GERARDO MAIELLA, santo. - Redentorista, n. il 23 apr. 1726 in Muro Lucano (Potenza) da famiglia artigiana, m. a Materdomini il 16 ott. 1755. Fu prima sarto nel paese, indi cameriere del vescovo Albini a Lacedonia, alla cui morte (1744) tornò a casa: cercò di entrare tra i Cappuccini e, respinto, tentò per qualche tempo la vita eremitica.

Eccetto brevi soste a Pagani, Ciorani e Napoli visse a Materdomini (Avellino), riempiendo di prodigi la vallata del Sele e le borgate dell'alta Irpinia, della Lucania e del Tavoliere pugliese, acclamato ovunque come energico paciere, padre dei poveri e conquistatore di anime peccatrici. Stimato dalla ven. suor M. Celeste Crostarosa si occupò della monacazione di pie fanciulle, procurando loro la dote: calunniato da una di queste, uscita di convento, non si scusò nella severa punizione inflitagli. Caduta la falsa imputazione per confessione della calunniatrice morente, venne riconosciuta l'angelica innocenza di G., che poté riprendere il suo apostolato. E benché avesse studiato appena grammatica, scrisse parecchie lettere di direzione, specie alle Carmelitane di Ripacandida, e un Regolamento di vita, da cui traspira una notevole spiritualità.
Questo mistico e taumaturgo del mezzogiorno d'Italia, beatificato da Leone XIII nel 1893 e canonizzato da Pio X nel 1904, è invocato in quasi tutto il mondo quale patrono delle partorienti. La basilica di Materdomini, ove morì, è meta anche oggi di pellegrinaggi, che talvolta assumono aspetto folcloristico. Festa il 16 ott.
Vita di s. G. M., ivi 1904; C. Petrone, Lettura gerardini, Materdomini 1932; O. Gregorio, Un pellegrinaggio a Materdomini, in S. Gerardo, 23-25 (1933-35); M. De Meulemeester, Bibliographie générale des écrivains rédemptoriens, II, Lovanio 1935, pp. 265-66; III, ivi 1939, p. 345; Pinuzzo da Bonea, Floretti gerardini, Materdomini 1941; O. Gregorio, Su le orme di s. G., ivi 1948; id., Lettere e scritti di s. G., ivi 1949. Oreste Gregorio