GIACOMO DI VITRY

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GIACOMO di VITRY. - Cardinale, celebre predicatore e scrittore, n. verso il 1170 a Vitry in Francia, forse a Vitry-sur-Seine, m. a Roma il 1° maggio 1240. Studiò all'Università di Parigi, dove ottenne il grado di maestro. Secondo il contemporaneo Vincenzo di Beauvais (Spec. hist., XXX, 10) fu anche parroco a Argenteuil presso Parigi.

Attratto dal movimento mistico manifestatosi nella diocesi di Liegi in Belgio, entrò nel priorato dei Canonici Regolari di S. Agostino a Oignies, reso celebre dalla mistica Maria d'Oignies, oblata di quel priorato. Sotto l'impulso di quest'anima ardente G. si diede alla predicazione popolare (ca. 1211-13), poi si mise al servizio delle Crociate, predicando prima contro gli Albigesi, poi in favore della Terra Santa (1213-15). Eletto vescovo di Acerone nel 1215, si portò l'anno seguente alla Curia papale allora in Perugia, dove trovò morto Innocenzo III, e venne a contatto con il movimento francescano. Consacrato vescovo nella Curia, andò a Genova, dove si imbarcò per Accon che raggiunse nel nov. 1216. Si diede subito al lavoro apostolico e assistette (1218-21) l'esercito cristiano a Damiana, dove s'incontrò anche con s.

Giacomo di Virtu, Historia orientalis: Incipit hystoria Ierosolimitana. Cod. Vat. lat. 5265, fol. 5v (sec. XIII) - Biblioteca Vaticana.

Francesco d'Assisi. Successivamente compi due viaggi in Italia (1222-23, 1225-26). Rinunziò al vescovato nel 1228 e si ritirò a Oignies. Nel 1229 Gregorio IX lo creò cardinale vescovo di Frascati, e, come tale, prese parte nelle trattative di pace con Federico II a Gaeta. Il resto della sua attività cardinalizia è poco conosciuto. Un anno dopo la morte, le sue spoglie mortali furono trasferite in Belgio e sepolte ad Oignies. G. fu uno dei personaggi più distinti del suo tempo e un ardente promotore della riforma interna della vita ecclesiastica, e tale si rivelò anche nei suoi scritti. Essi sono: Vita Mariae Oignensis (m. nel 1213), fonte importante per la conoscenza dei movimenti religiosi nel Belgio di quel tempo. Scritta nel 1215, fu inserita quasi interamente nello Speculum historiale di Vincenzo di Beauvais, XXX, capp. 10-51, interamente pubblicata dai Bollandisti, Acta SS. Iunii, IV (Anversa 1707, pp. 542-72); Historia occidentalis e orientalis (ed. D. Dubois, Douai 1597; la sola Historia orientalis anche presso Bongars, Gesta Dei per Francos [I, Hanover 1611, pp. 1047-1172]); Sermones de tempore (Anversa 1575, Venezia 1578); Sermones vulgares, di cui si hanno estratti presso J. B. Pitra, Analecta novissima spicilegii Solemensis (II, Frascati 1888, pp. 344-442); Th. Fr. Crane, The «exempla» or illustrative stories from the «sermones vulgares» of Jacques de Vitry (Londra 1890); S. Frenken, Die Exempel des Jacob von Vitry (Quellen und Untersuchungen zur lateinischen Philologie des Mittelalters, 15, 1, Monaco di Baviera 1914). Le sette lettere scritte dal 1216 al 1221, di cui alcune indirizzate a più persone, sono state criticamente edite da R. Röhricht, Die Briefe des Jacobus de Vitriaco, in Zeitschrift für Kirchengeschichtliche (14 [1894], pp. 97-118; 15 [1895], pp. 568-87; 16 [1896], pp. 72-114). Alcune di esse si trovano pure presso E. Martène et U. Durand, Thesaurus novus anecdotorum (III, Parigi 1717, coll. 287-306).

Bibli.: Histoire littéraire de la France, XVIII, Parigi 1835, pp. 209-46; F. L. Matzner, De Jacobi Vitriacensis vita et gestis, Műnster in V. 1863; Th. Fr. Crane, The «exempla» or illustrative stories from the «sermones» of Jacques de Vitry, Londra 1890, pp. XXII-LIII; Ph. Funk, Jacob von Vitry, Leben und Werke (Beiträge zur Kulturgeschichte des Mittelalters und der Renaissance, 3), Lipsia e Berlino 1909; J. Greven, Die Anfänge der Beginnen (Vorreformatorische Forschungen, 7), Műnster in V. 1912, pp. 54-109. Livario Oliger