GIORGIO, vescovo ariano di ALESSANDRIA. - Oriundo della Cappadocia, cupido ed avaro, aveva menato una vita agitata. Eletto vescovo da un sinodo ariano di Antiochia, nel febbr. 357 fu intruso ad Alessandria dopo che s. Atanasio era stato costretto a fuggire.
Seguace dell'arianesimo puro, sottopose i cattolici ad inaudite persecuzioni e violenze, facendo esiliare vescovi, condannare sacerdoti alle miniere, e maltrattando in ogni modo i fedeli. Nell'ag. del 358 il popolo esasperato si sollevò contro di lui e G. fu costretto a riparare presso l'imperatore Costanzo. Partecipò al Concilio di Seleucia del 359, dopo il quale rientrò ad Alessandria. Nel dic. del 361 una sommossa di pagani che insieme con i cattolici avevano sperimentato le sue vessazioni, lo fece prigioniero e poco dopo lo giustiziò (24 dic.).