GIORGIO DA GHEEL

GIORGIO da GHEEL. - Missionario e martire cappuccino dell'antica provincia fiammingo-belga, n. a Oevel, presso Geel (Campine), nell'ag. 1616, entrò già sacerdote nel noviziato a Lovanio l'11 nov. 1642, m. a Ngondo Mbata ca. l'8 dic. 1652.

Destinato alla missione del Congo dal 1648, sbarcò a Pinda il 29 giugno 1651. Dal ministero nella città di San Salvador passò nella residenza di Matari. Gli sono attribuiti più di mille Battesimi d'indigeni. Sistemi di primo Vocabularium latinum, hispanicum et congense (ms. autografo nella Biblioteca nazionale di Roma), che probabilmente era stato composto dai confratelli; nella recente edizione di J. Van Wing-C. Penders, Le plus ancien dictionnaire bantu (Lovanio 1928) è stato trasformato in un dizionario congolese-francese-fiammingo. Di passaggio per J. Jolo verso la fine del nov. 1652, rimproverò fortemente quei cristiani che erano ritornati alle pratiche idolatriche, proibite anche dalla legge civile, e ne incendiò simulacri e strumenti; ma gli interessati lo malmenarono, riducendolo in fin di vita. Venerato come martire, sono stati aperti i processi informativi presso la Curia di Malines nell'ag. del 1936.

BIBL.: Edouard d'Alençon, Essai de bibliographie cappucino-congolaise, in Neerlandia franc., 1 (1914), pp. 41-42; Clemente da Terzorio, Le missioni dei Minori Cappuccini, X. Roma 1938, pp. 434, 445; Hildebrand de Hooglede, Le martyr G. de G. et les débuts de la mission du Congo, Anversa 1940; id., La question de la béatification de G. de G., in Vox Minorum, 1 (1947), pp. 263-76.