FARNESE, FAMIGLIA. - Le sue origini non sono ben conosciute. Sembra che abbia tratto il nome, tra i se. xi e il xii, dal suo feudo di *Castrum Farneti*. Fino al Quattrocento i F. furono piccoli feudatari a servizio di diverse città, e particolarmente di Viterbo di Orvieto.
Il più antico documento che li concerne attesta che nel 1154 PRUDENZIO F. ricevette, quale rappresentante di Orvieto, il papa Adriano IV. Pietro difese quella città contro Enrico VI, un altro Pietro andò in aiuto di Firenze, quando fu minacciata da Arrigo VII. Gundo fu vescovo di Orvieto nel 1392, e nel 1399 ne consacrò il Duomo. Durante lo scisma i F. rimasero fedeli ai papi legittimi; ma sebbene favoriti da questi, conservarono la loro condizione di nobili del contado, che avevano i loro possessi nella zona del Lago di Bolsena. Con RANUCCIO il Vecchio (m. intorno al 1460), i F. si trasferirono a Roma. Ranuccio fu fatto senatore nel 1477, e da Martino V e da Eugenio IV ebbe benefici e vicariati (Monte, La terra, Canino). Con i figli di Ranuccio i F. entrarono nell'aristocrazia romana: GABRIELE sposò Isabella Orsini, e Pier Luigi Giovannella Caetani di Sermoneta. Un figlio di Gabriele, RANUCCIO, morì nella battaglia di Fornovo; da Pier Luigi nacque BaronTommeo, che dette origine al ramo dei F. di Latera (che si estinse nel 1668); Giulia, sposata a Orsino Orsini, famosa per la sua bellezza e per la diceria dei suoi amori con Alessandro VI (su figlia Laura sposò Niccolò della Rovere, nipote di Giulio II); ALESSANDRO, Paolo III (v.), Questi, prima di prendere gli Ordini, aveva avuto alcuni figli naturali, dei quali ottenne la legittimazione da Giulio II e da Leone X; PAOLO e RANUCCIO, che morirono in giovane età, COSTANZA e PIER Luigi. Pier Luigi (m. nel 1547), dopo aver militato nell'esercito imperiale, con il quale partecipò al Sacco di Roma, fu da Paolo III,
Carlos V; così la Spagna, se perdette le province del nord, si assicurò definitivamente il dominio di quelle meridionali. Alessandro coronò la sua opera con la riconquista di Anversa (su Alessandro F., è fondamentale: L. Van Der Essen, Alexandre Farnèse, prince de Parma, governateur général des Pays-Bas, 4 voll., Bruxelles 1933-35).
Da Maria di Borgogna, nipote del re di Portogallo, egli ebbe: Edoardo (m. nel 1626), vescovo di Tuscolo e cardinale; Margherita, che andò sposa a Vincenzo I Gonzaga e, ripudiata, si fece monaca; Ranuccio I (m. nel 1622), che gli successò nel ducato. Da Ranuccio e da Margherita Aldobrandini, nipote di Clemente VIII, nacquero: Maria, che fu moglie di Francesco I di Modena; Vittoria, che alla morte della sorella sposò il cognato; Francesco (m. nel 1647), cardinale; ed Edoardo (m. nel 1646), che successò al padre sul trono. Nel sec. XVII i F. non ebbero più che un'importanza secondaria nella politica italiana. Ciononostante Edoardo nutrì ambiziosi disegni di espansione. Nella guerra per la successione di Mantova si schierò con la Spagna; combatté contro i Barberini e contro Urbano VIII la guerra detta di Castro, nella quale perdette questo castello che però gli fu poi restituito. Da Margherita, figlia di Cosimo II de' Medici, Edoardo ebbe: Alessandro (m. nel 1687), che servì Venezia sotto Francesco Morosini, e Ranuccio II (m. nel 1694), suo successore nel ducato. Ranuccio rinnovò la lotta contro i Barberini, protetti da Innocenzo X: nel 1648 Castro fu presa dalle milizie papali e distrutta. Ranuccio sposò Margherita di Savoia, poi Isabella d'Este e infine Maria, sorella di Isabella. Da Margherita ebbe: Edoardo (m. nel 1693); Francesco (m. nel 1727), che sposò Dorotea di Neuburg, vedova di Edoardo; Antonio (m. nel 1731). La figlia di Edoardo, Elisabetta (v.), fu data in moglie a Filippo V re di Spagna. Poiché né Francesco né Antonio ebbero figli, il card. Alberoni, che aveva combinato quel matrimonio, se non riuscì nel suo tentativo di restaurare in Italia il dominio spagnolo, ottenne tuttavia che la quadruplice alleanza, col trattato dell'Aia, assegnasse il ducato di Parma e Piacenza a don Carlos, figlio di Filippo V e di

nel 1537, nominato gonfaloniere della Chiesa; ebbe da lui Castro e Rocciglione, e nel 1545 la signora di Parma e Piacenza eretta in ducato. Poiché tale concessione fu fatta senza il consenso di Carlo V, allora in disaccordo con il Papa per le questioni del concilio, una congiura ordita dai nobili di Piacenza contro il nuovo duca trovò connivente il viceré di Milano. Pier Luigi fu ucciso, Piacenza occupata in nome dell'Imperatore, e Parma consegnata ad un rappresentante del Papa.
Da Pier Luigi nacquero: Vittoria, che andò sposa a Guidobaldo della Rovere duca d'Urbino; Alessandro (m. nel 1589), arcivescovo di Parma e cardinale, che a Roma costruì il Gesù, la Farnesina e la villa sul Palatino; Ranuccio (m. nel 1565), arricchì vescovo di Napoli e cardinale, celebrato per la vasta cultura e gli'incorretti costumi; Orazio (m. nel 1553), duca di Castro e prefetto di Roma, che sposò Diana, figlia naturale di Enrico II, combatté per la Francia contro Carlo V e morì alla difesa di Hedin; Ottavio (m. nel 1584), che successe al padre nel titolo du- cale. Giulio III, essendosi riconciliato con Carlo V, nel 1590 fece restituire Parma a Ottavio; ma l'anno seguente, essendosi il Papa dimostrato propenso a consentire l'occupazione spagnola di Parma e Piacenza, Ottavio si alleò con la Francia. La Spagna e il Papa mossero guerra al duca, ma nel 1592 fu con- clusa una tregua, e dopo la pace venne riconosciuto al duca il possesso di Parma. Più tardi (nel 1597) Ottavio riebbe anche Piacenza da Filippo II. Il figlio di Ottavio, Alessandro (m. nel 1545, m. nel 1592) fu al servizio del re di Spagna. Combatté a San Quintino e a Lepanto. Nominato governatore delle Fiandre, riuscì con la sua abilità a spezzare l'a unione di Gand: poiché le province del sud, cattoliche, si erano sollevate solo in difesa delle loro autonomie che Filippo II aveva voluto abolire, Ales- sandro ripristinò i privilegi di cui godevano sotto