinnovamento culturale morale e sociale dei gruppi etnici del paese e degli Indii principalmente. Particolare importanza nella riforma come nella

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ECUADOR - Facciata della chiesa detta « La Compagnia » (sec. XVII) - Quito.
(fot. Dipartimento del Turismo - Ecuador)
vita del paese assumono il Colegio Bolívar a Tulcán, l'Instituto Mejía a Quito e la Escuela de Artes y Oficios a Quito. Il sistema scolastico comprende giardini d'infanzia, 3114 scuole primarie, di cui 302 scuole private, e 35 scuole secondarie divise in Escuela de Enseñanza media e Colegios de Segunda Enseñanza. Gli studi secondari si dividono in umanistici classici, in scienze d'educazione e studi umanistici moderni. L'istruzione superiore viene impartita nella Universidad Central a Quito, nella Universidad del Azuay (Cuenca) e nella Universidad de Guayas (Guayaquil). Esistono 30 scuole di catechismo e preghiera, 26 scuole primarie e 7 scuole professionali che dipendono dalle missioni cattoliche. L'educazione del clero cattolico viene impartita in 3 seminari minori, in 2 collegi-seminari e in 3 seminari maggiori. - Vedi tav. III.
BIBL.: J. C. Lattes, Problemas de la Educación Ecuatoriana. Quito 1939; Bollettino di Levitazione scolastica comparata, a cura del Ministero della Pubblica Istruzione, 6 (1948), pp. 23 seg., e 263 seg. Mirolav Stumpf

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“ECUADOR.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 57. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ecuador.