Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950 Geografia Stati, regioni e città

ERITREA

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Noto anche come: inglese: Italian Eritrea; francese: Erythrée; Colonia Eritrea, Eritrea italiana

ERITREA - Asmara. Cattedrale moderna.
ERITREA - Asmara. Cattedrale moderna.
ERITRIA - 1) Confini di Stato; 2) Confini di circoscrizione ecclesiastica; 3) Ferrovie.
ERITRIA - 1) Confini di Stato; 2) Confini di circoscrizione ecclesiastica; 3) Ferrovie.

ERITREA. - Regione dell'Africa di NE. che trae nome dal mare che la bagna (Eritreo fu detto in antico il Mar Rosso) e corrisponde alla fascia costiera fra Ras Casar e Ras Dumeira, con la depressione dancala ed il lembo settentrionale (a N. del Tacazzè e del Mareb) dell'altopiano etiopico; in complesso 119.472 kmq.

Delle tre zone la prima, per lo più bassa e sabbiosa, è in sostanza una magra steppa, dal clima eccessivo, caldo asciutto; la seconda un vero deserto, in gran parte di natura vulcanica, e solo la terza si presta all'insediamento umano, elevata com'è in genere oltre i 2000 m., e perciò con clima temperato e sano e con suolo adatto specialmente alle colture estensive dei cereali ed all'allevamento. Ad occidente l'altopiano declina con pendio dolce verso un'altra fascia di basse terre (valle Gase) dove i forti calori estivi permettono diverse colture tropicali, e soprattutto quella del cotone, appena vi è possibile l'irrigazione.

Le risorse principali dell'E. sono la palma dum, il cotone, il caffè, i cereali (dura), i prodotti della pesca (perle, madreperla, e anche pesce commestibile) e dell'allevamento (pelli, carni scatolate) e, in misura minore, l'ore e il sale. Il commercio ha proporzioni modeste.

La popolazione (600 mila ab.) indigeno, costituita in prevalenza di Abissini (50 %), e Tigrini (19 %) cristiani (di rito copto) con minoranze musulmane (Deul Amer, Habab, Saho) e pagane (Cunama), è relativamente densa sull'altopiano, dove sorgono, con la capitale Asmara (90 mila ab. di cui 50 mila Italiani) i centri abitati maggiori. Sulla costa è il porto di Massaua (17 mila ab., di cui 6 mila Italiani). I nostri connazionali che erano 72,5 mila nel 1939, sono ora ridotti a poco più di 25 mila.

Colonia italiana dal 1882, annessa alla nostra Africa orientale nel 1936, conquistata dalle truppe alleate nel 1941, la sua sorte è tuttora indecisa.

Bibliografia3 opere
BIBL.: G. Stefanini, A. Desio, Le colonie, Rudi e le isole ital. dell'Egso, Torino 1928; A. Piccioli, La nuova Italia d'alternare, Milano 1924; Touring Club Italiano, Guida dell'Africa Orientale Italiana, ivi 1938. Giuseppe Caraci

ORGANIZZAZIONE ECCLESIASTICA

Prima dell'occupazione italiana l'E. non aveva una organizzazione ecclesiastica propria: dipendeva dal vicariato apostolico dell'Abissinia affidato ai Lazzaristi francesi. Soltanto nel 1894 (13 sett.) Leone XIII la eresse a prefettura apostolica indipendente affidandola ai Cappuccini italiani. Il lavoro del primo prefetto apostolico (p. Michele da Carbonara) tra le tribù fu interrotto dalla guerra tra Menelik e le truppe italiane (1895-97). Ma subito dopo fu ripreso con più lena e si costruirono chiese, laboratori e scuole.
Né fu trascurata l'attività scientifica, alla quale dette
largo contributo la pubblicazione di grammatiche e
vocabolari di lingue indigene.

ERITREA - Opere moderne di sbarramento sul fiume Gaea Tesfensi.
ERITREA - Opere moderne di sbarramento sul fiume Gaea Tesfensi.(per cortesia di M. Pellor)

Il 7 febbr. del 1912 la prefettura fu elevata a vi-
cariato apostolico. La moderna tipografia francescana di
Asmara, l'Istituto di S. Giuseppe per i meticci nella stessa
città, e il Seminario per la formazione del clero indigeno
a Cheren costituiscono una parte dell'attività apostolica
dai Francescani cappuccini. Per iniziativa del primo vi-
carlo apostolico (mons. C. Carrara) venne eretto in Roma
il Pontificio Collegio Etiopico.

Nel 1931 fu creato l'ordinariato per il clero e per i
cattolici indigeni di rito etiopico (alessandrino) retto da
mons. Chidané-Marvam Cassà. La giurisdizione del-
l'Ordinario indigeno, dopo la seconda guerra mondiale,
è stata estesa momentaneamente a tutti i fedeli di rito
etiopico di Abissinia.

La maggior difficoltà all'apostolato è costituita dal-
l'opposizione del clero monofisita e dei musulmani. -
Vedi tav. XXXVIII.

a) CHIESA CATTOLICA DI MASSAUA. b) CHIESA CATTOLICA DELLA MISSIONE DI CHEREN.
Tav. XXXVIII a) CHIESA CATTOLICA DI MASSAUA. b) CHIESA CATTOLICA DELLA MISSIONE DI CHEREN.(per cortesia di M. Pallas)
Bibliografia2 opere
BIBL.: P. Amedeo da Varazzo, Itinerario delle missioni cap- puccino, Roma 1935, pp. 14, 19; P. Galdino da Mezzana, La missione eritrea affidata ai Frati Minori Cappuccini di Milano, Milano 1912.

Carlo Santi

Informazioni sulla voce

Di Giuseppe Caraci, Carlo Santi

Fonte Giuseppe Caraci: firma a stampa; Carlo Santi: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 498–499.

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Caraci, Giuseppe, and Carlo Santi. “Eritrea.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 498–499. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/eritrea.

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Caraci, Giuseppe, and Carlo Santi. “Eritrea.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 498–499. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/eritrea.

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