FRANCESCHINI, MARCANTONIO. - Pittore, n. a Bologna il 5 apr. 1648 e ivi m. il 24 dic. 1729. Allievo del Galli-Bibiena e poi del Cignani, fu principe dell'Accademia Clementina ed ebbe a Bologna una scuola fiorentissima.
Lavorò, oltre che in patria, a Genova, Modena, Reggio, Piacenza ed in altre città, continuando la maniera del Cignani e profondendo ovunque la sua abilità di decoratore. Fu anche per due anni a Roma, ove diede alcuni cartoni per i musaici di S. Pietro. L'opera sua più celebrata è, a Bologna, la decorazione della cupola e della volta della chiesa del « Corpus Domini », eseguita in collaborazione del riquadratorista E. Hoffner; tra le altre sue opere si ricordano: in patria la decorazione della tribuna di S. Bartolomeo e a Piacenza i peducci della cupola nel Duomo. Decorò inoltre a Genova la gran volta della sala del Consiglio pubblico, poi distrutta dal fuoco,
ma che il Lanzi ricorda come molto ammirata dal Menga. Tra i suoi quadri, sono agli Uffizi l'Autoristratto e l'Amor vittorioso; alla Pinacoteca di Bologna una Socra Famiglia, una Vergine col Bambino e un'Annunciazione, opere tutte (come le tale numeroso sparse nelle chiese) che denunciano una stanchezza manieristica e una compiuta bravura accademica.