GIOVANNA D'ARC (DARC), santa. - Eroina delle più pure rivendicazioni nazionali della Francia in uno dei momenti più tragici della sua storia.
Nel 1415 Enrico V d'Inghilterra invade la Francia di cui contende il trono a Carlo VI; la guerra franco-inglese si intreccia con la guerra civile tra Armagnacchi

Era una contadinella di Domrémy (Barrois francese), nata da Jacques d'Arc (o Darc), e da Isabelle Romée, il 6 genn. 1412, forse; aveva fratelli, sorelle. Non aveva istruzione alcuna (firmerà con un segno di croce), aveva però profondo sentimento religioso. Nel 1425, a 13 anni, nell'orto paterno, sentì la prima «voce» soprannaturale; poi a diverse riprese ebbe visioni luminose: s. Michele, s. Margherita, s. Caterina. Le «voci» l'incoraggiavano ad andare a soccorrere la Francia. Solo nel 1428, sotto l'impressione degli avvenimenti terribili, decise di obbedire alle «voci». Uno zio la accompagnò dal capitano regio di Vaucouleurs, ma vi trovò derisione: vi ritornò una seconda volta ed ora Robert de Baudricourt, impressionato dal tono energico della pastorella diciassettenne, comunicò a Carlo VII la cosa e ricevette ordine di inviargli la fanciulla. G. partì da Vaucouleurs il 23 febbr. 1429 vestita da uomo, con una piccola scorta; giunse a Chinon il 6 marzo; introdotta dal Re, lo ravvisò tra i cortigiani e calmò i suoi dubbi circa la nascita: egli era veramente il figlio di Carlo VI.
Dopo l'esame religioso di una commissione di prelati, alcune matrone accertarono la sua verginità, che essa aveva già offerto a Dio da Domrémy. Nessuno più dubitò ora della sincerità di G. quando annunziò che essa aveva una missione divina da compiere. Certo molti vi erano che esitavano su quel che potesse fare una fanciulla, ma moltissimi si fecero suoi zelanti collaboratori. Il momento era grave: solo un intervento fuori del naturale poteva salvare il paese. La Pulzella ordinò la spedizione su Orléans dopo avere scritto ai generali inglesi
di abbandonare l'impresa. Vestita da guerriero, con uno stendardo bianco su cui aveva fatto dipingere il Cristo in trono tra angeli, il 27 apr. partì da Blois con una schiera d'armati che scortavano una colonna di carri con viveri: il 28 il convoglio entrò in Orléans, il 29 vi comparve la Pulzella accolta come liberatrice. Nei giorni seguenti si combatté duramente per ricacciare il nemico; G. fu ferita al petto, ma l'8 maggio gl'Inglesi abbandonarono definitivamente l'assedio. Ora la Pulzella con il duca d'Alençon fece una spedizione per eliminare gl'Inglesi dalle rive della Loira; quindi insistette per accompagnare il re a Reims per l'incoronazione; solo in questo modo il «gentil delfino Carlo», come essa lo chiamava, sarebbe diventato davvero il re di Francia.
La Pulzella partì il 27 giugno con l'avanguardia per Reims. Carlo VII la seguì due giorni dopo; a Troyes soltanto si trovò resistenza e G. diresse l'attacco e costrinse la popolazione a cedere. Il 17 luglio avvenne in Reims la consacrazione e l'incoronazione del Re; la Pulzella gli fu al fianco durante la cerimonia con il suo stendardo. «Gentil roi, maintenant est fait le plaisir de Dieu» disse al Re dopo l'incoronazione.
G. d'Arco aveva ora compiuto la missione che le «voci» le avevano affidata e pensò a ritornare a Domrémy: non sappiamo perché invece si sia fermata. Fu un ordine delle «voci» o le insistenze dei compagni d'arme? Essa era già conosciuta dovunque: su «Jeanne la Pucelle envoyée de Dieu» correvano già le più varie leggende. Essa insistette perché si attaccasse Parigi; il 26 ag. occupò St-Denis, ma urtò contro l'indolenza e la diffidenza del Re e dei suoi consiglieri. Nell'attacco dell'8 sett. a Porta St-Honoré fu nuovamente ferita, ma rimase tutto il giorno ad animare i combattenti. Poi l'impresa fu rinviata all'anno seguente. Nel maggio 1430 essa era a Compiègne: di fronte ad un attacco di nemici uscì di città per combattere, al ritorno venne catturata dai Borgognoni (23 maggio). Fu portata a Beaulieu, a Beaurevoir, ad Arras, poi gli Inglesi la comperarono per 10.000 lire tornesi e la portarono a Rouen; odiatissima, come strega destinata al rogo, venne incatenata al collo, alle mani, ai piedi.
Nel genn. 1431 venne iniziato il processo sotto la direzione del vescovo di Beauvais, Pierre Cauchon, che

Carlo VII rimase inerte di fronte alla cattura ed al processo della Pulzella. Solo nel 1455, su richiesta ufficiale della madre di G., e per impulso del governo, il papa Callisto III autorizzò una commissione papale a procedere alla revisione del processo ed al suo annullamento per i vizi gravi di forma e di sostanza. Il 6 giugno 1456 comparve la sentenza di riabilitazione.
Dichiarata beata da Pio X il 18 apr. 1909; Benedetto XV il 9 maggio 1920 proclamò G. santa. Festa il 30 maggio. In Francia una legge del 10 luglio 1920 proclamò festa nazionale il giorno anniversario del martirio della Pulzella.