GIACOMINO da VERONA. - Poeta francescano della seconda metà del sec. XIII, di cui si ignorano altri dati biografici. La sua produzione fa parte della duogentesca letteratura didascalico-religiosa fiorita nell’Italia settentrionale, alla quale egli apporta un personale interesse descrittivo e un più disinvolto moraleggiare.
Nei due poemetti De Ierusalem coelesti e De Babylonia civitate infernali canta, sulla scorta dell’Apocalisse, con ingenuità e primitività di fantasia quasi barbarica, che a tratti si incupisce nel grottesco, le gioie del paradiso e i tormenti dell’inferno: rozza materia, che nella Commedia dantesca troverà definitiva voce. Alcuni critici propendono ad attribuirgli anche alcune laude alla Vergine, una Passione, una Resurrezione e altre liriche sacre.