GIOVANNI II, PAPA

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GIOVANNI II, papa. - Era romano e si chiamava Mercurio. Prima del pontificato ebbe il titolo di S. Clemente e vi compì notevoli lavori, molti dei quali sussistono tuttora. Alla morte di Bonifacio II (ott. 532), dopo oltre due mesi di lotte e d'intrighi, fu eletto papa (2 genn. 533) e primo tra i pontefici mutò il suo nome in quello di G. Dal re Atalarico ottenne un rescritto che confermava il senato-con-sulto emesso nel 530 contro i simoniaci, aggiungendo

severe disposizioni per le elezioni vescovili. Per risolvere la controversia teopaschita, suscitata da alcuni monaci sciti detti «accenti», l'imperatore Giustiniano nel giugno 533 inviò a G. una legazione, composta dei vescovi di Efeso e Filippi, che sottoponeva al suo giudizio la professione di fede redatta dallo stesso Imperatore. Dopo lunghe trattative e discussioni con la legazione imperiale e con Ciro ed Eulogio, rappresentanti dei monaci, il 25 marzo 534.

G. approvò, con il consenso dei vescovi, del clero, del Senato e del popolo di Roma, la formula di Giustiniano, che confermava a Maria S. ma il titolo di «Madre di Dio» e dichiarava che «il Figlio di Dio, fatto uomo e crocifisso, è una persona della santissima (consistenza) l'unità». M. I'8 maggio 535.

Bibl.: Epistole di G.: PL 66, 13-31; MGH, Epist., III, pp. 45-54; Lib. Pont., I, pp. 108 e 285 sg. Studi: L. Duchesne, L'Eglise au VIe siècle, Parigi 1925, p. 146; O. Bertolini, Roma di fronte a Bisanzio e ai Longobardi, Bologna 1941, pp. 108 sg., 111-113, 117; H. Grisar, Roma alla fine del mondo antico, Roma 1943, pp. 58-60.