GIACOSA, GIUSEPPE. - Commediografo e novelliere, n. a Colleretto Parella (Ivrea) il 21 ott. 1847, m. ivi il 2 sett. 1906.
Iniziò giovanissimo la sua attività letteraria, sempre feconda e instancabile: conferenze, discorsi, articoli storici e patriottici, poesie, prose narrative culminanti in Genti e cose della montagna, in Novelle e paesi valdostani (l'opera sua più schietta e saporosa), I Castelli Valdostani e in Impressioni d'America, una trentina fra drammi, atti unici, libretti d'opera, commedie tra le quali più importanti sono Tristi amori, i Diritti dell'anima e Come le foglie (v. tutto il Teatro, a cura di P. Nardi, 2 voll., Milano 1948). Con la sua psicologia facile, ma sottile, il G. illustrò le piccole crisi sentimentali della società borghese di fine secolo, della quale seppe comprendere e sfruttare i problemi e le passioni.