EUSEBIO DI DORILEO

EUSEBIO di DORILEO. - Laico zelante e dottor, molto in vista a Costantinopoli, poi vescovo di Dori- leo. Reagì pubblicamente contro Nostorio durante il discorso tenuto nel Natale 428, ed affisse una pubblica accusa contro di lui ove lo additava colpevole della stessa eresia di Paolo di Samosata. Condannato a Nestoria, egli, già vescovo di Dorileo ed amico di Eutiche, non esitò a presentare a Flaviano, vescovo di Costantinopoli, l'8 nov. 448, accusa formale contro l'eresia di Eutiche.

Durante il latrocinio efesino - Dioscoro ottenne che ad E. fosse fatto divieto di presentarsi, nonostante le proteste di Flaviano e dei legati pontifici. Eutiche fu riabilitato e Flaviano ed E. condannati, depositi ed in prigioniati. E., dopo aver fatto recapitare al Papa un appello da due suoi chierici, riuscì a fuggire e si rifuggì a Roma, ove era ancora presente nell'apr. 451 (lettera di S. Leone Magno - Pulcheria, Epist., LXXIX, 3; PL 54, 912). Apertosi il Concilio di Calcedonia, egli inviò all'imperatore Marciano e al Concilio un esposto, che chiedeva giustizia per sé - Flaviano ed accusava Diocle- scoro di eresia. Seguì immancabilmente la riabilitazione di E. e la condanna di Diocle- scoro. E. però prese parte al'approvazione del can. 28, che stabiliva la supremazia d'onore, dopo Roma, della Chiesa di Costantinopoli, nonostante il rifiuto dei legati papali. Non si conosce la data della sua morte.

BIBL.: Hellec-Leclercq, II, pp. 517, 521, 551 sq.; L. Da- chesne, Histoire ancienne de l'Eglise, III, Parigi 1970, passim. Cf. inoltre: G. Bercille, Eusebe de Doryle, in DTHC, V, coll. 1532-37; Dict. of Christian Biogr., II, pp. 356-58. In questi articoli si troverà l'indicazione delle fonti, tra cui si notano: S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S., S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S. S.