FRANCESCO ORAZIO da PENNABILLI. — Il più illustre missionario cappuccino del Tibet, n. a. Penna-nabili (Pesaro) nel 1680, dalla famiglia Olivieri, entrò fra i Cappuccini della provincia picena l'8 nov. 1700, m. a. Patna (Nepal) il 20 luglio 1745.
Con altri cinque confratelli costituì la terza spedizione missionaria nel Tibet, partita il 25 ag. 1712; giunse a Chandernagor (Bengala) il 1 sett. 1713 e proseguì per Patna (Behar); nel dic. 1714 fu inviato a fondare una stazione nel Nepal; il 4 ag. 1716 partì per Lhasa, capitale del Tibet, dove giunse il 1 ott. dello stesso anno. Nominato prefetto della missione nel 1720, ne ricevette il decreto il 15 sett. 1725. Stremato dagli strapazzi di denomi difficoltà si ritirò nel Nepal nell'ag. 1732.
Nel 1737 venne a Roma in cerca d'aiuti e pubblicò l'interessante Breve ragguaglio dell'operato da Cappuccini nella missione del Tibet (Roma 1738; cf. Analecta Ordinis Min. Capuccinorum, 37 [1921], pp. 285-94; 38 [1922], pp. 57-61), più volte edita e tradotta. Nel 1738 capitò come prefetto la nona spedizione di Cappuccini, tra cui il p. Beligatti Cassiano da Macerata e il p. Bernini Giuseppe da Gargano, nella difficile missione del Tibet, giungendo a Lhasa il 6 gen. 1741. Ridotto all'estremo della resistenza e cacciato dalla persecuzione il 20 apr. 1745 se ne partì per Patna, segnando la fine della missione tibetana propriamente detta. Strisse un'altra Relazione sul principio e stato presente della missione del gran Tibet (Roma 1742, cf. Analecta cit., 4 [1888], pp. 270-283, 315-19, 340-43).
Si distinse anche nei lavori letterari; perito nelle lingue locali lasciò manoscritto il primo Vocabolario italiano tibetano, di ca. 35.000 voci, e un Vocabolario italiano hindù. Per facilitare la conoscenza e la confutazione della religione buddhista tradusse in italiano vari libri sacri dei Lama. Traduise in lingua tibetana la Doctrine Christiana di S. Roberto Bellarmino il Thesaurus religiosi Christianae di Tourlot, nonché i Vangeli e gli Atti degli Apostoli; compose pure in tibetano una Apologia del cristianesimo contro il buddhismo, che consegnò al re nel 1713, e una Vita di Maria S. Ma. I suoi manoscritti linguistici e etnografici furono sfruttati da altri autori.