FAREL, GUILLAUME. - N. a Gap nel 1489, m. a Neuchâtel il 13 sett. 1565. Studiò a Parigi, dove attratto dal riformatore Le Fèvre (1509), si mise in contatto con la comunità luterana sorte a Meaux

(da J. Schuster, L'impartiale abbazia di F., Roma 1821)
A Basilea (febbr. 1524), sostenuto da Ecolampadio, tenne una pubblica disputa; invitato ad andar via per aver attaccato Erasmo, passò a Montbéliard, a Strasburgo, a Berna. Nel 1532 predica in Savoia; di là passa a Ginevra, dove s'incontra con Calvino. Nel 1538 è espulso insieme a Calvino da Ginevra, e si stabilisce come ministro del nuovo culto a Neuchâtel. A mano a mano che Calvino sale sulla scena delle vicende religiose e politiche, il F. perde importanza. Nel 1558 sposa una vedova, Maria Torel, rifugiatasi a Neuchâtel per motivi religiosi.
Ebbe una vita tormentosissima e agitata. Carattere impulsivo e violento, come lo dissero gli stessi amici, fu il capo della «riforma» nella Svizzera prima di Calvino. Non fu un teologo, né hanno alcuna importanza le sue tesi dogmatiche che rispecchiano i luoghi comuni della controversia protestante.
