con passione alla numismatica, accrescendo la famosa collezione di proprictà della sua famiglia.
FERRI, Ciro - Altare dell'Annunziata - Roma, chiesa di S. Ignazio.
La sala di Apollo (1660) e vi dipinse la sala di Saturno (1663-64). A Firenze, dove restò fino al 1665, rimane di lui il quadro dell'altare maggiore in S. Maria Maddalena dei Pazzi, rappresentante la Santa titolare della chiesa in gloria con la Vergine. Si recò poi a Bergamo e vi rimase fino al 1667, affrescando la navata destra di S. Maria Maggiore. Nel 1669 tornò a Roma, dove conduceva a termine vari lavori lasciati incompiuti dal Cortone, tra i quali gli affreschi della cupola della cappella Gavotti in S. Niccolò da Tolentino. L'ultimo suo lavoro in Roma fu la decorazione della cupola di S. Agnese in Piazza Navona, rimasta incompiuta alla sua morte e terminata dal suo scolaro P. Corbellini. In Roma seguì altre pitture in S. Marco, in S. Andrea al Quirinale, in S. Prassede ecc. Per il duomo di Monte Porzio dipinse S. Antonio e il Bambino Gesù per S. Maria della Scala a Siena S. Teresa e s. Agostino. Fece il disegno per il ciborio dell'altare maggiore della Chiesa Nuova a quello per terminare l'altare maggiore di S. Giovanni de' Fiorentini, cominciato dal Borromini.
Nel campo della pittura profana, oltre le opere ricordate nel Palazzo Pitti, affrescò nella Villa Falconieri di Frascati le allegorie della Primavera, dell'Autunno e dell'Inverno, che sono forse i suoi capolavori. Lavorò anche a frontespizi di libri, armi, imprese, ecc.
Il F. fu anche scultore; già la guida di Roma del Titi (1763) citava come eseguiti su suoi disegni due statue d'argento nella chiesa di S. Lorenzo in Damaso, raffiguranti i s. Lorenzo e Damaso; anni or sono fu-rono idoneamente quattro sue statue nella sacrestia della chiesa romana del Gesù, rappresentanti S. Francesco, S. S. Federico, S. Teresa da Lima, S. Filippo Neri e S. Ildoro Agricola. In queste sculture si ritrovano le stesse forme delle pitture, plasticamente tradotte. Nelle opere maggiori il F. non seppe mai vincolarsi dell'influsso cortosoco; più personali sono invece i minori lavori di decorazione.