ETERE. - Ente reale, esteso, privo però delle
qualità più comuni degli enti materiali sensibili,
quali il peso, l'impermeabilità ecc., e riempiente
gli spazi celesti. L'ipotesi della sua esistenza risale
alla più remota antichità greca, da cui ha ricevuto
il nome di e. (αλθάρι). Questa ipotetica sostanza ha
avuto grande importanza anche nella fisica moderne,
ma, come sostrato dei fenomeni luminosi e poi dei
campi elettromagnetico e gravitazionale.
Nel sec. XVII, parallelamente alle antiche interpretazio-
ni corpuscolari della luce (v. ottica), e in particolare a
quella adottata e rimaneggiata da I. Newton, fu prospettata
un'interpretazione di tipo ondulatorio. La luce, a secon-
da del suo colore, avrebbe dovuto venir concepita come
onde di varia lunghezza propagandistica in un ipotetico
mezzo detto a., in maniera perfettamente analoga a quella
con cui, molto utilmente, si concepisce il suono a seconda
della sua altezza, come onde di varia lunghezza propagan-
distica nell'aria. L'enormità della velocità della luce impo-
neva di attribuire alla ipotetica materia, costituente co-
desto e., proprietà così inconcepibilmente differenti da
quelle di tutte le materie note che non ci arrestò a
discutere e ci si limitò a dirla una materia imponderab-
bile dotata di quelle proprietà. Per oltre un secolo pre-
valse la teoria corpuscolare newtoniana e di c. si parlò
poco o nulla; ma i sempre più importanti fenomeni di
interferenze stavano per rimettere in onore la teoria on-
dulatoria quando la scoperta dei fenomeni di polarizza-
zione pose definitivamente in evidenza l'incapacità della
teoria ondulatoria di interpretare e ne determinò la ca-
duta; ma la caduta della teoria ondulatoria come era al-
lora concepita, non quella di tutte le teorie ondulatorie.
Infatti A. Fresnel (1821) mostrò che bastava ricorrere
a una teoria ondulatoria trasversale, anziché alla prece-
dente teoria ondulatoria longitudinale, per rendere possi-
bile non solo l'interpretazione dei fenomeni di pola-
rizazione ma anche una sistematica interpretazione di
tutti i fenomeni ottici di gran lunga superiore a quella
fornita dalla teoria corpuscolare.
Ma la teoria ondulatoria trasversale, cioè una teoria
che ammette le propagazione delle onde nella dire-
zione perpendicolare al piano in cui avvenivano le
perturbazioni che la producevano, implicava la neces-
sità di supporre che l'., anziché come un fluido elastico,
dovesse vibrare come un corpo rigido, perché solo così
la velocità di propagazione delle onde potrebbe raggiun-
gere la velocità della luce.
I tentativi dei fisici, anche di alcuni uomini, per su-
perare questa situazione di evidente disagio furono nu-
merosi, ma vanti; però i vantaggi della teoria di Fresnel
erano tali che essi fu ovunque adottati e cedette solo mez-
zo secolo dopo, innanzi alla teoria elettromagnetica di
Maxwell, che implicava bensì l'ipotesi di un e., ma senza
dover imporgli alcuna caratteristica di indole meccanica.
Ma anche l'ammissione dell'elettromagnetico
maxwelliano, come già quella degli e. elastici, fluido e
rigido, precedenti, implicava ancora una grave difficoltà.
Ogni corpo deve evidentemente trovarsi in stato di ri-
poso o di moto rispetto ad esso, mentre la fisica speri-
mentale mostra che, né con esperienze di indole meccanica,
né con esperienze di indole elettromagnetica o co-
munque ottica, è possibile constatarlo. È questa la dif-
ficoltà che diede luogo all'avvento della prima teoria
della relatività einsteiniana (v. RELATIVISMO), che secondo
alcuni avrebbe eliminato dalla fisica la nozione di e.
Ma, specialmente per quanto riguarda gli ulteriori svi-
luppi della stessa teoria, è oggi consigliabile in proposito
una prudente riserva.
Si rende sempre più manifesta però nel mondo scien-
tifico la tendenza ad unificare l'., e lo spazio in un ente
unico (spazio, spazio fisico, materia cosmica) che risol-
verebbe le proprietà contraddittorie oggi attribuite al-
l'., (v. SPAZIO).