GALANO, Clemente. - Missionario teatino. N. a Sorrento, professò nel convento dei SS. Apostoli di Napoli il 25 febbr. 1628. Terminati gli studi, fu, nel 1636, destinato col p. Francesco Maggio, cui si deve la prima grammatica georgiana, alle missioni della Georgia, e giunse a Gori, sede della missione teatina, nel marzo 1637. Dalla Georgia passò nella Colchide, dove lavorò per tre anni. Conoscitore delle lingue turca, georgiana e colchide, egli tuttavia si dedicò alla cura degli armeni della cui lingua e liturgia era perquisito, convertendone non pochi.
Per meglio svolgere questa sua missione, il G. nel 1640 fu dai superiori mandato a Costantinopoli, dove aprì un collegio per gli armeni, componendo per essi la prima grammatica armena ed una Lagica. Il patriarca Cirillo di Erivan, ammiratore della dottrina e dello zelo del G., trattò con lui l'unione degli armeni con la Chiesa romana, e l'avrebbe portato ad effetto se non glielo avesse impedito la morte. Causa intrighi e persecuzioni dell'usurpatore del patriarca David e dei suoi seguaci, il G., agli inizi del 1644, lasciò Costantinopoli diretto a Roma, accompagnato da buon numero di discepoli e da alcuni dignitari delle Chiese greca e armena fra i quali il greco Cirillo arvicesco di Trebisonda, convertito alla sede di unione con la Chiesa cattolica. Urbano VIII accolse il G. e i suoi compagni con prove di paterna compiacenza. Ritiratosi nel convento di S. Silvestro al Quirinale, il G. tenne la carica di maestro dei novizi e dalla S. Congregazione di Propaganda Fide quella di professore degli armeni del nuovo Collegio Urbano. Nel 1663 la stessa Congregazione di Propaganda lo mandava insieme al p. Luigi Pidon (1657-1717), suo allievo, e Polonia per trattare pure l'unione degli armeni di quel regno con Roma. Giunto nei maggio 1664, subito fondò in Leopoli un Collegio armeno, ma il 14 maggio 1666 la morte ne troncava la fervida attività. Il collegio continuò sotto l'egida del Pidon il quale riprese e condusse felicemente a fine colà l'opera dell'unione.