papa Paolo III

13 ottobre 1534 – 10 novembre 1549

Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Papi, antipapi, documenti pontifici Papi

PAOLO III, PAPA

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Noto anche come: Alessandro Farnese; latino: Paulus III

PAOLO III, PAPA. - Alessandro Farnese, n. a Canino nel febbr. 1468, apparteneva alla famiglia baronale Farnese, con possedimenti sul lago di Bolsena ed a sud di Viterbo.

Ricevuta un'educazione umanistica a Roma e a Firenze, fu nominato cardinale nel 1493 da Alessandro VI (che aveva rapporti illegali con la sorella di lui, Giulia). Amministrò i vescovati di Corneto, Montefiascone, Parma (dove fu suo vicario generale Bartolomeo Guidicci, più tardi cardinale) e di Benevento; ricevette però in quell'epoca soltanto gli Ordini minori. Da una relazione con una nobile romana ebbe due figli, Pierluigi e Paolo, più tardi un terzo figlio Ranuccio ed una figlia Costanza. Molto stimato per la sua saggezza politica e per la sua grande esperienza, ebbe nel 1524 il vescovato di Ostia e divenne decano del S. Collegio. Si tenne lontano dalla politica infelice di Clemente VII. Il 13 ott. 1534 fu eletto papa dopo un sol giorno di Conclave e annunciò subito come suo programma il concilio e la riforma.

Mentre la convocazione del Concilio a Mantova e a Vicenza, malgrado le numerose proroghe, non ebbe seguito a causa della guerra tra Carlo V e Francesco I, egli diede inizio alla riforma della Chiesa convocando uomini eccellenti nel Collegio dei cardinali come Contarini, Carafa, Pole, Sadoleto, Cervini, Cortese, Badia, Morone ed altri. Una commissione per la Riforma, convocata nell'autunno 1536, gli presentò il 9 marzo 1537 il Consilium de emendanda Ecclesia, il più importante progetto di riforma anteriore al Concilio Tridentino, e, in alcuni punti, fin troppo radicale. Esso fu il punto di partenza di annose discussioni sulla riforma delle autorità curiali, specialmente della Dataria: alcuni abusi furono fermati, però non ci furono cambiamenti energici, specialmente riguardo all'obbligo di residenza per i vescovi. L'approvazione della Compagnia di Gesù del 27 sett. 1540 e l'incremento dei Teatini, Barnabiti, Somaschi, e i tentativi di riforma degli Ordini più antichi, assicurarono alla Chiesa numerosi valenti collaboratori. Fondando l'Inquisizione romana (1542) egli creò una autorità centrale per la lotta contro il protestantesimo in Italia.

La Pace di Crépy (17 sett. 1544) rese possibile il Concilio di Trento, già convocato inutilmente nel 1542. Contro il desiderio dell'Imperatore, che avessero la precedenza le discussioni sulla Riforma, il Papa insistette nella definizione delle controversie dogmatiche, ed approvò il compromesso di Trento, di trattare contemporaneamente dogma e Riforma. Il trasferimento del Concilio a Bologna (11 marzo 1547) a sua insaputa, corrispose però ai suoi desideri. La protesta dell'Imperatore per tale trasferimento, la successiva arbitraria regolarizzazione dei rapporti ecclesiastici della Germania nell'Interim di Augusta, e più di tutto l'assassinio del figlio Pierluigi con la complicità del governatore di Milano Ferrante Gonzaga (10 sett. 1547), portarono il Pontefice ad aperto conflitto con Carlo V, conflitto che durò sino alla morte di P. III, il 10 nov. 1549.

Nella guerra tra Carlo V e Francesco I, P. III fu neutrale, pur inclinando personalmente verso la Francia nella quale vedeva il necessario contrappeso alla superiorità dell'Imperatore, che aveva il predominio in Italia come signore di Milano e di Napoli, e che, secondo il Papa, minacciava l'indipendenza della S. Sede. Alleatosi Francesco I con i Turchi e con i protestanti tedeschi, Carlo V tentò invano, ripetutamente, di indurre il Pontefice ad uscire dalla neutralità. La diffidenza di P. III verso l'Imperatore perdurò anche dopo la stipulazione della Lega (1545) per rovesciare l'alleanza smalcaldica e l'invio in Germania dei suoi nipoti Alessandro ed Ottavio, alla testa delle truppe papali. La pubblicazione della grande scomunica contro Enrico VIII d'Inghilterra (1538) completò lo scisma anglicano, e fallirono anche tutti i tentativi del Pontefice di indurre le potenze continentali a sanzioni economiche e militari.

Alla sua famiglia P. III diede prima il Ducato di Camerino e poi quelli di Parma e di Piacenza, essendo fallite le sue aspirazioni su Milano per l'opposizione dell'Imperatore. La creazione della dinastia dei Farnese a Parma fu l'ultima manifestazione grandiosa di nepotismo papale. È innegabile che l'aspirazione del Papa di dare alla sua famiglia un posto tra le case principesche italiane abbia esercitato il suo influsso in tutta la condotta politica ed ecclesiastica di P. III. Papa Farnese (il cui fisico ci fu tramandato dai celebri dipinti del Tiziano) appartiene alle grandi figure della storia dei papi. Il suo pontificato segna il passaggio dal Rinascimento alla Riforma cattolica: lo splendido monumento di Guglielmo della Porta si trova nell'abside di S. Pietro. - Vedi tav. LV.

Bibliografia6 opere
BIBL.: dopo il Pastor, V, sono apparse le importanti monografie di C. Capasso, P. III, 2 voll., Messina 1923; W. Friedensburg, Kaiser Karl V. und Papst Paul III, Lipsia 1932; L. Dorce, La cour du pape Paul III, 2 voll., Parigi 1932; J. Edwards, Paul III. oder die geistliche Gregoreformation, Lipsia 1933; inoltre la critica di H. Jedin, in Historisches Jahrbuch, 54 (1934), p. 259 seg.; id., Storia del Concilio di Trento, I, Brescia 1949.

Hubert Jedin

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 734–736.

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Jedin, Hubert. “Paolo III, papa.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 734–736. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/paolo-iii-papa.

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Jedin, Hubert. “Paolo III, papa.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 734–736. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/paolo-iii-papa.

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