GENOUDE, ANTOINE-ETIENNE de. - Sacerdote polemista, n. a Montélimar il 9 febbr. 1792, m. a Hyères (Var) il 19 apr. 1849. Educato nel Seminario di S. Sulpizio, si diede poi al giornalismo, facendo rivivere la Gazette de France e mettendo tutto il suo efficace talento a servizio della religione. Indi, mortagli la moglie nel 1834, si fece ordinare sacerdote e all'attività di scrittore aggiunse con frutto quella del predicatore. Non così fortunato fu quando venne eletto deputato alla Camera, perché dalla tribuna politica manifestò idee gallicane.
Delle molte sue opere restano degne di menzione le seguenti: dopo le versioni di alcuni libri del Vecchio Testamento (Isaia [Parigi 1815], Giobbe [ivi 1818], Salmi [ivi 1819]), diede la intera S. Scrittura: Sainte Bibie d'après les textes sacrés, avec la Vulgate (23 voll., ivi 1820-24), molto diffusa e ristampata, ma non seccava di inesattezze; La raison du christianisme, ou preuves de la religion tirées des écrits des plus grands hommes (12 voll., ivi 1834-35); Les Pères de l'Eglise (trad. franc., 7 voll., ivi 1835-49).