GERBILLON, JEAN-FRANÇOIS. - Gesuita, missionario, confondatore e superiore della missione francese a Pechino, n. a Verdun il 4 giugno 1654, m. a Pechino il 27 marzo 1707. Giunto in Cina (1687) fu accolto alla corte dell'imperatore K'ang-hi, insieme con il p. J. Bouvet, nel numero dei matematici imperiali; nel 1688 fu invitato, quale ambasciatore plenipotenzario, presso i Russi per la determinazione dei reciproci confini; fece otto viaggi in Tartaria, talora al seguito dell'Imperatore, approfittandone per studiare il paese, gli abitanti, i loro usi e costumi. Sempre assai stimato da K'ang-hi, che apprese da lui la geometria, ne ottenne un'ordinanza di libertà per la religione cattolica (1692) e poco dopo, avendolo guarito da una malattia, un ampio terreno per l'erezione di una chiesa e di una casa per i padri, inaugurata il 9 dic. 1703. Sull'entrata della chiesa, furono poste tre iscrizioni dettate dallo stesso Imperatore.
Lascìò, oltre a molte lettere, in parte inedite: Eléments de géométrie (Pechino 1689) e Géométrie pratique et théorique (ivi 1690) in tartaro e in cinese; sono in cinese le due opere principali: Observations historiques sur la grande Tartarie et Relation de huit voyages dans la grande Tartarie de 1688 à 1699 (editi in J. B. du Hale, Description... de l'empire de la Chine et de la Tartarie chinoise, IV, Parigi 1735, rispettivamente pp. 39-70 e 87-122).