FORTALEZA, ARCIDIOCESI DI

FORTALEZA, ARCIDIOCESI di. - Nello Stato di Ceará (Brasile). È la metropoli della provincia ecclesiastica del suddetto Stato, provincia che comprende le 3 suffragane Crato, Sobral e Limoeiro, e la cui estensione coincide con quella dello stesso Stato.

1566, I. III, cap. r). Più comprensiva la definizione di s. Tommaso, il quale la chiama: «virtù che toglie gli impedimenti e le difficoltà che distolgono la volontà dal compiere ciò che è secondo ragione» (Sum. Theol., 2a-2a, q. 123, a. i).

In senso largo poi col termine f. si intende la ferrata d'animo nel compimento del proprio dovere. Intesa così, più che una virtù speciale, si può considerare la condizione indispensabile per l'esercizio di tutte le virtù. Lo stesso s. Tommaso la dice: «condizione di ogni virtù, perché importa, in senso assoluto, la ferma determinazione della volontà» (ibid., 1a-2a, q. 61, a. 3). Non bisogna confondere questa virtù con la temerità, tanto meno con la ferocia, come qualche volta avviene nell'uso corrente. Evidentemente l'oggetto di una virtù non può essere che una cosa onesta. Di conseguenza chi affronta i pericoli anche i più gravi, per motivi disonesti, ad es., i dueilanti, i ladri ecc., non possono dirsi forti, bensì temerari, feroci ecc.

Oggetto materiale della virtù della f., sempre secondo il Dottore Angelico (ibid., 2a-2a, q. 123, a. 3) sono il timore e l'audacia, in quanto essa controlla e vince il primo e modera la seconda. Oggetto formale si può considerare la bontà speciale che si accompagna al dovere malgrado il pericolo. La f. quindi sta in mezzo tra i due estremi, l'audacia e il timore; ha per oggetto il bene e importa come conseguenza necessaria il compimento del proprio dovere, anche e soprattutto quando esso importa sacrificio, pericoli da superare e difficoltà da vincere.

II. Virtù Infusa

È quella forza soprannaturale che dà all'uomo il potere di compiere atti di f. meticoli della vita eterna. L'oggetto materiale è lo stesso che per la virtù morale naturale della f. L'oggetto formale invece non è più la bontà naturale insita in questa virtù, bensì la bontà morale di una vincibile fedeltà a Dio. Mentre la prima dirigente del nome della prudenza naturale, questa si dirige secondo i dettami della prudenza soprannaturale. È la virtù dei martiri e di tutti coloro che soffrono persecuzioni per la fede. La f. dei martiri anzi
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FORTEZZA - La Fortitudo. Pannello della prima porta di bronzo del Battistero, opera di Andrea Pisano (1316) - Firenze.

L'autore si è certamente ispirato al passo dei Proo. 31. 10-31: Mulierem fortem quis inveniet? che esalta le virtù della donna saggia. Incisivo quel Fortem iniziale, che è in contrapposto alla fallacia, alla bella e alla vanità della donna di mondo! La Santa spregia l'amore profano e si riuniva di quello divino, comprime le esigenze del corpo e pace lo spirito delle sublimi dolcezze della preghiera.

Bibl.: G. Belli, Gli inni del Breviario tradotti, Roma 1856, p. 394 seq.; V. Terren, Gli inni dell'Ufficio divino, Mondovi 1932, p. 330 seq.; A. Mirra, Gli inni del Breviario romano, Napoli 1947, p. 262 seq.