GIORGIO, vescovo ariano di LAODICEA. - Oriundo di Alessandria dove era sacerdote all'inizio della controversia ariana, fu deposto dal vescovo Alessandro, per la sua vita indegna. Respinto anche dal vescovo Eustazio di Antiochia, si recò ad Aretusa. Fu accolto dal vescovo ariano Sofronio e nel 331 fu fatto vescovo di Laodicea, e come tale partecipò al Concilio di Tiro del 335 che depose S. Atanasio.
Assistette anche ai Concili di Gerusalemme dello stesso anno e di Antiochia del 341. Nel Concilio cattolico di Sardica del 343 fu deposto. Dopo la promulgazione della seconda formula anonima di Sirmio nel 357, scrisse una lettera a Basilio di Ancira perché si adopcasse a far condannare Aezio, e partecipò al Concilio di Ancira del 358 in cui fu promulgato l'omolusionismo. Fu presente anche al Concilio di Seleucia del 359, dopo il quale non si hanno più sue notizie; dovette morire poco dopo. Versato nella filosofia e nella dialettica, scrisse anche degli opuscoli contro gli eretici e specialmente contro i manichei, ed un'orazione in lode di Eusebio di Emesa.