SOMASCHI

SOMASCHI. - Ordine religioso fondato per la cura degli orfani dal patriziio veneziano s. Girolamo Emiliani (o Miani [v.]) nel 1528, nella parrocchia di S. Basilio a Venezia, con l'appoggio morale di s. Gaetano Thiene e dal vescovo Gian Pietro Carafa (il futuro Paolo IV), direttore spirituale dell'Emiliani.

Poco a poco l'opera crebbe, e verso il 1532 le case erano otto, sparse nello Stato veneziano fino a Somasca (Bergamo) donde il nome dell'Ordine. In quell'anno l'Emiliani, visto che la sua opera si era sviluppata in una congregazione religiosa, radunò i suoi cooperatori a Merone per una specie di consulta allo scopo di coordinare i metodi ed il lavoro. È questo il primo Capitolo dell'Ordine, o meglio - secondo il nome che il Santo gli diede allora - della Compagnia dei servi dei poveri. Alla morte del fondatore (1537), però, la Congregazione non aveva ancora consistenza canonica. I più fedeli si raccolsero allora in un secondo Capitolo a Somasca e si elessero ufficialmente a capo il p. Angiolo Marco Gambarana, con l'incarico di ottenere dalla S. Sede la conferma della Compagnia, che fu concessa da Paolo III il 4 giugno 1540 con la bolla Ex iniuncto nobis. Sei anni dopo il medesimo Papa, dietro preghiera dei padri S. e del card. Carafa, unì le due Congregazioni dei Teatini e dei S., lasciando liberi i secondi dal pronunciare i voti solenni. Lo scopo di tale unione era di sopprimere con elementi teatini all'opera dei S. troppo poco numerosi rispetto agli orfani assistiti, ma presto si vide che l'opera caritativa dell'Emiliani avrebbe finito con lo scomparire, data la missione diversa dei Teatini; perciò lo stesso card. Carafa, divenuto Papa, separò di nuovo le due istituzioni. I S. ritornarono quindi agli statuti della bolla di Paolo III, riconfermata anche da Pio IV per interessamento personale di s. Carlo Borromeo. Finalmente s. Pio V, con la bolla Iniunctum nobis del 6 dic. 1568, elevò la Compagnia dei Servi dei poveri a dignità di Ordine religioso con il nome, poi rimasto costante, di Chierici Regolari di Somasca, o S. La prima professione religiosa solenne fu il 29 apr. 1569 e primo preposito generale fu eletto il soprannominato p. Angiolo Marco Gambarana; fu costituita anche come casa madre la chiesa di S. Maiolo

di Pavia. Donde in alcuni documenti la dicitura: « Clerici Regulares a Somascha sancti Maioli de Papia ».

Agli Orfanetrofi del Veneto si erano aggiunti intanto quelli della Lombardia, della Liguria, del Piemonte, della Romagna, delle Marche, della Toscana: a Cremona e a Milano i Padri avevano suscitata ed abbracciata come propria l'opera della Dottrina cristiana, ottenendo perciò il titolo popolare di « Padri delle opere ». Nel 1566 s. Carlo Borromeo affidò ai S. la parrocchia di Somasca, di recente eretta, e vi stabilì sotto la loro piena direzione un Seminario rurale. Così l'Ordine allargò lo scopo iniziale. L'esito del nuovo indirizzo riscosse piena approvazione, sicché il card. Madruzzi, principe vescovo di Trento, affidò ad essi il Seminario, cui seguirono quello di Venezia, Alessandria, Roma, Lodi, Napoli, Tortona, Treviso, Cremona, Brescia. Quando poi nel 1595 Clemente VIII chiamò i S. a reggere il più grande Collegio dell'Urbe, detto appunto il Clementino, per l'educazione dei nobili avviati a qualunque carriera, l'Ordine acquistò la sua definitiva fisionomia, che è quella che poi si è mantenuta nei secoli successivi: cura degli orfani, istruzione della gioventù e aiuto al clero secolare nelle parrocchie.

In seguito furono accettati altri collegi: a Brescia, Salò, Bergamo, Venezia (detto Seminario Ducale) e quattro a Napoli. A questo espandersi per ogni regione d'Italia delle istituzioni somasche corrispose anche un incremento delle cosiddette « case professe », ossia case di formazione religiosa. Nel 1627 i religiosi erano 438 e nel 1713, 450; gli orfani erano ca. 300; i convittori e gli altri alunni nei collegi oltre 1000. Nel 1616 la Congregazione della Dottrina cristiana di Francia, fondata dal ven. servo di Dio Cesare da Bus, chiese di aggregarsi all'Ordine dei S.; Paolo V lo concesse, mantenendo però anche una certa distinzione, tanto che il preposito generale dovette portare il seguente lungo titolo: preposito generale dei Chierici Regolari Somaschi in Italia e della Dottrina cristiana in Francia. Nel 1626 l'unione fu riconfermata da Urbano VIII che approvò pure le Costituzioni e le regole in comune per le due istituzioni. Trent'anni dopo invece i Dottrinari francesi, desiderosi dell'antica loro forma autonoma anche perché erano esclusi dal generalato, chiesero ed ottennero da Innocenzo X di ricostituirsi in congregazione a sé. Nel 1661, Alessandro VII prescrisse la divisione dell'Ordine in tre province: la lombarda, comprendente i Ducati di Milano, Savoia, Mantova, Parma; la veneta nella Repubblica di Venezia, e infine la romana che si estendeva dalla Toscana a tutto il meridione d'Italia e comprendeva la Liguria. Nel frattempo l'Ordine si era esteso ancor più. Nel 1583 il card. Tolomeo Gallio aveva affidato ai S. il collegio che porta ancora il suo nome a Como, con l'espresso proposito di servire da baluardo contro il luteranesimo nella città. Durante la peste del 1630 morirono ca. un terzo dei sacerdoti, ma si notò un rapido riprendersi dopo il terribile flagello, sì da registrare quasi subito il secolo d'oro dell'Ordine. I S. dettero alla Chiesa durante questo periodo di tempo 22 vescovi, fra i quali 4 cardinali; tenevano cattedre in parecchie università, e quando Clemente XIV nel 1773 soppresse i Gesuiti i S. li sostituirono in alcune loro istituzioni, ad es., alla Nunziatella di Napoli.

Sono pure di quest'epoca i pp. Jacopo Stellini, filosofo, che continuò e documentò le teorie del Vico; Gian Antonio Santini, professore alla Sapienza, corrispondente di Galileo e scelto da s. Giuseppe Calasanzio a istitutore dei primi Scolopi; Gaspare Leonarducci, poeta di buona fama e restauratore del culto di Dante; il teologo Agostino De Angelis, poi vescovo di Umbriatico, e, fra gli alunni, Benedetto XIV che presso i S., prima a Bologna, poi al Clementino di Roma, compì tutti i suoi studi. Ai S. appartenne anche il p. Giuseppe Maria Puiati, famoso giansenista, il quale, nonostante la grande cultura e una vita irreprensibile, chiese e ottenne di uscire dall'Ordine. Nel

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SOMASCHI - Il santuario di S. Girolamo e la Casa Madre - Somasca.
(per cartesia dei pp. Somaschi, Roma)
1769 il laicismo mosse i primi attacchi. La Repubblica di Venezia victò ai religiosi di intervenire ai Capitoli generali e ordinò di governarsi separatamente; quasi subito l'Austria fece altrettanto nella Lombardia. Cosicché l'Ordine fu spezzato in tre tronconi e nel 1784 si crearono dai territori dove era ancora libero quattro province, e cioè la piemontese, la ligure, la romana e la napoletana. Ma nell'89 il Re di Napoli tagliò fuori anche quest'ultima. Pur mantenendosi all'interno sempre unito, l'Ordine non poteva non soffrirne per la mancanza di unità di governo. Perciò in seguito alla chiusura di altre case, operata dai Francesi nel 1797, di tutto l'Ordine si dovette fare una sola provincia, anzi, nel 1810, alla soppressione napoleonica, i S. non conservarono che la sola casa di Lugano.

Quando Pio VII il 22 ag. 1814 ripristinò gli Ordini religiosi, i S. poterono ricostituirsi abbastanza facilmente nel Piemonte, nella Liguria e negli Stati pontifici per merito soprattutto di padri che alla soppressione avevano fatto in modo di rimanere in alcune case in qualità di parroci o di titolari privati di collegi. Quattro anni dopo anche il noviziato di Somasca fu riaperto e furono ricostituite le provincie piemontese, genovese e romana ed in seguito anche la veneta e la lombarda, riunite in una sola. Delle case religiose precedenti furono riprese solo il Collegio Gallio di Como ed il noviziato con la parrocchia di Somasca. Con le soppressioni del 1866 e del 1874 diciotto case furono perdute, fra cui il Collegio Clementino, e dispersi 165 religiosi sacerdoti e 65 fratelli laici.

Vari tentativi di aprir case all'estero fallirono e soltanto nel 1901 fu possibile aprire un collegio a Bellinzona nel Canton Ticino, e nel 1921, aderendo a ripetute richieste di vescovi, si stabilirono nello Stato di El Salvador nell'America centrale, poi nell'Honduras. Nel 1939 si formò nell'America centrale un commissariato. Al presente i S. sono in numero di 300; gli orfani assistiti ca. 700; gli alunni delle scuole oltre 1000; hanno 26 case in Italia, 1 nella Svizzera, 6 nell'America centrale.

BIBL.: Ordine dei Chier. Regol. S. nel IV cent. dalla fondaz., Roma 1928; P. Stoppiglia, Statist. dei pp. S., 3 voll., Genova 1934; M. Tentorio, I S., in Ordini e Congreg. relig., a cura di M. Escobar, I, Torino 1952, pp. 609-30; id., Distribuz. delle sedi dei PP. S., in Ann. di ricerche e studi di geografia, 2 (1951). Giovanni Battista Pigato
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“SOMASCHI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 570. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/somaschi.