FARINA, Filippo. - Generale pontificio e ministro delle Armi, n. a Ronciglione (Viterbo) nel 1795, m. a Roma il 9 luglio 1857. Il 27 ott. 1816 entrò nel corpo dei carabinieri pontifici (gendarmeria), raggiungendo il grado di colonnello ispettore dell’arma, a molto distinguendosi specialmente dal punto di vista organizzativo ed amministrativo. Alla fine del 1848, per non servire la Repubblica, si ritirò a vita privata, finché nel luglio 1849 rientrò in servizio, facendo parte della Commissione franco-pontificia preposta alla riorganizzazione dell’esercito. Per i suoi meriti fu nominato sostituto del ministro delle Armi il 14 febbr. 1851, pro-ministro nell’ag. dello stesso anno, e generale di brigata il 5 luglio 1853.
Al F. risale il merito della ricostituzione dell’Istituto dei Cadetti, buona scuola di reclutamento per sottotrentenni delle varie armi, e quello d’aver contribuito al formarsi di ottimi quadri di ufficiali sia indigeni che esteri, quadri di cui si valsero tanto il De Merode e il De Lamoricière, quanto il Kanzler. A giusta ragione, quindi, Pio IX gli affidò il 5 dic. 1854 l’intera responsabilità del dicastero delle Armi, annoverandolo nel marzo 1855 fra i suoi camerieri segreti di cappa e spada.