GARNET, HENRY. - Gesuita, missionario in Inghilterra, n. a Nottingham nel 1555, m. sul patibolo, al Tyburn di Londra, il 3 maggio 1606. Di famiglia protestante, passò al cattolicesimo a 20 anni, entrò fra i Gesuiti a Roma (1575) e, dopo aver studiato nel Collegio Romano e a sua volta insegnatovi ebraico e matematico, passò in Inghilterra nel 1586 e l'anno seguente già era nominato superiore di tutta la missione inglese.
Governò, in quei tempi così tesi e scabrosi, con vigore ed efficacia; ma soprattutto cercò di svantare ogni tentativo di reazione violenta da parte dei cattolici, eccitati e malcontenti del re e del governo protestante e del regime di persecuzione. Ma lo scoppiò della congiura delle polveri e mandò a monte ogni suo sforzo; lo fece anzi arrestare il 30 genn. 1606 e, nonostante la sua innocenza, condannare alla forca. Se i protestanti lo ricordano quale cospiratore, perché considerano la «congiura» come un misfatto dei Gesuiti, i cattolici, invece, lo tengono in conto di vittima, come tanti altri, dell'odio contro il Papa e la Chiesa. Il suo nome, perciò, era stato elencato nella lista dei martiri inglesi proposti per la beatificazione nel 1874; ma la difficoltà di discernere bene il motivo della sua condanna, se politico o religioso soltanto, ha fatto rimandare la questione ad ulteriori studi.