EULALIO, ANTIPAPA

EULALIO, ANTIPAPA. - Alla morte di Zosima, avvenuta il 27 dic. del 415, i diaconi romani si impadronirono della basilica del Laterano impedendone l'ingresso al rimanente del clero, ed elessero pontefice il loro capo E. Ma i preti riuniti in un'altra chiesa elessero Bonifacio. L'uno e l'altro furono consacrati la domenica successiva, 29 dic. Ognuno dei contenenti si stimava legittimo papa, onde conflitti e lotte che turbavano la tranquillità pubblica.

E., appoggiato dal prefetto Simma-co, ebbe dapprima anche il favore imperiale; ma quando il partito di Bonifacio riuscì a far conoscere all'Imperatore il vero stato delle cose, fu convocato a Ravenna per il febbr. successivo un concilio, nel quale fu deciso che ambedue i contendenti fossero allontanati da Roma. Bonifacio obbedì, ma E. sostenuto dai suoi partigiani tentò durante le feste pasquali di impadronirsi del Laterano; fu allontanato con la forza e posto sotto custodia. Ciò gli tolse il favore imperiale, poiché Onorio lo dichiarò decaduto dal diritto al pettorato (414), riconoscendo Bonifacio come legittimo pontefice, il quale poco dopo veniva accolto a Roma con acclamazioni di gioia. E fu relegato nella Campania dove oscuramente morì.

BIBL.: Lib. Pont., I. p. 227; Epistulae Importantum Pontificum aliorum, ed. O. Guenther (CSEL, 35), Vienna 1895, pp. 50-80; L. Duchesne, Histoire ancienne de l'Eglise, III, Paris 1920, pp. 247-50; E. Caspar, Geschichte des Papismus, I, Tubinga 1930, p. 361 seq.