FRANCESCO II, RE DI FRANCIA

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FRANCESCO II, re di Francia. - Figlio di Enrico II e di Caterina dei Medici, n.° Fontainebleau il 19 genn. 1544, m. il 4 dic. 1560. Con la morte del padre (10 luglio 1559) salì giovanissimo al trono. La sua politica fu diretta dagli zii, Francesco di Lorena e card. Carlo di Lorena e si inseriva nella lotta accanita condotta da costoro contro il calvinismo francese. Sotto il suo regno, nel marzo 1560, fu soffocata la congiura di Amboise, con la quale i calvinisti, istigati dal Principe di Condé, avevano preparato il rapimento di F. II per staccarlo dall'influenza della nobiltà cattolica. Gli zii di F., che avevano a disposizione scelte truppe scozzesi (nel 1558 F. aveva sposato Maria Stuarda regina di Scozia) arrestarono il Condé ad Orléans e riuscirono di poi a farlo condannare a morte (26 nov.): la morte improvvisa di F. e il tentativo di conciliazione di Caterina de' Medici salvarono il principe Luigi di Condé.

Bibl.: H. Hauser, La profondità francese, Parigi 1933, p. 41, 2 vol. 1814-1818, 2 voll.; Massimo Petrocchi

FRANCESCO I di Valois, di Francia - Ritratto. Disegno a matita. scuola di Clouet - Chantilly. Museo Condé.

Gioriero, dovette impegnarsi a rinunciare alle sue aspirazioni in Italia e in Borgogna (trattato di Madrid, 14 genn. 1526); ma, ritornato libero, riprese naturalmente la guerra, che si conclude, attraverso altri disastri, con la pace di Cambrai (3 ag. 1529): per essa almeno la Borgogna era salvata. Guadagnatasi l'alleanza inglese e turca il re ritenne nel 1535 l'occupazione del Piemonte del Milanese; ma al successo seguì la stanchezza reciproca che consigliò un armistizio (luglio-nov. 1537).

L'anno seguente si concludeva a Nizza, con la mediazione di papa Paolo III, una tregua di 10 anni fondata sul principio dell'Unità postdietis, e i due rivali, incontrati il 14 luglio ad Aigues-Mortes, sembravano ora ben disposti a rispettarla. Ma nel 1541 un incidente bastò a far sì che le ostilità si riaccendessero. Lo spostamento dell'Inghilterra a favore di Carlo V (febbr. 1543) decise le sorti della guerra nel nord e frustrò i vantaggi ottenuti dai Francesi nel mezzogiorno. La pace di Crépy (18 sett. 1544) chiuse quest'altra fase della lotta: F. I dovette ancora una volta riaccettare lo status quo ante, rinunciando a Nizza e, naturalmente, al Milanese. Di lì a tre anni moriva a Rambouillet (31 marzo 1547), mentre la situazione si era più che mai aggravata. Il figlio Enrico II doveva riprendere la lotta e portarla fino al trattato di Cateau-Cambrésis (1559).

Direttiva principale della politica di F. I fu la lotta antisuburgica. Contro Carlo V egli si trovò d'accordo con Clemente VII che nel 1533, stanco a sua volta della tutela spagnola, imparterava la sua casa con i Valois dando Caterina de' Medici sposa al Delfino Enrico. Parimenti questa direttiva determinò il suo atteggiamento di fronte alla questione del Concilio: l'intesa con Roma del 1533 fu a tal proposito utile al Papa che desiderava rimandare la convocazione (F. I era ben conscio di quali vantaggi politici il Concilio sarebbe stato foriero per Carlo V, qualora si fosse ottenuta la pacificazione religiosa della Germania). Quando finalmente il Concilio iniziò i suoi lavori a Trento, la Francia (che si era opposta