FELICE, ANTONIO. - Procuratore della Giudea dal 52 al 60 d. C. Schiavo emancipato da Antonia, madre dell'imperatore Claudio (v.). Appoggiato a corte dal fratello Pallante e favorito di Agrippina, fu nominato governatore della Samaria, poi nel 52, su richiesto del sommo sacerdote Ionathan, procuratore della Giudea.
«Eserciò con animo di schiave il diritto regale, ricorrendo ad ogni sevizia a libidine» (Tacito, Hist., 5, 9). Sposò successivamente tre principesse. Svetonio lo chiama «trium reginarum maritus» (Claudi., 28). La prima fu Drusilla, figlia del triumviro Antonio e di Cleopatra, la terza un'altra Drusilla giudea, già moglie di Aziz re di Emesa, e costretto da F. a divorziare. Sotto il suo malgoverno infierirono gli Zeloti o sicari, ch'egli perseguitò, ma dei quali si servì per uccidere il sommo sacerdote Ionathan. Fu rimosso da Nerone nel 60 e sostituito da Festo. Cf. Fl. Giuseppe, Ant. Ind., XX, 8; Bell. Ind., II, 13.
Al suo tribunale di Cesarea fu inviato nel 58 a Paolo, arrestato a Gerusalemme dal tribuno Lisia (Act. 23, 25-35). L'Apostolo si Anania (v.) e l'avvocato Tertullo spaventò F. e «sua moglie Drusilla ebrea, parlando di giustizia, di continenza e del giudizio futuro» (Act. 24, 25). Sperando vantaggi pecuniari, F. lo trattenne prigioniero nel pretorio di Erode fino all'arrivo di Festo (Act. 23, 35-24, 27).
Pietro De Ambroga