FALLOPPIO, Gabriele. - N. a Modena nel 1523, m. a Padova il 9 ott. 1562. Discepolo a Ferrara di Musa Brasavola, rinunciò a un canonicato per darsi ai suoi studi prediletti di anatomia di medicina. A 24 anni (1547) salì alla cattedra di anatomia nello Studio di Ferrara. Passò poi a quello piano finché, nel 1551, la Repubblica di Venezia lo chiamò lettore nell'Ateneo di Padova dove successivamente tenne le cattedre di anatomia, di schiurgia, e dei semplici. Di grande sapere, spesso richiesto della sua opera, curò illustri infermi a Milano, Firenze, Roma; in viaggi per istruzione personale, si recò in Francia e in Grecia.
La sua opera scientifica riguarda principalmente la chirurgia e l'anatomia; ma si occupò anche di terapeutica, idrologia, clinica medica, sifilide. Innumerevoli le sue scoperte anatomiche; geniale nel prescrivere nuovi metodi profilattici, terapeutici, ortopedici.
Tra i suoi scritti: Observationes anatomicae in libros quinque digestae (ivi 1561); Expositione in librum Galeni de subus (Venezia 1570); De compositione medicamentorum cuci accesserunt tabulae eiusdem de cauteris (ivi 1570); Com- pendium de anatomie corporis humani (ivi 1571).
Gustavo Maria Apolloni