GIOVANNA D'ARC (DARC), SANTA

GIOVANNA D'ARC (DARC), santa. - Eroina delle più pure rivendicazioni nazionali della Francia in uno dei momenti più tragici della sua storia.

Nel 1415 Enrico V d'Inghilterra invade la Francia di cui contende il trono a Carlo VI; la guerra franco-inglese si intreccia con la guerra civile tra Armagnacchi

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(da H. Walton, Jeanne d'Arc. Parigi 1877, p. 202-63) GIOVANNA D'ARC, santa - La Vergine in trono fra s. Michele e s. G. D'A. Dipinto del sec. XV. - Parigi, collezione privata.
e Borgognoni. L'assassinio del duca di Borgogna a Montereau (1419) spinge la Borgogna all'alleanza con l'Inghilterra: Enrico V sposa una figlia di Carlo VI cui pretenderà succedere sul trono di Francia, eliminando il delfino Carlo reo dell'assassinio di Montereau e sospetto di essere illegittimo. Nel 1422 Enrico V succede a Parigi a Carlo VI ed ora le forze inglesi si apprestano ad occupare tutta la Francia cacciando il delfino Carlo che è a Bourges con poche forze ed è chiamato per derisione il re di Bourges. Nel 1428 gli Inglesi assediano Orléans; la caduta della città può decidere del conflitto. In questo momento disperato, alla salvezza della Francia che sta per scomparire come potenza indipendente, accorre G. d'A.

Era una contadinella di Domrémy (Barrois francese), nata da Jacques d'Arc (o Darc), e da Isabelle Romée, il 6 genn. 1412, forse; aveva fratelli, sorelle. Non aveva istruzione alcuna (firmerà con un segno di croce), aveva però profondo sentimento religioso. Nel 1425, a 13 anni, nell'orto paterno, sentì la prima «voce» soprannaturale; poi a diverse riprese ebbe visioni luminose: s. Michele, s. Margherita, s. Caterina. Le «voci» l'incoraggiavano ad andare a soccorrere la Francia. Solo nel 1428, sotto l'impressione degli avvenimenti terribili, decise di obbedire alle «voci». Uno zio la accompagnò dal capitano regio di Vaucouleurs, ma vi trovò derisione: vi ritornò una seconda volta ed ora Robert de Baudricourt, impressionato dal tono energico della pastorella diciassettenne, comunicò a Carlo VII la cosa e ricevette ordine di inviargli la fanciulla. G. partì da Vaucouleurs il 23 febbr. 1429 vestita da uomo, con una piccola scorta; giunse a Chinon il 6 marzo; introdotta dal Re, lo ravvisò tra i cortigiani e calmò i suoi dubbi circa la nascita: egli era veramente il figlio di Carlo VI.
Dopo l'esame religioso di una commissione di prelati, alcune matrone accertarono la sua verginità, che essa aveva già offerto a Dio da Domrémy. Nessuno più dubitò ora della sincerità di G. quando annunziò che essa aveva una missione divina da compiere. Certo molti vi erano che esitavano su quel che potesse fare una fanciulla, ma moltissimi si fecero suoi zelanti collaboratori. Il momento era grave: solo un intervento fuori del naturale poteva salvare il paese. La Pulzella ordinò la spedizione su Orléans dopo avere scritto ai generali inglesi

di abbandonare l'impresa. Vestita da guerriero, con uno stendardo bianco su cui aveva fatto dipingere il Cristo in trono tra angeli, il 27 apr. partì da Blois con una schiera d'armati che scortavano una colonna di carri con viveri: il 28 il convoglio entrò in Orléans, il 29 vi comparve la Pulzella accolta come liberatrice. Nei giorni seguenti si combatté duramente per ricacciare il nemico; G. fu ferita al petto, ma l'8 maggio gl'Inglesi abbandonarono definitivamente l'assedio. Ora la Pulzella con il duca d'Alençon fece una spedizione per eliminare gl'Inglesi dalle rive della Loira; quindi insistette per accompagnare il re a Reims per l'incoronazione; solo in questo modo il «gentil delfino Carlo», come essa lo chiamava, sarebbe diventato davvero il re di Francia.

La Pulzella partì il 27 giugno con l'avanguardia per Reims. Carlo VII la seguì due giorni dopo; a Troyes soltanto si trovò resistenza e G. diresse l'attacco e costrinse la popolazione a cedere. Il 17 luglio avvenne in Reims la consacrazione e l'incoronazione del Re; la Pulzella gli fu al fianco durante la cerimonia con il suo stendardo. «Gentil roi, maintenant est fait le plaisir de Dieu» disse al Re dopo l'incoronazione.

G. d'Arco aveva ora compiuto la missione che le «voci» le avevano affidata e pensò a ritornare a Domrémy: non sappiamo perché invece si sia fermata. Fu un ordine delle «voci» o le insistenze dei compagni d'arme? Essa era già conosciuta dovunque: su «Jeanne la Pucelle envoyée de Dieu» correvano già le più varie leggende. Essa insistette perché si attaccasse Parigi; il 26 ag. occupò St-Denis, ma urtò contro l'indolenza e la diffidenza del Re e dei suoi consiglieri. Nell'attacco dell'8 sett. a Porta St-Honoré fu nuovamente ferita, ma rimase tutto il giorno ad animare i combattenti. Poi l'impresa fu rinviata all'anno seguente. Nel maggio 1430 essa era a Compiègne: di fronte ad un attacco di nemici uscì di città per combattere, al ritorno venne catturata dai Borgognoni (23 maggio). Fu portata a Beaulieu, a Beaurevoir, ad Arras, poi gli Inglesi la comperarono per 10.000 lire tornesi e la portarono a Rouen; odiatissima, come strega destinata al rogo, venne incatenata al collo, alle mani, ai piedi.

Nel genn. 1431 venne iniziato il processo sotto la direzione del vescovo di Beauvais, Pierre Cauchon, che

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(per cortesia di mans. A. P. Frutaz) GIOVANNA D'ARC, santa - Ritratto. Dipinto di autore ignoto francese (inizio sec. XVII). - Rouen, Municipio.
agiva per conto degli interessi inglesi; egli si fece affiancare dal rappresentante dell'Inquisizione. Si voleva strappare a G. la confessione che la storia delle « voci » non era che un suo inganno e tutto il suo operato non era dovuto che a sortilegi. In tal modo l'onore delle armi e degli interessi inglesi sarebbe stato senz'altro riabilitato. Dal 21 febbr. al 17 marzo G., incatenata, fu sottoposta ad esasperanti interrogatori; gli atti del processo mostrano quanta semplicità, quanta onestà vi fosse nella Pulzella, quanta malizia e decisione di condannarla nei suoi inquisitori. Si concluse accusandola di menzogne, superstizione, bestemmie, empietà, idolatria. Neppure la minaccia della tortura indusse G. a negare quello che sinceramente credeva. Il 24 maggio al cimitero St-Ouen con le più terribili minacce la Pulzella fu indotta ad abiurare quelli che si dicevano i suoi errori; essa dichiarò di voler obbedire alla Chiesa. Ma accortasi che la libertà promessale era un'insidia per farle ammettere di avere peccato, subito ritornò a dichiarare la sua fede nelle « voci ». In seguito a questo come eretica « relapsa », fu consegnata al braccio secolare ed il 30 maggio 1431 salì il rogo sulla Piazza del Vieux-Marché. Le ceneri vennero gettate nella Senna.

Carlo VII rimase inerte di fronte alla cattura ed al processo della Pulzella. Solo nel 1455, su richiesta ufficiale della madre di G., e per impulso del governo, il papa Callisto III autorizzò una commissione papale a procedere alla revisione del processo ed al suo annullamento per i vizi gravi di forma e di sostanza. Il 6 giugno 1456 comparve la sentenza di riabilitazione.

Dichiarata beata da Pio X il 18 apr. 1909; Benedetto XV il 9 maggio 1920 proclamò G. santa. Festa il 30 maggio. In Francia una legge del 10 luglio 1920 proclamò festa nazionale il giorno anniversario del martirio della Pulzella.

BIBL.: Numerosissime sono le opere dedicate a G. d'A.: nessuna è veramente soddisfacente. I suoi biografi vanno dalla tendenza nettamente aciografica alla tendenza razionalista. Anche G. d'A. venne discussa e spiegata ad uso dei medici e psichiatri. La realtà della missione divina è cosa superiore a tutte le spiegazioni umane; dal punto di vista storico non è possibile negare che G. d'A. ha sentito questa missione divina, vi ha creduto ed ha agito per essa e nel suo nome. Non vi è dubbio che la sua impresa fu facilitata da certe circostanze politiche e che l'elemento mistico agì attorno ad essa favorevolmente. Il documento più importante per lo studio di G. d'A. è il processo edito da J. Quicherat, Procès de condamnation et de réhabilitation de Jeanne d'Arc, 3 voll., Parigi 1841-49; del processo di condanna vi è l'edizione di P. Champion, Procès de condamnation de Jeanne d'Arc, 2 voll., ivi 1920-21 (dello stesso Notice des manuscrits du procès de réhabilitation de Jeanne d'Arc, ivi 1930). Delle biografie vanno indicate M. Sépet, Jeanne d'Arc, ivi 1869; J. B. J. Ayrolles, La vraie Jeanne d'Arc, ivi 1890 sgg.; A. France, Vie de Jeanne d'Arc, ivi 1908; Ph. Dunand, Histoire complète de Jeanne d'Arc, ivi 1910; G. Hanotaux, Jeanne d'Arc, ivi 1911; A. Fabre, Etude sur Jeanne d'Arc, ivi 1912; G. Goyau, Les étapes d'une gloire religieuse, 1st Jeanne d'Arc, ivi 1920; M. Pribilla, s. V. in LThK, coll. 299-301 e bibl. ivi citata; S. Visconti Branca, G. d'Arc, 2ª ed., Milano [1938]; R. Meunier, Les rapports entre Charles VII et Jeanne d'Arc de 1429 à 1431, Poitiers 1946; J. Calmette, Jeanne d'Arc, Parigi 1946; J. Cordier, Jeanne d'Arc, ivi 1948. Per altra bibl. e per lo stato attuale delle questioni cf. pure J. Calmette, L'élaboration du monde moderne, 3ª ed., ivi 1949, p. 101 sgg. Francesco Cognasso
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“GIOVANNA D'ARC (DARC), SANTA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 313. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/giovanna-d-arc-darc-santa.