FARMACOLOGIA

FARMACOLOGIA. - La parola, introdotta nel vocabolario medico nel 1600, nella sua etimologia significa studio dei farmaci (medicamenti e veleni) e in principio si confuse con la terapia medicamentosa. Con il progresso delle conoscenze, soprattutto con l'individuarsi della fisiologia, della chimica, e in ultima della chimica fisica, il compito della f. si è andato a sua volta definendo a oggi si intende per f. la scienza biologica che studia i farmaci, intesi

come sostanze chimicamente definite, capaci di determinare una variazione funzionale attraverso una modificazione chimica o chimico-fisica del protoplasma cellulare (non quindi attraverso una modificazione fisica). Lo scopo e il compito della f. meglio si apprezzano confrontandoli con quelli della fisiologia. Sostanze chimicamente definite si adoperano in fisiologia con lo scopo di studiare le modificazioni funzionali, e in questo senso Cl. Bernard ha coniato (1856) la significativa espressione che medicamenti e veleni sono, nelle mani del fisiologo sperimentatore, « veri reattivi della vita ». Ma per la f. le modificazioni funzionali non sono lo scopo dell'indagine, ma il mezzo: si studiano le variazioni funzionali come mezzo per giudicare delle variazioni chimiche e chimicofisiche che hanno prodotto quelle variazioni funzionali. In questo senso le variazioni funzionali sono state felicemente paragonate dal Sabbatani al variare del colore degli indicatori nella chimica.

Vero è che il farmaco quale lo si conosce, nei suoi caratteri chimici e chimicofisici, non sempre resta immodificato quando va a contatto del sangue e del tessuto; quindi compito della f. è studiare anche come il farmaco si modifica nell'organismo. Scopo della f. come scienza biologica sarebbe di arrivare, attraverso lo studio dell'attività di sostanze a costituzione chimica nota, sino a conoscere struttura e dinamismo del protoplasma, cioè a penetrare il meccanismo della vita. Frattanto, più modestamente, la f. serve a dare base scientifica (totraendola all'empirismo) alla terapia con mezzi chimici (distinta dalla terapia fisica e da altre forme di terapia).

Da un punto di vista concettuale si può osservare che la definizione che si è data di f. ha valore solo se si ammette l'indipendenza della chimica di fronte alla fisica. Se la chimica si riducesse a fisica, la definizione dovrebbe modificarsi. Ma ricordando che è la scala di osservazione che crea (o delimita?) il fenomeno, e che la f., come la chimica, è una scienza del macroscopico, la ragion d'essere della f. è la stessa di quella della chimica.

È chiaro che la f. si vale dell'esperimento sugli esseri vivi o su parti sopravviventi. Esperienze farmacologiche si eseguiscono quindi su piante (sono piante i microorganismi sui quali si provano i disinfettanti e alcuni chemioterapici), su protozoi e su animali di ogni tipo, classe e specie. Ogni specie serve a mettere a contatto il farmaco con la cellula viva; ma mentre il vivente unicellulare si pone a contatto con il farmaco attraverso tutte le superfici del corpo, nel metazo, per arrestarci agli animali, ci sono vie di introduzione dei farmaci, naturali o artificiali.

Cellule isolate dei metazo come i globuli rossi e organi sopravviventi (cuore, occhio di rana) sono a lor volta ottimi reattivi per la ricerca biologica dei farmaci, i quali su substrati relativamente piccoli possono agire a dosi proporzionalmente piccolissime servendo così a stabilire la natura e la dose del farmaco adoperato (ricerca e dosaggio biologico dei farmaci). Concetto fondamentale in f. è quello di dose: « è la dose che fa il veleno »; perché una sostanza qualsiasi può, a seconda della quantità, essere alimento, farmaco, veleno. Come esempio può servire il cloruro sodico che normalmente prende parte al ricambio, la cui mancanza negli alimenti è risentita, con il bisogno di introdurlo, e del quale è pur nota una quantità che è letale. Ma il concetto dose essendo in ultima quello di un rapporto fra il peso vivo sul quale il farmaco agisce, e il peso del farmaco, non deve trarre in inganno il fatto che pesi estremamente piccoli di farmaco agiscano su pesi vivi proporzionalmente piccoli. È facile allora parlare di dosi minime ed è possibile che la medicina

omeopatica cerchi in questi risultati sperimentali qualche appoggio e pretesto. Ma se si tien presente il rapporto fra la quantità ponderale del farmaco attivo e il peso della materia viva sulla quale ha agito, le cosiddette dosi minime si dimostrano tali solo in rapporto alla piccola quantità di materia viva (ad es., la massa di un globulo rosso), e nulla hanno in comune con le dosi (concentrazione) della omeopatica.

Si distingue la f. generale, la f. speciale, la f. terapeutica. La generale tratta di ciò che è comune a farmaci, indipendentemente dalla loro azione elettiva e specifica: assorbimento, modificazioni che subiscono nell'organismo, distribuzione, eliminazione, condizioni e fattori che ne modificano l'azione. La speciale tratta dell'azione dei farmaci a seconda della loro classificazione chimica. La terapeutica « ha un compito preparatorio, critico, interpretativo dalle applicazioni terapeutiche dei farmaci » (Meneghetti).

Fra i progressi recenti della f. van ricordati quelli realizzati dalla chemioterapia a partire dallo Ehrlich fino alla scoperta e all'applicazione delle sostanze « antibiotiche », come la penicillina e la streptomicina.

BIBL: Per la storia: S. Dale, Pharmacologia, seu manubacio ad materia medicina, Londra 1903, e Berna 1896. Per il concetto di f. come « reattivo », Cl. Bernard, Lesons sur les effets des substances toxiques et médicamenteuses, Parigi 1857; nuovo ed. ivi 1883. Per solidi concetti di f. generale, E. Meneghetti, Elementi di f. e farmacoterapia, Padova 1934 e edizioni seguenti. Fra le opere classiche di f. descrittiva: G. Giglio, Trattato di f. e terapia, Milano 1936. Sugli orizzonti della chemioterapia, A. Fleming, Chimicofisiologia, trad. franc., Parigi 1947. L'opera più vasta è l'Hondbuch der experimentellen Pharmakologie cominciato sotto la direzione dell'Heffler e continuato da Heubner a Schuller, Berlino 1920 1922, con gli Ergebnungen (aggiornamento fino al 1939). Per la storia dei rapporti fra farmacia, medicina, botanica e f., A. Benedicenti, Malati, medici e farmacisti, Milano 1924. Per la farmacoterapia degli animali domestici, E. Frohner, Lehrbuch der Arzneinstellehre für Tierärzte, Bocearda 1921. Per le dosi tossiche e letali dei farmaci sui comuni animali da esperimento, vascello in tabelle, F. Flury e F. Zernik, Zusammenstellung der toxischen und letalen Dosen für die gebrauchlichen Gifte und Verschüttern, in Handbuch der biologischen Arbeitsmethoden, 4ª sez., parte 7ª. Luigi Seremin

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“FARMACOLOGIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 636. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/farmacologia.