GIOVANNI III, papa. - Apparteneva all'aristocrazia romana, essendo figlio del vir illustris Anastasio; pare fosse soprannominato Catelino. Eletto papa alla morte di Pelagio I, fu consacrato il 17 luglio 561, avendo dovuto attendere per oltre quattro mesi la conferma dell'imperatore Giustiniano. M. il 13 luglio 574. Nella lotta tra Narsete e il popolo romano, G. tenne un atteggiamento conciliativo che dovette procurargli antipatie tra il popolo; per questo, dopo il ritorno da Napoli, dove aveva seguito il generale bizantino per invitarlo a tornare a Roma, fissò la sua dimora presso la chiesa dei SS. Tiburzio e Valeriano, sul cimitero di Pretestato, non osando rientrare in città dove Narsete continuava ad opprimere il popolo. Durante il suo pontificato avvenne l'invasione longobarda dell'Italia (568). G. promosse il culto dei martiri nei cimiteri cristiani, restaurandoli e disponendo che l'amministrazione pontificia del Laterano li provvedesse del necessario per le celebrazioni domenicali. A lui si deve pure il compimento e la dedicazione della basilica degli Apostoli.
GIOVANNI III, PAPA
Bibl.: Epistole di G.: PL 72, 13-18; Lib. Pont., I, pp. 109, 305-307; O. Bertolini, Roma di fronte a Bisanzio e ai Longobardi, Bologna 1941, pp. 220-222, 244, 476; H. Grisar, Roma alla fine del mondo antico, II, Roma 1943, p. 170 e passim (v. INDIA).