FINLANDIA. -
I. GEOGRAFIA
Il territorio della F., ampio più dell'Italia (331-759 kmq.), ha forma all'ingrosso di quadrilatero, chiuso fra il Golfo di F. e l'Oceano Artico, il Golfo di Botnia e la depressione che si disegna dal Ladoga al Mar Bianco. Si tratta dicialmente nelle regioni meridionali. Favorite dall'abbondanza di forze idriche, ma ostacolate dalla mancanza di carbone, e di ferro, le altre industrie non sono per queste meno importanti (metallurgiche, meccaniche, tessili, chimiche, ecc.), ed anch'esse esportatrici.
La popolazione (4 milioni di ab.; 11 a kmq., assai più densa nella F. meridionale) è per 9/10 costituita dai Suomi, di stirpe finnica, che si differenziano dagli Svedesi abitanti in prevalenza nelle regioni di SO. (meno di 400 mila in tutto), cui è consentito l'uso della propria lingua.
Quanto a confessioni, i luterani formano il 66,2% del totale, mentre i cattolici sono ca. due migliaia. Solo la capitale Helsinki (Helsingfors) è un grosso centro urbano (oltre 300 mila ab.); nessuna delle altre città (Turku, Tampere, Vaasa) tocca i 100 mila ab. Sotroposta alla Svezia per oltre sei secoli e unita alla Russia nel 1809, la F. si proclamò repubblica democratica indipendente nel 1917. Nell'ultima guerra dovette cedere all'U. R. S. S. una parte dei suoi territori più ricchi; grave soprattutto la perdita del cosiddetto istmo di Carelia con la città di Viborg.
BIM.: H. Schrepfer, F. Friburgo 1920; E. Migliorini, F. e Stati Istitici, Roma 1937. Giuseppe Caraci
II. STORIA
L'evangelizzazione della F. cominciò intorno alla metà del sec. XII. Se ne fece promotore il re di Svezia Erik IX il Santo che si mise a capo di una crociata: in F. Enrico di Uppsala (v.). I risultati di questa impresa non furono però duraturi. Assassinato il vescovo, l'opera di evangelizzazione languì, come è dimostrato da un breve di Alessandro III (1171), in cui il Papa esorta l'arcivescovo di Uppsala ad interessarsi della diffusione del verbo di Cristo in F. Appena nei primi decenni del secolo successivo il cattolicesimo riprese vigore, grazie all'indefessa azione missionaria di Tomaso, Finnorum episcopus, il quale però nel 1245 si dimise dal proprio vescovato per essere fallita la crociata da lui condotta contro la città di Novgorod, il cui esercito, comandato da Alessandro Nevski, aveva sconfitto i crociati sulle rive della Neva (1240). Contemporaneamente la Svezia, sotto l'energia guida del jari Birger Magnusson, che era la massima autorità del Regno dopo il sovrano, fece nel 1249 una nuova crociata in F., che legò definitivamente la F. occidentale allo Stato svedese ed alla fede cattolica: allo stesso anno rimonta anche la fondazione del primo convento, quello domenicano di Åbo. Nel 1286 fu eletto canonicamente il primo vescovo, Johannes I, che trasferì ad Åbo la residenza vescovile che fino ad allora era stata stabilita a Nousia ed a Räntämäki. La pace di Nöteborg (1323) tra la Svezia e Novgorod, con cui si riconobbe la sovranità svedese sulla Carelia occidentale, apre nuove prospettive all'azione missionaria della Chiesa finlandese e durante il vescovato di Benedictus (1321-38) si gettano le salde fondamenta, su cui si reggerà la Chiesa diF. fino all'introduzione della «riforma» luterana. In questo periodo due altre figure di prelati sono degne di particolare menzione: Hemming (1338-66), che proseguì l'opera di organizzazione iniziata dal predecessore e che rafforzò la posizione della Chiesa in F. e Magnus II Tavast (1412-50) che è una personalità di massimo rilievo nella storia ecclesiastica medievale della F.
In F., come in Svezia, la «riforma» venne introdotta
da re Gustavo I Vasa il quale, dibattendosi lo Stato in gravi difficoltà economiche, intese procurarsi i mezzi finanziari al proseguimento della guerra contro la Danimarca (che voleva stabilmente riaffermare sulla Svezia e sulla F. il suo dominio) mediante l'incameramento dei beni ecclesiastici e la confisca delle decime. Il centro di diffusione delle idee protestanti di F. era la città di Viborg (Viipuri), dove studiò anche il massimo rappresentante del luteranesimo finlandese, Michele Agricola. Iscrittosi nel 1536 all'Università di Wittenberg, Agricola

(fot. Scandinavian Airlines System)
BIM.: Sulla storia generale della F. cf., tra la opere più recenti, E. Hornborg, Finlands hävder, Helsingfors 1926-33; W. Sommer, Geschichte Finlands, Monaco-Berlino 1938; E. Hornborg, Sverige och Ryssland genom tiderna, Stoccolma 1941; T. Theraun, Finlands väg genom tiderna, ivi 1948. Sulla storia ecclesiastica della F.; E. Bergroth, Sonnen kirkan historia päätpisteletöä, Borgi 1891; id., Sonnen kirkan, I-II, ivi 1902; W. Schmidt, Finlands kyrka genom tiderna, Stoccolma 1940. Su argomenti speciali di storia ecclesiastica finlandese durante il medioevo e la «riforma»: K. G. Leinberg,
De finha hlattreus historia, Helsingfors 1809; K. Stjerna, Erik den helige. En saaphistorisk studie, in Lunds Universitets årskrift 1808; E. Anthoni, Till avvecklingen av konflikten mellan hertig Carl och Finland, I-II, Helsingfors 1935; W. Schmidt, Die Zisterzimmer im Baltikum und in Finnland, IV 1940; R. L. Montini, Storia moderna della F. (1809-1940), in Finlandia, a cura di L. Salvini, Roma 1941, pp. 17-48; J. Jaakkola, Prens d'histoire de Finlande, Losanna 1942; A. Giannini, Profits della storia della F. (1757-1941), Milano 1942; A. Tosti, Monochette a il dramma della F., Bologna 1940. Silvio Furlani
III. VICARIATO APOSTOLICO di F
La succes-sione apostolica dei
vescovi cessò quan-
do il re luterano di
Svezia, Gustavo I
Vasa, pose alla te-
sta della diocesi
di Åbo l'aposta-
ta Martino Skitte
(1528-50). Da al-
lora cominciò la
persecuzione che
ebbesolo una breve
tregua sotto il re-
gno di Giovanni
III e di suo figlio
Sigiamondo re di
Polonia e di Sve-
zia. Soltanto nel
1721 cominciò a ri-
vivere il cattolice-
simo per opera dei
soldati polacchi
nella provincia di
Viborg passati alla
Russia. Nel 1781
cessò nella parte
svedese la proi-

restò proibita ogni propaganda cattolica ed i missio-
nari furono ripetutamente cacciati. Nel 1857 l'arci-
vescovo di Mohilew che aveva giurisdizione su
tutti i cattolici del territorio russo (esclusa la Polonia)
inviò in F. un cappellano per i militari. Nel 1860 ad
Helsinki venne richiesto un altro sacerdote e alcune
suore tedesche le quali dovettero poi ritirarsi (1880)
per mancanza di risorse. I cattolici si prodigarono
allora per trovare i fondi necessari alla loro Chiesa,
ma, poiché la legislazione non conosceva alcuna
forma autorizzata per una associazione di persone
professanti la religione cattolica e che potesse ser-
vire di base sicura per fissare il trattamento del clero,
domandarono esplicitamente all'autorità civile il
permesso di fondare ad Helsinki una parrocchia
cattolica. La richiesta sottomessa alla facoltà di di-
ritto dell'Università, ottenne risposta affermativa
nel 1897 la chiesa costruita ad Helsinki (1860) e
servita da cappellani militari ebbe il grado di par-
rocchia alle dipendenze della arcidiocesi di Mohi-
lew. Il numero dei cattolici indigeni crebbe lenta-
mente e nel 1912 si poté aprire per essi una nuova
chiesa. Nel 1917, avendo la F. ottenuta l'indipen-
denza, la S. Sede ne fece un vicariato apostolico
autonomo (8 giugno 1920) distaccandolo dalla dio-
cesi di Mohilew.
Il vicariato abbraccia tutto lo Stato finnico compreso
tra il Golfo di F., il Golfo Baltico, il Mare delle Aland,
il Golfo di Botnia e il Lago Ladoga con una superficie di
kmq. 377.113. Il primo titolare della missione, mons.
Michael Buks, fu consacrato vescovo il 15 ag. 1923 a
Helsinki dal card. Guglielmo Van Rossum, prefetto della
S. Congregazione di Propaganda Fide assistito dai ve-
scovi cattolici di Svezia, di Norvegia e di Danimarca.
In F. vi è piena libertà di culto per ogni religione o con-
fessione religiosa. Su tutto però ha assoluta prevalenza
la Chiesa nazionale che è chiesa di Stato e come tale di-
pende dal presidente della Repubblica. Essa è evangelico-
luterana e raccoglie quasi la totalità della popolazione (ca.
3.500.000) raggruppata in quattro vescovati (Qula, Porvoo,
Tampere, Viipuri) e un arcivescovato (Turku). I protestanti
aderenti ad altre confessioni ammontano a 10.000 mentre i
cattolici, per la quasi totalità discendenti di soldati polacchi,
che dopo aver fatto
servizio militare fini-
rono per stabilitività,
raggiungono appena
i 2000. Uguali nu-
mero è dato dagli
Ebrei. I cattolici in-
digeni sono in parte
di origine finnica e
in parte di origine
svedese. Tra le classi
colte si non è un form
interesse per la sto-
ria del cattolicesimo
data. L'importanza
ch'esso ebbe in un
periodo splendido
della nazione. Nel
1940 la S. Congrega-
zione di Propaganda
Fide, da cui il vica-
riato dipende, auto-
rizzò i Domenicani
ad aprire un centro
di studi cattolici ad
Helsinki per facilita-
re le relazioni cul-
turali della F. con
l'estero e in special
modo con i paesi di
origine latina. Una buona biblioteca cattolica accessibile ai
dotti e ai professori potrà guadagnare alla Chiesa Apostolica
Romana grande prestigio e simpatia. Il vicariato di F. com-
prende quattro parrocchie cattoliche (Helsinki, Viipuri, Tur-
ku e Terijoki). Il clero conta 7 sacerdoti missionari del S.
Cuore e 3 preti secolari. Al servizio delle opere di carità vi
sono 14 suore che dirigono due collegi, gli unici della missio-
ne. La scuole cattoliche sono appena due mentre quelle pro-
testanti ammontano a 10.000 classi primarie, 75 prepara-
torie, 9 per minorati, 3 università (una ad Helsinki e due
a Turku), un politecnico, 359 istituti professionali. La
situazione giuridica della Chiesa cattolica in F. è ammal-
mente normale. Come tutte le altre religioni essa gode
della protezione dello Stato e può esercitare liberamente
la sua attività. Il fatto che la Chiesa cattolica non goda
del diritto di erigere conventi propriamente detti, non
è in realtà che una clausola teorica: vi sono, ad es.,
dei religiosi e delle religiose che senza alcuna difficoltà
possono occuparsi della educazione e della istruzione della
gioventù. L'organo dell'amministrazione civile finlan-
dese, che si occupa delle questioni relative alla Chiesa
cattolica, è il Ministero dell'istruzione pubblica.
BIBLIOT. AAS, 12 (1920), pp. 268-66. Archivio Prop. Fide,
Relazione quinquennale 1940, pos. 3316/48; id. Lettere di Prop.
Fide, pos. nn. 1549/46, 2122/46, 4681/48, 1937/49, 2237/49;
R. Henry, La question de Finlande au point de vue juridique, Parigi
1910, p. 9; La Finlande, aperçu de l'organisation politique et admi-
nistrative, Helsinki 1921, p. 8 agg.; K. Willinen, Den historiska
utvecklingen av Finlande forvaltningratt, Helsingfors 1934, p. 15
agg.; A. Inkinen, L'Eglise catholique en Finlande et sa situation
juridique, Bourges 1936, pp. 1-44; Kustannusosakeyhtiö Kivi,
Finlande Illustrade, Helsinki 1949, pp. 1-40. Antonio Marzi
IV. LETTERATURA
La letteratura finlandese è tra le più giovani di Europa: nonostante il fatto che la popolazione svedese rappresenti, in F., soltanto un decimo della popolazione complessiva, l'appartenenza per sei secoli della F. al regno di Svezia ha avuto per conseguenza che la lingua e lacultura svedese dominassero in tutto il paese (per la letteratura di lingua svedese in F., V. SVEDESE LETTERATURA). È caratterizzato il fatto che soltanto nella seconda metà dell'Ottocento il finlandese sia stato gradualmente riconosciuto come lingua ufficiale, accanto allo svedese. Il periodo della dominazione russa (1809-1917) ebbe invece scarso influsso sulla vita culturale della nazione, pur continuando a restare le condizioni generali sfavorevoli per il popolo finnico. Di una letteratura finlandese, nel senso artistico del termine, si può soltanto cominciare a parlare in pieno Ottocento. In epoca anteriore è da ricordarsi più che altro Michele Agricola, che tradusse il Nuovo Testamento (1548) e parte del Vecchio. Una grammatica finnica, opera di E. Petracus, vide la luce nel 1649.
Nel clima del romanticismo, in un ambiente di cultura nettamente svedese, Elias Lönnrot (1802-84) volle richiamarsi direttamente alla poesia popolare finlandese. Videro così la luce dei canti popolari che in breve destarono l'attenzione di tutta l'Europa colta e che rivelarono i valori sino ad allora ignorati della F. Il poema nazionale finlandese, il Kalevala, fu appunto composto dal Lönnrot con parte del materiale folkloristico raccolto; un vetustissimo tesoro di leggende venne scelto ed armonizzato dal poeta: l'edizione definitiva (1849) conta di cinquanta canti. In un ambiente di acceso sentimento nazionale e di incipiente libertà politica Alexis Kivi (1834-72) può considerarsi il primo notevole scrittore moderno, di orizzonte veramente europeo. Di lui si ricorda: I sette fratelli, romanzo permeato ad un tempo di spunti realistici e lirici a svolgentesi in un rude clima di solitudine boscosi. Tra i lirici sono da menzionare Kaarlo Kramau (1855-95), poeta del pessimismo, rievocatore - nelle sue ballate - di dolorosi episodi della storia finnica, e August Ahlqvist (1856-80), più noto con il nome di Oksanen.
Negli ultimi decenni del sec. XIX si venne affermando nella letteratura finlandese, sulle orme dell'Europa occidentale in genere e della Scandinavia in particolare, un orientamento realistico e sociale, intrecciato peraltro a correnti neoromantiche, che vogliono sottolineare i valori nazionali e quelli più specificamente poetici contro il prevalere di un dilagante contentismo. In pochi decenni la giovanissima letteratura finlandese mostra, insomma, i segni di una rapida maturazione e l'attitudine ad assimilare i più svariati aspetti della cultura europea.
Minna Canth (1844-97) passò dal romanticismo ad accenti realistici e socialistici: scrisse romanzi e racconti ispirati all'ambiente proletario. Arvid Järnefelt (1861-1932) subì in notevole misura l'influsso di Tolstoj. Juhani Åbo (1861-1921), oltre ad essere un maestro di stile e di lingua, è un fino psicologo. Da ricordare pure, accanto a costoro, Teuvo Pakkala, Santeri Ivalo e Kasimir Leino.
A mano a mano che si avvicina il momento della indipendenza nazionale, la letteratura finlandese sembra liberarsi sempre più dai binari obbligati che caratterizzano spesso gli inizi delle giovani letterature. Con Eino Leino (1878-1926) si riaffermano anzitutto i valori lirici, ma egli si è pure affermato nel teatro e come narratore; classica e la sua traduzione della Divina Commedia. Otto Manninen (n. nel 1872) si caratterizza per la sua musicalità ed è anche notevole come traduttore di grandi poeti antichi e moderni (da Omero a Heine ed a Petőfi). Johannes Linnankoski (1869-1913) è noto specialmente per un romanzo, Il canto del fiore rosso, svolgentesi, con sensibilità moderna, in ambiente primitivo, e per un « romanzo rustico », I Juggiacchi. Aino Kallas (n. nel 1878), moglie di uno scrittore estone, si è generalmente ispirata all'ambiente estone ed ha trattato pure con finezza problemi di psicologia femminile. Larin Kyösti (n. nel 1873) è un poeta ricco di fantasia, talvolta a sfondo fiabesco; Kasimir Leino (1866-1919) è stato non a torto avvicinato ai parnassiani. V. A. Koskenniemi (n. nel 1885) è un poeta di gusto classico, noto anche come studioso di Lucrezio, Goethe e Kierkegaard.
Sarebbe peraltro impossibile citare tutti i nomi più salienti che si sono venuti affermando in questa prima
metà del sec. XX nella letteratura finlandese. Basti perciò a ricordare Frans Emil Sillanpää (n. nel 1888; premio Nobel 1939), che, dopo aver preso i suoi spunti iniziali dal norvegese Hamsun, si è venuto affermando come il più notevole narratore finlandese moderno. Nei suoi racconti si rispecchiamo i più diversi ambienti sociali, sullo sfondo della campagna. Di lui vanno ricordati Vita e sole, Pia miseria, Vegliati dagli angeli, Il cammino di un uomo, Morta giovane (noto anche con il titolo Sifja).
La vita culturale della F. ha risentito in notevole misura delle agitate vicende degli ultimi 19-40 anni. L'indipendenza nazionale (1917) ha enormemente contribuito all'affermazione della cultura e alla sua emancipazione da un clima permeato fortemente di elementi stranieri. Dolorosissime sono state invece le conseguenze della seconda guerra mondiale, connesse con la perdita di parte del territorio nazionale e con gravi distruzioni. Peraltro la tenace volontà di vita del popolo finlandese ha saputo superare queste dure prove: l'attività culturale ha ripreso in tutti i campi, con una energia sorprendente.
V. ORDINAMENTO SCOLASTICO DELLA F
La costituzione finlandese prevede l'istruzione individuale e nazionale. È garantita la libertà di coscienza e il diritto delle minoranze. La frequenza della scuola elementare è obbligatoria e gratuita e dura 7 anni. È il dovere del maestro della scuola elementare di conoscere la sfera d'interesse dello scolaro per indirizzarlo verso la giusta professione della vita. La scuola elementare viene perciò considerata come base della vita finlandese in quanto svela le doti degli scolari selezionandoli. La istruzione è informata alle dottrine pedagogiche di Comenius e di Pestalozzi. L'influsso di Comenius si fece sentire già nel 1649 ed è molto forte specialmente nelle scuole della minoranza svedese. Il Governo si sforza di portare l'istruzione elementare nelle regioni impraticabili.Il numero degli analfabeti è del 0,8 %.
Il sistema scolastico comprende quattro tipi di scuole: elementari, secondarie chiamate scuole di erudizione, scuole d'erudizione sociale e l'università.
Le scuole elementari vengono divise in scuole elementari della durata di 2 anni, in scuole elementari superiori della durata di 4 anni, in doposcuola della durata di un anno.
Le scuole secondarie comprendono la scuola media della durata di 5 anni, scuole superiori per ragazzi della durata di 8 anni e le scuole superiori per ragazze della durata di 9 anni. Le scuole d'erudizione sociale comprendono le varie scuole professionali, 51 università popolari e 34 istituti di lavoro chiamati pure istituti liberi. Le università sono a Helsinki (fondata nel 1640 ad Åbo e trasportata a Helsinki nel 1828), università svedese ad Åbo (fondata nel 1918) e università finlandese ad Åbo (fondata nel 1922).