MODERATI. - Coloro che, nell'epoca del Risorgimento, si opponevano sul piano politico-sociale sia al tutto mutare sia al tutto mantenere.
Precursori di questa visione della realtà politica possono considerarsi alcuni uomini della restaurazione postnapoleonica contrari sia all'astrattismo giacobino che voleva far di tutto tabula rasa, sia all'astrattismo reazionario avverso a qualsiasi pur utile innovazione: naturalmente questi uomini della restaurazione e i loro sostenitori (p. es., vedi il card. Consalvi) agivano più per una tattica empirica e per un equilibrato buon senso che per una vasta visione teorica; e poi comunque, se sentivano le esigenze e i gusti di una eredità del dispotismo illuminato (come sarà per i m. propriamente detti), non accettavano il liberalismo dottrinario francese. I veri m., se accettano la persuasione degli uomini della restaurazione che sia necessario essere sia contro i reazionari sia contro i rivoluzionari, sono poi schiettamente liberali nel metodo (per cui si vuole agire nella vita politica non con la forza ma con la trasformazione delle idee) e nella stessa teoria dello Stato costituzionale. Evidentemente il termine m. è talora vago, perché vi rientrano uomini di diversissima formazione: dal Balbo, così tipicamente antidemocratico, al D'Azeglio, sostenitore della sovranità popolare. Il
