FARHÄT, GERMANO

FARHÄT, Germano. - Arcivescovo, n. in Aleppo il 20 nov. 1870, m. ivi il 10 luglio 1732. Studiò nella scuola maronita diretta da Pietro Tuliàvi, allun-nò del Collegio maronita di Roma. Nel 1695 entrò nel nascente Ordine antoniano maronita ma ne uscì quando sorse la questione se si dovesse avere un indirizzo contemplativo attivo. Composto il dis-sidio, nel 1705, F. rientrò nell’Ordine. Superiore generale dal 1716 al 1724, fu consacrato arcivescovo d’Aleppo nel 1725, dove riorganizzò la Scuola maronita, in cui uomini colti insegnavano e scrivevano libri in arabo sotto la sua guida.

Tra le numerose e svariate sue opere notiamo un dizionario arabo (Baba’l-’a’dah); una grammatica pure araba (Baha’l-Mata’dah); che, più volte stampata e annonata, è rimasta in uso nelle scuole fino ai tempi nostri; precetti di eloquenza (Fasl al-’hita’dah), libro che, per il suo pregio, fu prima stampato dai protestanti, benché con alterazioni, quindi fu poi ristampato dall’originale nel 1867; il Divan, ossia raccolta di poesie sue da lui scelte, di cui esistono varie edizioni.

Bibl.: G. Manas, in al-Masriq, 7 (1904), pp. 49-56, 105-117; 2. 120-119; G. Debs, Ta’rih Sirijiah, VIII, Beirut 1905, p. 543 sgg.; F. Tautel, Mons. G. F., directeur d’âmes, in al-Masriq, 32 (1934), pp. 261-272; J. Kratschowsky, s. V. in Enciclopédie de l’Islam, Supplement, Leida-Parij 1936, pp. 82-84.

F.A.R.I.: V. FEDERAZIONE ASSOCIAZIONI RICRE- TIVE ITALIANE (F.A.R.I.).